Come interagiscono componenti, misure e arma
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Dopo aver seguito il ciclo completo possiamo approfondire come componenti, misure e caratteristiche dell’arma interagiscono. Questa pagina non propone ricette: aiuta a capire perché una modifica non va considerata isolatamente.
Come i vari elementi (polvere, palla, canna, ecc.) influiscono sulla ricarica
Supponiamo di trattare sempre il medesimo calibro.
E di fare riferimento ad una dose di una specifica polvere, come indicata nelle tabelle del produttore.
E sperando che vi siano anche le indicazioni su che profilo di palla, su che innesco e su che canna questa dose è stata sperimentata.
Ad esempio facendo riferimento alle tabelle Vihtavuori, come nella lunghissima tabella che qui a fianco allego (clicca sull’immagine per aprire la lista completa – devi avere un lettore pdf attivo), per i dati di ricarica del calibro 9×19/9×21, è specificato che tutti i dati delle varie polveri sono stati testati con: canna da 4″ (100mm ca.) con passo 10″ (ovvero una rigatura con rotazione completa ogni 25cm ca.), innesco small pistol, bossolo Lapua rifilato a 19,0 mm.
Poi seguono le combinazioni suddivise per:
- peso palla (da 90 a 165 grains)
- produttore della palla che è in test
- tipologia (profilo e rivestimento; ad es. HP, RN, FMJ, ecc. Bisogna vedere nel sito del produttore a cosa corrisponde la sigla, che come ho scritto nella pagina dedicata ai proiettili, ognuno usa sigle a volte in modo “ personalizzato ”)
E’ indicata con COL la lunghezza totale della cartuccia finita (il che indica di conseguenza il livello di affondamento nel bossolo), che varia da 1,063 a 1,157 (da 27mm a 29,5mm).
E per ognuna di queste combinazioni sono indicate le dosi minime e massime (con le relative velocità di uscita prodotte) dei vari tipi di polvere “suggeriti” per quella combinazione (N310, N320, N330, N340, N350, 3N37, 3N38, N105).
Per le caratteristiche di ogni polvere si dovrebbe far riferimento alle specifiche, che differenziano per composizione, densità energetica, peso specifico, progressività, ecc.
Perciò vengono fornite delle basi di partenza (tante!) per le varie combinazioni palla/polvere per il dato calibro. E da qui si possono poi dedurre proprie variazioni (sempre se ne vale la pena).
Ad esempio, se uso una palla che non è in tabella, ma ha caratteristiche “simili” ad uno dei tipi elencati, posso iniziare da quella specifica combinazione (magari con la dose minima) e poi valutare se è il caso di variare (poco per volta!) le dosi.
Io ad esempio utilizzo molto le armi con canne da 6″; il che equivale ad un aumento del 50% della lunghezza canna rispetto alla canna di riferimento utilizzata per i dati di tabella, che è da 4″ (e per fortuna che in questo caso è specificata. Pochi produttori specificano questi dati). Ecco che, se ho ben compreso come lavorano tutti i componenti, posso dedurre le variazioni necessarie per ottimizzare la carica.
Nello specifico, per sfruttare meglio la spinta sulla canna più lunga, a parità di palla posso iniziare ad utilizzare le polveri più progressive come ad es. la N340, evitando di utilizzare le più veloci come N310 e N320.
In assenza di un cronografo, procedo con le prove (a piccoli passi!) e passo a valutare i risultati andando a provare ad es. 20 colpi con la dose minima, 20 con una dose media, e 20 con una dose massima (e qui mi fermo!). Andando a vedere ogni volta se ho polvere incombusta, se ho un eccessivo riscaldamento, se ho uno scarrellamento brusco, o se ho difficoltà nel riciclo / riarmo. E verificando se vi sono variazioni significative del comportamento (precisione, riarmo difficoltoso o invece brusco, fumosità, deformazione bossoli, deformazione innesco, …).
Ad es. con eccessiva fuoriuscita di polvere incombusta posso valutare un aumento della crimpatura, o un passaggio ad una polvere leggermente più veloce (ad es. dalla N340 alla N330), oppure potrei valutare un leggero affondamento del proiettile, ….
Con un riarmo brusco (con quasi un urto sul fine corsa), ammesso che non sia stata alleggerita eccessivamente la molla di riarmo, ecco che potrei pensare di utilizzare una polvere più progressiva; oppure diminuire leggermente la dose; o passare ad un’altra combinazione di peso palla, ecc.
Se avete ben compreso come influscono i vari elementi, potete dedurre una soluzione. Ricordando sempre che stiamo “tirando” ad un foglio di carta o ad una sagoma; non stiamo andando a caccia di zombie ! (e poi a zombie ci si va con il cal. 12 !!! ). E ricordando anche che precisione non sempre va d’accordo con “ cannonata ” !
Ricordate:
- peso palla:
una palla più pesante richiede una polvere più progressiva (a combustione più lenta)
una palla più pesante (a parità di tipo di polvere) richiede una dose inferiore di polvere
e viceversa:
una palla più leggera richiede una polvere più veloce, meno progressiva (a combustione più rapida)
una palla più leggera (a parità di tipo di polvere) richiede una dose leggermente superiore - profilo palla:
una palla ramata o c.d. “blindata” (spessore) richiede in genere una polvere più progressiva rispetto alla palla di pari peso e profilo ma in piombo.
Se il profilo richiede un maggiore affondamento del proiettile nel bossolo (fate riferimento alla lunghezza finale, OAL o COL) diminuirà il volume iniziale e provocherà un aumento della pressione iniziale, da correggere con dosi inferiori o con polveri più progressive (vedi ad es. il caso dei profili c.d. Wad Cutter) - tipo rivestimento palla:
tra palla in piombo e palla ramata o c.d. “blindata”, possono esserci differenze di pressione dovute alla maggiore duttilità del piombo “nudo”;
come possono esserci leggere differenze dovute ai diversi diametri di trafilatura (in genere la palla in piombo ha un diametro leggerissimamente superiore).
Ma anche alcune palle (ad es. se monolitiche in rame) potrebbero essere più “lunghe” per compensare appunto diversi materiali o diversi profili (ad es. le c.d. “punta cava”); questo comporta che a parità di lunghezza finale la palla affonderà maggiormente nel bossolo. - affondo palla (OAL / COL):
se affondo maggiormente la palla nel bossolo, diminuirà il volume iniziale e provocherà un aumento della pressione iniziale, da correggere con tpo polvere o dose inferiore.
Se confrontate le dosi ad es. del calibro .357 noterete come a quasi parità di peso palla (145-148gn) passo da 8,2-8,8gn (N340 per palla HP, OAL 1,575″) a 4,3-5,4gn (palla WC, OAL 1,370″) - crimpatura:
una crimpatura molto “forte” può influire sulla combustione iniziale, favorendo l’accensione della polvere ma andando anche ad aumentare il picco di pressione iniziale - tipo polvere (forma):
ovviamente cambiando tipo di polvere è sempre da ricalibrare il dosatore (per i dosatori volumetrici), facendo numerose prove (NON una sola pesata!).
Dovreste capire bene che scarto vi è mediamente tra una erogazione e un’altra.
Essendo dosatori volumetrici ci saranno sempre differenze di peso tra le erogazioni; ma è importante capire quanto sono ampie queste differenze (dovute ad es. alla scorrevolezza della specifica polvere scelta, o alla forma più o meno irregolare, o anche al tipo di dosatore – cilindretto, cassettino, disco, …) - densità energetica polvere (e/o potere calorifero):
polveri ad altissima densità energetica possono richiedere ad es. caricamenti minimali; che in un bossolo “grande” possono portare ad una difficoltosa accensione della polvere (ad es. un lunghissimo bossolo 45/70 o un 45/90 che con le polveri odierne sarebbe caricato a meno di metà; e in posizione “orizzontale” presenta il foro di vampa quasi libero dalla polvere).
Ecco che in questi casi molti tiratori usano un riempimento finale con una simil-borra in cartone, o in cotone, o in semolino, o … - progressività polvere:
cambiando polvere, cercate di verificare che livello di progressività presenta; e valutate in rapporto alla vostra combinazione di palla (peso e tipo) / canna / innesco / dose - lunghezza canna:
come detto, lunghezze sensibilmente diverse rispetto alla canna di test per il dosaggio suggerito, possono richiedere delle variazioni in dose e/o in tipologia di polvere - innesco:
non si dovrebbero mai usare inneschi “non consigliati” per il dato calibro; ma per test (ragionati! pensati! motivati!) possono essere utilizzati ad es. inneschi magnum per favorire l’accensione con dosi minime o con polveri molto progressive - dosatore: non tutte le polveri vanno d’accordo con tutti i dosatori. Come precedentemente scritto, la forma del grano (lamelle, sferette, tubolare, …) influisce sul riempimento del volume del dosatore. Soprattutto quando abbiamo piccole dosi (ad es. 3 o 4 grains) la percentuale di scarto potrebbe essere importante.
Fate molte molte prove e cercate di capire quanto varia l’erogazione con una data polvere ed un dato dosatore. - bilancina:
parliamo di pesatura di ogni singola dose, perciò evitando il classico dosatore volumetrico. Non è pensabile lavorare al decimo di grano (0,00648 grammi !!!); almeno non senza bilance di precisone da 1000€ in su (e con specifici pesi campione di ricalibratura). Anche pesando ogni singola carica, variazioni di 1-2 decimi di grano sono la normalità.
Usando bilancine meccaniche in ordine, pulite, con perno in perfetto stato, e con pesi graduati più che perfetti (da verificare), è difficile rilevare scarti inferiori al decimo di grano (sono 6 milligrammi).
Per chi lavora sulla precisione, a fini ad es. di tiro a lunga/lunghissima distanza, è indispensabile passare a bilance di precisione con relativi pesi calibrati.
Spero sia chiaro che ogni elemento coinvolto, ha una propria influenza sul risultato finale. Tutti i componenti, le geometrie finali, e le caratteristiche dell’arma (in primis della canna) generano diversi comportamenti della munizione. Comportamenti che vanno osservati e documentati per poter procedere con le correzioni del caso, fino ad ottenere il risultato desiderato.
Consiglio
Il miglior consiglio ? Segnatevi tutto, scrivete tutto, documentate tutto.
Anche io all’inizio ho sottovalutato questo aspetto, e … ci sono passato e ci sono cascato.
Se volete migliorare la vostra ricetta, se volete affinare il processo per ottimizzare il comportamento di una determinata combinazione arma / palla / polvere, scrivete sempre per ogni lotto ricaricato tutte le informazioni, e poi al poligono scrivete, documentate (con specifico riferimento al lotto in esame) il comportamento riscontrato, i pregi, i difetti, la precisione, la fumosità, la polvere incombusta, la reazione allo sparo, il ciclo di riarmo, ….
E’ la strada obbligata per poter procedere con criterio, con cognizione di causa, e in sicurezza.
Su questi appunti potete fare i ragionamenti del caso e programmare dove intervenire.
E poi confrontare i risultati, avendo riscontro immediato sulla nuova soluzione in test.
Con il tempo queste informazioni costituiscono una banca dati personale molto più utile di qualsiasi memoria.
La pressa non ricorda. Il tuo quaderno sì.
La memoria è utile, preziosa. Gli appunti, le annotazioni, sono molto più affidabili.
Prendetelo come “metodo”.
È impossibile ricordare ogni parametro, ogni materiale o ogni configurazione. Per questo motivo seguire una procedura ordinata permette di affrontare anche problemi nuovi senza affidarsi esclusivamente alla memoria.
E chi possiede un buon metodo può analizzare e affrontare anche problemi mai incontrate prima.

