La guerra
La guerra di secessione
Il 12 aprile 1861, alle 4:30 del mattino, l’artiglieria confederata apre il fuoco su Fort Sumter, nella Carolina del Sud.
Comincia la Guerra Civile americana.
Che segna l’ultima fase della vita di Samuel Colt e il momento di massima espansione della sua industria.
Per Samuel Colt il conflitto arriva in un momento particolare. La sua fabbrica di Hartford è ormai una delle grandi realtà industriali degli Stati Uniti e da circa un anno produce un nuovo revolver destinato a diventare una delle armi simbolo della guerra: il Colt Model 1860 Army, calibro .44.
Il Colt model 1860 Army
Il Model 1860 Army rappresenta una delle evoluzioni più riuscite dei revolver Colt a percussione.
Mantiene il calibro .44 dei grandi revolver militari precedenti, tipicamento spinto da una carica di 30 grani di polvere nera; ma è molto più leggero (1,22kg) e maneggevole della Walker e delle Dragoon. Unisce la potenza del «Dragoon» all’eleganza del «Navy».
Il tamburo contiene sei colpi e la leva di caricamento è fissata sotto la canna (appoggia alla canna tramite una specie di cremagliera). Il meccanismo rimane quello ormai collaudato dei revolver Colt a singola azione.
Il risultato è un’arma abbastanza potente per l’impiego militare, ma sufficientemente leggera da poter essere portata normalmente in fondina.
Una guerra che divora armi
La Guerra Civile richiede quantità di armamenti mai viste prima negli Stati Uniti.
Centinaia di migliaia di uomini vengono mobilitati e gli eserciti hanno bisogno di fucili, carabine, munizioni e revolver.
Per Colt significa una crescita enorme della domanda; con l’inizio della guerra nel 1861, gli affari dell’azienda aumentarono rapidamente grazie ai contratti governativi per il Model 1860 Army, il 1860 Navy e altre armi.
Il revolver non è naturalmente l’arma principale del normale fante, che combatte soprattutto con il fucile.
Ma per ufficiali, cavalleggeri e reparti montati una pistola a più colpi rappresenta uno strumento prezioso.
Quasi 130.000 Army acquistati dagli Stati Uniti
Le forniture militari raggiungono dimensioni enormi.
Gli archivi dell’Ordinanza dell’Artiglieria parlano dell’acquisto di 129.730 esemplari di questo modello al prezzo di 17,67 dollari al pezzo, che comporta la bella somma totale di 2.296.112,49 dollari.
Ed è stata si la principale arma corta utilizzata dalle truppe dell’Unione durante la Guerra Civile, ma non l’unica.
E queste cifre ufficiali non tengono conto dell’elevato numero di armi comprate privatamente da molti ufficiali o da civili del Nord; armi che passano continuamente di mano attraverso catture, vendite e scambi.
E per vie traverse, un certo numero di queste Colt «New Army» arriveranno anche nelle mani dei confederati.
Si stima una produzione complessiva ben superiore a 200.000 esemplari fra il 1860 e il 1873.
La guerra crea un mercato enorme anche per altri produttori.
Il principale concorrente di Colt è Remington, il cui Model 1858 diventa uno dei revolver più diffusi del conflitto.
Il suo telaio chiuso lo distingue immediatamente dai Colt a telaio aperto e anticipa una soluzione costruttiva che diventerà molto comune nei revolver successivi.
il Remington 1858 "closed top";
l telaio “chiuso” superiormente è una caratteristica in seguito richiesta per tutte le nuove forniture, anche a Colt (che portò solo nel modello 1873)
Il Sud deve arrangiarsi
La Confederazione parte con un grave svantaggio industriale.
Gran parte della capacità produttiva americana, delle fabbriche e delle macchine utensili si trova infatti negli Stati del Nord.
Il Sud deve quindi importare armi dall’Europa oppure produrle localmente con risorse più limitate.
In particolare la Confederazione riuscirà ad acquistare circa 250.000 revolver di fabbricazione straniera, quasi tutti copie di revolvers Colt inglesi o belgi, marcati «Brevetto Colt», «Colt Patent» o «System Colt».
Nascono, prodotti localmente, diversi revolver confederati chiaramente ispirati ai Colt, soprattutto al Model 1851 Navy. Fra i più noti troviamo i prodotti di:
- Griswold & Gunnison;
- Leech & Rigdon;
- Dance Brothers;
- Spiller & Burr.
Molte Colt Navy catturate vennero copiate dai Confederati, proprio da Griswold & Gunnison e da Leech & Rigdon.
La maggior parte di questi revolvers, contrariamente al «Navy» non hanno una canna ottagonale, ma una canna rotonda. Alcuni hanno una doppia chiusura e la corona del tamburo è ornata di dodici tacche.
Quando manca perfino l’acciaio
Le copie confederate raccontano molto bene le difficoltà industriali del Sud.
In alcuni casi i telai vengono realizzati in ottone perché l’acciaio è più difficile da reperire e deve essere riservato alle parti maggiormente sollecitate.
Questo rende quelle armi particolarmente riconoscibili.
Dal punto di vista del collezionista moderno, proprio queste differenze — materiali, piccole officine, produzioni limitate — rendono oggi molti revolver confederati estremamente ricercati.
un revolver Griswold & Gunnison del 1864, utilizzato dai confederati durante la guerra civile americana (1861-1865).
Era basato sul revolver Colt mod.1851, da cui differiva per l'inclinazione all'indietro dell'impugnatura e per i materiali con cui era realizzato: il telaio era in ottone e molti componenti in ferro anziché in acciaio.
Cavalleria e revolver
Nel combattimento a cavallo il revolver mantiene un ruolo particolarmente importante.
Una pistola a più colpi permette di continuare a combattere quando un’arma lunga diventa difficile da usare o quando lo scontro avviene a distanza molto ravvicinata.
Nella vecchia tradizione europea la sciabola resta ancora un simbolo fondamentale della cavalleria.
La guerra americana mostra invece quanto armi corte a ripetizione e carabine possano cambiare il combattimento montato.
Non significa che la sciabola scompaia improvvisamente, ma il revolver diventa una componente sempre più importante dell’equipaggiamento.
Finalmente …
Il governo dell’Unione farà una importante passo: i generali confederati Forrest e Morgan sopprimono completamente l’uso della sciabola nelle unità affidate ai loro ordini.
Forrest utilizza la carabina Enfield per i combattimenti a terra ed il revolver per quelli a cavallo.
Morgan, equipaggia i suoi uomini soltanto di revolver. Ogni cavaliere deve possederne almeno due.
In più, ogni cavaliere riceve un calcio amovibile capace di trasformare il revolver in una piccola carabina. Così è possibile mirare con più precisione nel combattimento a terra.
Il Model 1860 come prodotto industriale maturo
Il Model 1860 Army è anche la dimostrazione di quanto sia cambiata la Colt rispetto ai tempi di Paterson.
Non è più un prodotto sperimentale costruito in piccoli numeri.
Viene prodotto in quantità enormi, con parti standardizzate e lavorazioni organizzate industrialmente.
La fabbrica di Hartford è ormai in grado di sostenere ordinativi militari su scala nazionale.
Quello che Samuel Colt aveva immaginato vent’anni prima è diventato realtà.
Colt vuole anche essere soldato
Qui si inserisce anche una vecchia ambizione di Colt.
Onorato di servire il suo paese, Samuel Colt non vuole limitarsi a produrre armi per la guerra, vuole a sua volta essere un “soldato”; aggiungere alla sua gloria di industriale, quella dell’uomo di guerra.
Egli si offre di arruolare un reggimento e di equipaggiarlo a sue spese con le sue carabine a tamburo e con i suoi revolvers.
Nel maggio del 1861 gli viene attribuito il grado di colonnello in relazione al 1st Connecticut Revolving Rifle Regiment.
Ma il governo americano ritiene (a ragione) che Samuel Colt è probabilmente molto più utile a Hartford, alla guida di uno dei principali stabilimenti d’armi del paese, che sul campo di battaglia.
La sua guerra sarà quindi soprattutto industriale.
Un’azienda al massimo della potenza
All’inizio del conflitto la fabbrica Colt è nel momento di massima espansione.
L’East Armory era stata completata nel 1855 e, secondo il N.P.S. già nel 1857 produceva circa 150 armi finite al giorno.
Con la guerra gli ordinativi aumentano ulteriormente.
Colt ha finalmente raggiunto quella posizione che aveva inseguito fin dalla giovinezza:
- una grande fabbrica;
- macchine avanzate;
- un nome conosciuto in tutto il mondo;
- ordini militari enormi;
- una gamma di prodotti ormai consolidata.
Ma Samuel Colt non vedrà la fine della guerra.
Gli ultimi mesi
Gli ultimi mesi della sua vita sono difficili.
Durante l’estate che precede la guerra civile, noleggia un piccolo battello a vapore per una crociera in compagnia della moglie, lungo le coste della Nuova Inghilterra. Ma poco tempo dopo il suo ritorno, perde la figlia minore.
Il dolore lo trova impreparato; abbandona la fabbrica, gli uffici, i laboratori dove ogni giorno andava ad “inventare” qualcosa.
Anche se la guerra di secessione sembra ridargli una parvenza di forze, Samuel Colt si presenta sulla diga di Hartford, nella sua fabbrica, sempre più magro, stanco e visibilmente invecchiato; è sempre sostenuto dal suo amico Elisha Root.
Sembra che il suo fisico sia minato in profondità; la salute peggiora.
Colt continua comunque a seguire gli affari e la fabbrica. Il conflitto è appena iniziato e l’azienda sta entrando nel periodo di maggiore produzione della propria storia.
Samuel Colt muore a quarantasette anni
Il 10 gennaio 1862 Samuel Colt muore a Hartford.
Aveva soltanto quarantasette anni.
Proprio un anno dopo l’inizio della guerra.
La moglie Elizabeth acquisì il controllo dell’azienda, mentre Elisha K. Root continuò ad avere un ruolo fondamentale nella gestione industriale.
La sua morte arriva nel momento forse più paradossale della sua vita.
Il ragazzo che aveva costruito modelli in legno, fatto esplodere una zattera e perso la prima fabbrica era diventato uno degli industriali più importanti d’America.
Ma non avrebbe visto ciò che sarebbe successo alla sua azienda negli anni successivi.
La Colt continua senza Colt
La morte di Samuel non significa la fine dell’impresa.
Elizabeth Colt assume una posizione centrale nella proprietà e nella continuità dell’azienda.
Due anni più tardi, nel 1864, un enorme incendio distruggerà gran parte dell’Armory.
Ma anche quella volta la Colt verrà ricostruita e tornerà alla produzione. La cronologia ufficiale Colt e il N.P.S. sottolineano il ruolo di Elizabeth nella ricostruzione e nella continuità dell’azienda dopo la morte del marito.
Samuel Colt era morto.
Il nome Colt, invece, era ormai destinato a sopravvivergli.
Cosa resta?
La Guerra Civile segna quindi due passaggi opposti. Da una parte consacra definitivamente il revolver Colt come prodotto industriale e militare. Dall’altra chiude la vicenda personale del suo inventore.
Da questo punto in poi la storia cambia protagonista. Non si parla più soltanto di Samuel Colt.
Ma si parlerà di ciò che accadde dopo Samuel.
