l'affermazione di Samuel Colt
Colt è finalmente tornato nel mondo delle armi.
L’affermazione di Samuel Colt comincia davvero con l’ordine per il revolver Walker. Non solo ha la possibilità di tornare a produrre su scala industriale, ma questa commessa gli offre ciò che gli era mancato negli anni di Paterson: un cliente certo, un ordine importante e la possibilità concreta di rientrare nella produzione su larga scala.
Il contratto con il War Department prevede la fornitura di circa mille revolver militari. Il modello è grande, potente, calibro .44, con sei camere e una leva di caricamento integrata sotto la canna.
È un’arma estrema, ma è anche il prodotto che riporta Samuel Colt sulla scena.
La Walker entra in produzione
La prima produzione viene affidata allo stabilimento di Eli Whitney Jr., perché Colt non dispone ancora di una propria fabbrica. Le prime armi devono essere pronte rapidamente e vengono sottoposte all’ispezione dell’ordinanza militare già nel 1847.
Il revolver Army Model 1847 (questo il nome ufficiale; ma universalmente noto come Colt Walker) è molto diverso dalle vecchie Paterson. È più robusto, più potente e pensato fin dall’inizio per l’impiego militare a cavallo.
Il prezzo fissato per la fornitura è di circa 25 dollari per arma.
La produzione è limitata: circa mille esemplari destinati all’esercito, più un piccolo numero destinato al mercato civile e a presentazioni.
Una Colt model 1847 "Walker" originale in cassetta, completa con le dotazioni dell'epoca.
E' stata venduta ad un'asta nel 2018 per 1,84 milioni di dollari
Un’arma enorme, ma efficace
La Walker pesa oltre due chilogrammi scarica ed è lunga quasi quanto una piccola carabina.
La grande carica di polvere e il calibro .44 le conferiscono una potenza eccezionale per un’arma corta dell’epoca.
È però anche un’arma impegnativa da maneggiare e non priva di difetti: alcuni cilindri possono cedere sotto le forti pressioni e la leva di caricamento tende talvolta ad abbassarsi durante il rinculo, bloccando il tamburo.
Walker stesso segnala problemi e difetti, ma continua a considerare il nuovo revolver un’arma straordinaria.
Pur se più potente e massiccio, però il suo funzionamento è considervolmente semplificato.
Ad esempio mentre l’acciarino dei modelli Paterson era formato da 17 pezzi mobili, quello del nuovo revolver ne ha solo cinque.
E comunque l’arma è ora munita di una leva di orlatura, situata sotto la canna, ed il grilletto fisso è protetto da un ponticello; particolari importantissimi nell’uso sul campo.
E anche l’impugnatura, particolarmente progettata con l’aiuto di Sam Walker, permette di impugnare bene l’arma, malgrado il suo peso impressionante.
Samuel H. Walker non farà in tempo a vederne il successo
Walker riceve personalmente due esemplari della nuova arma.
Pochi giorni dopo, il 9 ottobre 1847, viene ucciso durante la battaglia di Huamantla, in Messico.
Tuttavia la sua morte affretterà l’entrata nella leggenda del capitano Walker e del revolver da lui co-progettato.
Samuel Colt, invece, comprende che il nuovo revolver non è soltanto un successo militare: può diventare il punto di partenza per una nuova impresa.
Colt, che possiede l’arte di saper sfruttare tutte le situazioni, anche le più negative, battezza il nuovo revolver «Colt Walker».
Del centinaio di pezzi destinati al mercato civile (quasi tutti acquistati in forma privata da graduati dell’esercito), solo meno di una cinquantina di questi hanno superato la prova degli anni ed oggi costituiscono la felicità dei collezionisti (per chi riesce a procurarsele!).
Il mercato comincia a crederci
La reputazione della Walker si diffonde rapidamente.
Colt il 29 luglio 1847 scrive al generale Zachary Taylor «Old Zach» (poi diventato presidente degli Stati Uniti):
«L’incoraggiamento che ricevo da parte degli ufficiali impegnati nella guerra del Messico e che chiedono le mie nuove pistole e raccomandano un loro più largo impiego per le nostre truppe, mi sprona a fondare una fabbrica d’armi ad Hartford. Questa sarà in grado di produrre quattro o cinque mila esemplari all’anno, ed allora potrò far fronte a tutte le ordinazioni in breve tempo».
Anche il generale Joseph Lane (superiore di Walker) sottolinea il valore dei revolver Colt nei combattimenti ravvicinati e il vantaggio rappresentato dalla possibilità di sparare più volte senza ricaricare:
«Ho partecipato a parecchi combattimenti aspri e sanguinosi in cui alcuni uomini armati di revolvers Colt valevano cinque volte il loro numero. Nessuna altra arma li equivale.
Ne conosco bene il maneggio e raccomando che siano date in dotazione a tutte le forze a cavallo».
E Jack Hays, che conosce bene i revolver Colt dalla frontiera texana, continua a considerarli particolarmente adatti alla cavalleria:
«Ho avuto una buona occasione di provare l’efficacia delle pistole Colt durante l’ultima guerra messicana e non esito ad affermare che esse sono superiori a qualsiasi altra arma per la Cavalleria. Il pericolo d’esplosione accidentale è stato evitato con gli ultimi perfezionamenti. Il loro tiro è sicuro. Il tamburo gira con grande rapidità e la pallottola conica è lanciata ad una distanza veramente sorprendente. I soldati dovrebbero esercitarsi a maneggiarlo per esserne al più presto padroni. Il bersaglio può essere facilmente centrato. In pugno a coloro i quali sanno bene come utilizzarle, sono senza dubbio le armi più formidabili mai impiegate in una battaglia. Io sono convinto che esse possano essere utilizzate con gli stessi vantaggi sia dalle forze regolari sia dai volontari».
Queste testimonianze sono decisive perché trasformano il revolver da curiosità meccanica a strumento militare credibile.
Colt torna a produrre con il proprio nome
Dopo la commessa Walker, Samuel Colt decide di non limitarsi più a dipendere da fabbriche altrui.
Trasferisce l’attività a Hartford e comincia a costruire una propria organizzazione industriale.
La prima nuova fabbrica Colt viene aperta in Pearl Street, nel Connecticut.
È il passaggio decisivo: Colt non vuole più soltanto progettare revolver.
Vuole controllare direttamente la produzione.
Nasce una vera industria Colt
La nuova fabbrica non nasce soltanto per costruire armi.
Colt vuole creare un sistema produttivo moderno, fondato su macchine utensili, standardizzazione e intercambiabilità dei componenti. L’obiettivo è ridurre il lavoro manuale di aggiustaggio e ottenere pezzi sufficientemente uniformi da poter essere assemblati e sostituiti più facilmente.
È la lezione imparata a Paterson, ma questa volta applicata con capitali, ordini e organizzazione molto più solidi.
La grande fabbrica di Hartford
Negli anni successivi Colt amplia progressivamente la propria attività fino alla costruzione del grande stabilimento sulle rive del Connecticut River.
La fabbrica diventa uno dei simboli dell’industrializzazione americana dell’Ottocento.
Colt non la concepisce soltanto come luogo di produzione, ma quasi come una dichiarazione pubblica della propria riuscita.
La cupola blu
Sulla grande fabbrica Colt compare una cupola blu, decorata con stelle dorate.
Sopra la cupola viene collocato un cavallo rampante in bronzo che stringe una lancia spezzata.
È un’immagine destinata a diventare parte dell’identità Colt.
Il cavallo con la lancia
Il puledro rampante che regge una lancia spezzata (metà in bocca e metà in tandem sulle gambe) diventerà uno dei simboli più noti del marchio Colt.
Il disegno comparirà progressivamente sui prodotti e nelle comunicazioni dell’azienda, fino a diventare parte integrante dell’identità visiva del marchio.
È un dettaglio che oggi può sembrare secondario, ma mostra ancora una volta quanto Samuel Colt comprendesse l’importanza dell’immagine e del riconoscimento del proprio nome.
Dalla seconda occasione al successo
La Walker aveva dato a Colt la seconda occasione. La nuova fabbrica gli permette finalmente di trasformarla in un successo stabile.
Questa volta Samuel Colt dispone di:
- un prodotto ormai accettato;
- una reputazione militare crescente;
- clienti pubblici e privati;
- capacità produttiva;
- una rete commerciale;
- una forte identità di marca.
La fase sperimentale è finita. Samuel Colt non è più soltanto l’inventore di un revolver. È diventato un industriale.
Da questo momento la storia cambia scala. Non si tratta più di far sopravvivere un’invenzione.
Si tratta di costruire un’impresa capace di produrre migliaia di armi, sviluppare nuovi modelli e competere su un mercato internazionale.
Ed è qui che comincia davvero l’industria Colt.
