la fama di Samuel Colt

Negli anni Cinquanta dell’Ottocento Samuel Colt non è più soltanto un inventore di successo.
È diventato un personaggio pubblico.
Le sue armi circolano negli Stati Uniti e in Europa, la fabbrica di Hartford cresce rapidamente, e il nome Colt comincia a essere riconosciuto anche da chi non ha mai visitato una fabbrica d’armi.
Ma questa fama non nasce da sola, non nasce soltanto dal successo dei suoi revolver, ma anche dalla capacità di costruire intorno al proprio nome un’immagine pubblica internazionale.
Samuel Colt la costruisce con la stessa attenzione con cui costruisce i propri revolver.

C’è comunque anche una spiegazione pratica e una giuridica che si aggiunge alla indubbia qualità della sua produzione.
Dal punto di vista “pratico”, la standardizzazione di molti componenti dei revolver Colt, fu un elemento vincente in quel periodo. In quegli anni, e soprattutto all’ovest, era difficoltoso procurarsi materiali, ricambi, componenti … Servivano settimane (in alcune zone anche mesi) per avere del materiale dall’est del paese. Perciò l’affidabilità dei revolvers Colt, unitamente alla possibilità di riciclare pezzi tra i vari modelli, ne decretarono il successo, magari anche a scapito di concorrenti forse più raffinati, ma meno affidabili e meno manutenibili.
Dal punto di vista giuridico, nel 1848 Colt è stato autorizzato a far prorogare la protezione del suo brevetto originale fino al 1856 (avrebbe dovuto cessare nel 1850). Infatti, una disposizione di legge prevede che un inventore che abbia perduto i benefici della sua invenzione per un periodo di diversi anni, può riguadagnare il tempo perduto.

Colt sa che non basta avere un buon prodotto

Colt comprende molto presto che un’invenzione, per avere successo, deve essere vista, raccontata e associata a persone importanti. Per questo non si limita a vendere revolver.
Partecipa alle grandi esposizioni internazionali, organizza dimostrazioni, cura personalmente i rapporti con uomini politici e militari e distribuisce armi di presentazione a persone capaci di influenzare ordini e opinione pubblica.
Il Metropolitan Museum sottolinea proprio questo aspetto: Colt utilizzò esposizioni internazionali, personaggi celebri e doni a capi di Stato come strumenti consapevoli di promozione commerciale.

La Great Exhibition di Londra del 1851

Uno dei momenti decisivi è la Great Exhibition of the Works of Industry of All Nations, inaugurata a Londra nel 1851 nel Crystal Palace.
È la grande vetrina internazionale dell’industria moderna.

Macchine, strumenti scientifici, prodotti manifatturieri, armi e oggetti provenienti da molti paesi vengono mostrati a un pubblico enorme.


Colt partecipa con i propri revolver.
Per lui non è soltanto una mostra.
È l’occasione per presentare il sistema americano di produzione, l’intercambiabilità dei pezzi e la qualità delle armi Colt davanti a militari, industriali e governi europei.

Mostrare che i pezzi sono intercambiabili

Una delle dimostrazioni che più contribuisce alla reputazione di Colt riguarda proprio l’intercambiabilità.
Il principio è semplice da spiegare ma, per l’epoca, impressionante: componenti provenienti da armi diverse devono poter essere rimontati senza il lungo lavoro individuale di adattamento tipico della tradizione artigianale.
Colt utilizza questa caratteristica non soltanto come vantaggio produttivo, ma anche come argomento commerciale.
Il revolver diventa così la dimostrazione visibile di qualcosa di più grande: un nuovo modo di costruire oggetti meccanici in serie.

Londra diventa così importante da meritare una fabbrica

Il mercato britannico interessa Colt al punto che decide di non limitarsi a esportare armi dagli Stati Uniti.
Apre una fabbrica a Londra.
È una scelta straordinaria per un industriale americano dell’epoca: produrre direttamente in Europa significa avvicinarsi ai governi e ai clienti militari e dimostrare che il sistema Colt può essere trasferito anche fuori dagli Stati Uniti.

La fabbrica di Londra apre i battenti il 1° gennaio 1853, a Filmico, sulle rive del Tamigi, vicino a Vauxhall Bridge, mentre gli uffici sono installati a Pali Mail n° 14.
Colt prende al suo servizio, come amministratore, Charles Mauby, segretario dell’istituto degli ingegneri; e sempre fedele al suo principio, cerca le collaborazioni più efficaci qualunque sia il prezzo.
La concezione rivoluzionaria di questa fabbrica è per gli Inglesi motivo di meraviglia e di ammirazione.
Nel 1855 tutta la stampa inglese pubblica elogi dei prodotti e delle fabbriche di Colt (famosi gli articoli di Charles Dickens, in cui descrive dettagliatamente la fabbrica ed il processo produttivo adottato da Colt, effettuando un paragone con i metodi “antiquati” fino ad allora in uso).

Le armi fabbricate a Londra sono quasi identiche a quelle di Hartford. Portano sulla canna «Address Col. Colt London» ed i punzoni di prova britannici (su carcassa e orifizio delle camere).
Da Londra usciranno anche versioni britanniche del celebre Model 1851 Navy; oltre a «Pocket Pistol» mod.1849 con canne da 4,5 e da 6 pollici, ed alcuni «Dragoon N°2».

Le armi prodotte nella fabbrica Colt di Londra, recavano incisa (quasi sempre sulla parte superiore della canna) la scritta
ADDRESS. COL. COLT. LONDON.
A volte preceduto e seguito da due frecce rivolte verso il testo.
Sui primissimi lotti (circa 2.000 esemplari) assemblati a Londra ma utilizzando fusti e parti spediti direttamente da Hartford, la scritta era
ADDRESS. SAML COLT NEW-YORK CITY

Colt ritorna in Inghilterra nel 1854. È ricevuto dalla Commissione parlamentare per le armi leggere non solo per importanti commesse di revolvers, ma anche per la fornitura di macchinari per la fabbricazione di fucili nell’arsenale d’Enfield.
Eppure da questa fabbrica che ha suscitato tanta ammirazione in Charles Dickens, Samuel Colt non ottiene il rendimento che egli si augurava. Gli operai americani rifiutano di espatriare, ed egli non riesce a convincere gli inglesi ad adeguarsi alla sua concezione di produzione in serie (o come indicavano allora, “produzione di massa”).

Nel 1857 decide perciò di chiudere questa succursale.
Locali e macchinari sono acquistati dalla «London Pistol Company» che prosegue per un certo periodo la fabbricazione su ordinazione. Ma se lo stesso Colt non è riuscito a farne un’impresa redditizia, difficilmente potrebbero riuscirci i britannici, con una concezione di “fabbrica” completamente agli antipodi.
Ed infatti la London Pistol Company chiude ben presto i battenti.

Colt entra nei palazzi dei potenti

Un altro strumento di promozione è ancora più diretto. Colt regala revolver. Ma non revolver qualsiasi.
Gli esemplari destinati a sovrani, ufficiali e personalità influenti vengono spesso incisi, decorati, dorati o inseriti in ricche cassette con accessori.
Non sono semplicemente regali. Sono oggetti progettati per essere osservati, mostrati e ricordati. Questi revolver sono descritti proprio come doni diplomatici e dimostrazioni delle capacità artistiche e tecniche dell’azienda Colt.

In quegli anni, Colt riesce ad acquisire anche una commessa di 5.000 pezzi dal Sultano di Costantinopoli, da cui si era recato personalmente, con tanto di revolver in regalo. Più tardi, ad ordinazione eseguita, riceverà un titolo nobiliare che per riconoscenza gli sarà conferito dalla «Sublime Porta».

Il viaggio in Russia

Fra gli episodi più spettacolari c’è il rapporto con la corte russa.
Nel 1854 Colt presenta allo zar Nicola I un gruppo di revolver particolarmente ricchi. Fra questi vi sono un Model 1849 Pocket, un Third Model Dragoon e un Model 1851 Navy con elaborate decorazioni in oro.
Gli esemplari destinati allo zar sono oggi conservati all’Ermitage.
È difficile immaginare una forma di pubblicità più efficace.
Un revolver Colt non entra soltanto in un arsenale. Entra in un palazzo imperiale.
Grazie anche a queste promozioni, ottiene una commessa per armi e macchine utensili (ricordiamo che è l’inventore delle migliori attrezzature semiautomatiche dell’epoca).
E per dimostrare la sua buona volontà, Samuel introduce in Inghilterra un ufficiale russo, facendolo passare per un suo servitore. Così in caso di un futuro conflitto tra la Russia e l’impero Ottomano, i revolvers Colt si opporranno ai revolvers Colt.

Colt vende anche ai nemici fra loro

Qui emerge anche un lato meno romantico e molto più pragmatico di Samuel Colt. Lui vende armi. E cerca clienti ovunque.
Colt cercava opportunità commerciali nei conflitti internazionali e poteva promuovere i propri prodotti anche presso schieramenti opposti. Per Colt il mercato internazionale non è questione di simpatia politica. È commercio.
Questa capacità di muoversi fra governi, eserciti e potenziali clienti contribuirà enormemente alla diffusione internazionale del marchio.

Le armi di presentazione diventano opere d’arte

La produzione Colt comprende ormai anche una categoria molto particolare: i revolver da esposizione e da presentazione. Gli incisori della fabbrica trasformano alcune armi in oggetti di lusso.
Pergamene vegetali, scene figurative, animali, dorature, argentature e inserti preziosi ricoprono superfici che sulle normali armi di produzione sarebbero semplicemente brunite o lucidate.
Diversi musei americani conservano gruppi di revolver Colt con intarsi in oro realizzati proprio per esposizioni internazionali e doni a personalità importanti.

Questo revolver (63306) segue in sequenza il modello 1849 decorato in oro (63305), una delle tre pistole con intarsi in oro che la Colt donò allo zar Nicola I al Palazzo di Gatchina il 30 ottobre 1854, e conservate al Museo Statale dell'Ermitage di San Pietroburgo.

Revolver Colt modello 1851 Navy con intarsi in oro (numero di serie 20133).
Il revolver è il gemello del revolver Navy conservato al Museo Statale dell'Ermitage di San Pietroburgo, una delle tre pistole con intarsi in oro che Samuel Colt donò allo zar Nicola I al Palazzo di Gatchina il 30 ottobre 1854.

Anche l’incisione racconta una storia

Le decorazioni non hanno soltanto una funzione estetica. Sui tamburi di molti modelli Colt compaiono scene incise che diventano quasi un marchio narrativo.
Il Model 1851 Navy, per esempio, porta sul cilindro una scena legata alla vittoria navale texana contro il Messico. E’ proprio questa questa caratteristica uno degli elementi distintivi del modello.
Colt utilizza quindi anche la superficie dell’arma come spazio di comunicazione.
Ogni revolver può raccontare qualcosa.

La pubblicità moderna prima della pubblicità moderna

Colt fa pubblicità in molti modi. Acquista spazi sui giornali. Organizza dimostrazioni. Invita persone influenti. Regala armi. Partecipa a esposizioni. Cura le relazioni con militari e politici. Fa realizzare incisioni spettacolari.
E soprattutto trasforma il proprio nome in un marchio riconoscibile.

Molte di queste tecniche oggi appartengono alla normale pratica commerciale. Nella metà dell’Ottocento erano molto meno sistematiche. Colt le utilizza con una continuità e una consapevolezza fuori dal comune.

Anche la propria biografia diventa parte del marchio

Colt non promuove soltanto le armi. Promuove anche Samuel Colt.
La storia del giovane marinaio che avrebbe avuto l’idea del tamburo osservando il meccanismo del Corvo diventa parte della narrazione pubblica dell’inventore.
Non sappiamo quanto dell’episodio sia verità e quanto leggenda, ma sappiamo che Samuel ed Elizabeth Colt contribuirono a perpetuarlo e che quel racconto aiutò a cementare Colt come figura leggendaria.
È un dettaglio molto significativo.
Colt aveva capito che una buona storia può essere potente quasi quanto un buon prodotto.

L’America guarda Colt come simbolo del progresso

Con il crescere della fabbrica e delle vendite internazionali, Samuel Colt diventa uno degli esempi del nuovo imprenditore americano.
È giovane, si è costruito da solo, ha fallito e ricominciato, possiede brevetti, fabbriche e relazioni internazionali.
La sua storia si adatta perfettamente al mito americano dell’inventore-imprenditore.
Ed è anche per questo che la sua immagine comincia progressivamente a separarsi da quella del semplice fabbricante d’armi. Colt rappresenta sempre più l’industria americana.

La fama ha anche un prezzo

Naturalmente una reputazione così costruita genera anche critiche.
Colt è aggressivo nella difesa dei propri brevetti. Cerca ordini militari ovunque. Usa relazioni politiche e regali per favorire il proprio commercio. Non esita a trasformare guerre e tensioni internazionali in opportunità commerciali.
La stessa capacità che lo rende un imprenditore straordinariamente moderno può apparire, da un altro punto di vista, spregiudicata.
La fama di Samuel Colt nasce anche da questa ambiguità.

Il nome diventa più importante del singolo modello

A questo punto avviene qualcosa di fondamentale.
Il pubblico non identifica più soltanto modelli specifici. Identifica un nome. Colt.

La parola comincia a significare revolver, affidabilità, produzione americana, frontiera e innovazione.
Per un’azienda è probabilmente il risultato commerciale più importante possibile.
Un prodotto può essere sostituito da un altro. Un marchio può sopravvivere a generazioni di prodotti.

In questa esplosione di attività il 5 gennaio del 1856, Samuel Colt trova anche il tempo per sposare Elisabeth.
Il viaggio di nozze sarà in autunno, in occasione dell’incoronazione di un eminente cliente, lo zar Alexander di Russia.
Nel febbraio del 1857, nasce il loro primo rampollo.
Elisabeth riceve in regalo la nuova casa che Samuel ha fatto costruire non lontano dalla fabbrica, e che battezza «Armsmear» (il prato delle armi).

Dalla fama alla guerra

Alla fine degli anni Cinquanta Samuel Colt ha ormai raggiunto una posizione che pochi avrebbero potuto immaginare quando la fabbrica di Paterson era fallita. Possiede un grande complesso industriale. I suoi revolver vengono prodotti in centinaia di migliaia di esemplari. Il suo nome è conosciuto negli Stati Uniti e in Europa. Ha clienti civili, militari e governi stranieri.

Ma gli Stati Uniti stanno entrando nel periodo più drammatico della loro storia. Le tensioni fra Nord e Sud stanno diventando sempre più profonde.
Il 12 aprile del 1861, alle 4,30 del mattino, il soldato confederato Georges S. James tira la prima granata della guerra di Secessione. I cannoni di Fort Johnson, nella Carolina del Nord bombardano Fort Sunter occupato da una guarnigione Yankee.

E quando inizia la Guerra Civile, Colt e la sua industria si troveranno inevitabilmente al centro degli eventi.