Preparare i bossoli

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Esaminare, pulire e lubrificare i bossoli

Il lavoro pratico comincia dai bossoli. Prima di introdurli nei dies dobbiamo identificarli, scartare quelli danneggiati, pulirli quanto serve e valutare se occorre una lubrificazione leggera.

I bossoli sono la nostra materia prima più importante.
E salvo non abbiate acquistato dei bossoli vergini nuovi, dopo avere raccolto un certo numero di bossoli è fondamentale esaminarli per individuare ed eliminare TUTTI i bossoli con: crepe, fessurazioni, rotture, segni più o meno evidenti di corrosione, segni più o meno evidenti di sovrappressione, segni più o meno evidenti di separazione del fondello.

Bossoli fessurati e irrecuperabiliCome accennato precedentemente, potrete usare i bossoli diverse volte, ma non “per sempre”!
I bossoli si usurano, il metallo a seguito delle dilatazioni e delle riformature ad un certo punto cederà. In genere il primo segnale è una fessurazione del colletto (la parte più stressata durante la ricarica) o una fessurazione di un fianco.
Ricordate che un bossolo durante lo sparo si espande quasi istantaneamente, andando ad aderire alla camera di cartuccia per da favorire la tenuta ai gas; con una temperatura di lavoro che da pochi gradi arriva a 1500° in una frazione di secondo; e con una importante deformazione del colletto al momento dell’uscita del proiettile.
E un attimo dopo deve tornare “a dimensioni quasi normali” per essere estratto ed espulso senza troppo sforzo dell’estrattore.

Quante volte potrete ricarica un bossolo?
Dipende. Da una volta a una decina (ipoteticamente) di volte. Dipende da tantissimi fattori. C’è chi dice di aver riutilizzato i bossoli anche 20 o più volte!
Diciamo che se li caricate a dose minima, se non eccedete nella crimpatura del colletto, se si tratta di calibri “normali”, se la camera di cartuccia è ottimale, se … , ebbene è possibile riusarli anche molte volte.
Però … è meglio se ogni volta li controllate bene e li ELIMINATE al primo segnetto (anche minimo) di usura.

Preparazione dei bossoli

Supponendo, come precedentemente descritto, di aver preventivamente verificato l’assenza di evidenti segni di deterioramento dei bossoli, questi andrebbero adeguatamente puliti prima di procedere con il ciclo di ricarica, e di conseguenza prima del loro inserimento nelle matrici. Eviteremo così di forzare e magari rovinare bossoli, dies e pressa con i residui dello sparo, o con sporcizia raccolta assieme al bossolo; evitando anche che eventuali lubrificazioni residue si “impastino”, danneggiando le attrezzature.

Ricordate che quasi nessuna combustione è «totale» in assoluto, né spesso conviene lo sia; perciò residui di combustione saranno sempre presenti. Inoltre se l’arma non è un revolver (i cui bossoli non sono espulsi automaticamente), i bossoli espulsi automaticamente quasi certamente cadranno a terra e si sporcheranno. E se andiamo a decapsulare bossoli molto “sporchi”, molto “anneriti”, potremo trovare dei residui che, specie se vecchi, sono molto resistenti.
Non solo: se la cartuccia aveva la palla in piombo “nudo” (non rivestito), nel colletto possono essere presenti tracce del grasso che è spesso usato per lubrificare la palla in piombo; grasso che potrebbe imbrattare i dies o che tratterrà i grani della polvere.
Ecco perciò che sarebbe sempre preferibile pulire i bossoli sporchi prima di usarli nel ciclo di ricarica.

Preferenza personale
Io preferisco pulire tutti i bossoli prima di riutilizzarli. Anche più di quanto non dicano i manuali; ma ovviamente possono esserci pareri diversi.
Personalmente lo faccio perché trovo molto più semplice (e con risultati molto più efficienti) lavorare con bossoli puliti, soprattutto in fase di ricalibratura e di innescamento.
Ovviamente la migliore pulizia si ottiene agendo sul bossolo decapsulato, perciò sul bossolo una volta tolto l’innesco esploso, andando così a pulire anche la sede dell’innesco ed il foro di vampa. Questo però anticipa una fase della ricarica, che non abbiamo ancora affrontato. E soprattutto, per chi usa le presse progressive, per decapsulare un bossolo usato non è semplice ricorrere all’apposita matrice che, nel 90% dei casi è anche quella usata per il resizing.

I più pignoli, e comunque praticamente tutti quelli che si cimentano nella preparazione delle munizioni per il tiro di precisione, procedono con due cicli di pulizia diversi:
➧ una prima pulizia grossolana, prima dell’uso sul primo die, in modo da eliminare sporcizia e residui “esterni”, e perciò senza compromettere il funzionamento del primo die (decapsulatore/ricalibratore)
➧ ed un secondo ciclo, magari con pulitrice ad ultrasuoni + tumbler, dopo il decapsulamento, pulendo così anche la sede dell’innesco.
Chi poi prepara i bossoli per il tiro a lunga distanza, se li passa e ripassa uno ad uno, selezionandoli anche per peso e dimensioni [assolutamente non necessario per il normale tiro con arma corta].

Nel nostro caso, o almeno in questa prima guida che tratta prevalentemente munizioni per arma corta, non cercando per ora la ricarica “di precisione”, possiamo limitarci a pulire “grossolanamente” ed anche solo esternamente i bossoli prima dell’utilizzo sui dies, asportando la maggior parte dei residui di sparo con un panno e, opzionalmente, con minime quantità di pulenti o solventi. Aiutandoci, se necessario, con uno spazzolino duro ma non graffiante.
Per poi procedere con le fasi di ricarica.

Se abbiamo a disposizione un tumbler (un contenitore rotante o vibrante, in cui inserisco i bossoli assieme polveri e graniglie per la pulizia – vedi oltre in questa pagina e alla pagina Accessori e utensili per la ricarica ), o se abbiamo a disposizione pulitrici ad ultrasuoni, possiamo anche pensare ad un breve lavaggio.
Nel caso usiate un tumbler, pulite bene i bossoli al termine del ciclo per eliminare tutti i residui di graniglia.

Io procedo come segue; ma ammetto che non è il percorso più rapido e pratico (anzi, forse un po’ eccessivo …).

Dopo il controllo visivo, monto sulla pressa (una monostazione economica presa di terza mano) un die di sola decapsulazione, generico. Ad esempio il decapping die della Lee (codice 90292; costa meno di 20 euro).
E’ un die “generico”, adatto a tutti i calibri, che non riforma, non “tocca” le pareti del bossolo, ma si limita alla sola espulsione dell’innesco. Potete usarlo anche su bossoli incrostati e molto sporchi. In questo modo posso decapsulare tutti i bossoli raccolti, anche molto sporchi (ripeto: non vengono “toccati” dal die).

Poi passo questi bossoli decapsulati alla fase di pulizia (ad es. lavaggio a ultrasuoni); oppure ad un ciclo di pulizia nel tumbler con graniglia vegetale dura (gusci di noce tritati).
E al termine provvedo ad una leggerissima lubrificazione (vedi prossime pagine).

Qui a lato, un die della Lee di solo decapsulamento, che non comporta alcun intervento sulle dimensioni del bossolo (non esegue il reforming / resizing).

In pratica è un die uguale al classico “primo dies” (vedi prossima pagina) con però il foro di invito del bossolo molto molto largo; accetta tutti calibri fino al calibro .50.
Perciò decapsula (è presente lo spillo per spingere via l’innesco) ma non tocca le pareti del bossolo stesso.

Come scritto, se siate alla ricerca delle massime prestazioni anche estetiche, dopo la decapsulazione potete procedere con un lavaggio approfondito; ad es. con lavatrice ultrasuoni, o ad aghi; o in combinazione con il tumbler. Oppure potete procedere manualmente, pulendo ad es. la sede dell’innesco con l’apposito scovolino, e successivamente ripassare la sede con l’apposito strumento di rialesatura.

Controllo dimensionale

Una parentesi solo per ricariche di precisione o per arma lunga: dopo avere pulito i bossoli è necessario verificare l’esattezza delle dimensioni. Questa verifica, normalmente poco utile nella ricarica delle munizioni per arma corta (anche se a volte ci potrebbero essere delle eccezioni su alcuni calibri “importanti”), assume fondamentale importanza per la ricarica delle munizioni per arma lunga.
La verifica dimensionale può essere effettuata con un calibro di precisione. La verifica è utile anche per individuare eventuali bossoli danneggiati sfuggiti ai controlli precedenti.

Nella ricarica per arma lunga è molto frequente questo controllo perchè per una corretta cameratura le dimensioni devono essere ripristinate tramite un apposito tornietto, solitamente manuale (se lavorate con centinaia di bossoli che richiedono queste attenzioni, vi converrà dotarvi di un tornietto elettrico). In particolare il bossolo “a bottiglia” dopo lo sparo spesso presenta delle sensibili deformazioni sia a livello di spalla, che a livello di colletto.
Dopo avere ripristinato l’esatta lunghezza del bossolo, è necessario effettuare le operazioni congiunte di alesatura e sbavatura con lo specifico utensile manuale ( chamfering / deburring tool ). Si tratta di un’operazione che, se non eseguita correttamente, potrebbe pregiudicare la correttezza di tutte le successive fasi di ricarica.

Torniamo a noi, restiamo “nel semplice”: in genere per i calibri per arma corta, non si procede con queste “finezze”.
Anche se, qualora caricaste i mega calibri tipo .460 e .500, ecco … qui presterei una attenzione più che particolare!

Pulitore bossoli (in vari modi)

I bossoli sparati saranno quasi sempre sporchi. Lo sporco “esterno” varia in base al poligono: se è all’aperto, cadendo il bossolo raccoglierà polvere, fango, sabbia …
E poi c’è la combustione della polvere: possono esserci residui più o meno marcati, unitamene a polvere incombusta ed ev. tracce dell’ingrassaggio palla.
Anche se non è indispensabile che il bossolo sia bello lucido, sarebbe però conveniente rimuovere almeno i residui di polvere e lo sporco raccattato dopo la caduta. Si può spendere poco poco usando prodotti che al 99% hai già in casa. Ovvero un contenitore di plastica, un po’ di acqua tiepida, un po’ di detersivo per piatti e dell’aceto bianco (occhio che l’aceto va ben risciacquato perchè oltre al forte odore, è anche particolarmente aggressivo su alcuni metalli).
Non è una pulizia approfondita ma i bossoli saranno abbastanza puliti da poter essere ricaricati senza pensieri. 

Tumbler

Oppure possiamo comperare un tumbler. 

Che in pratica è una sorta di … ciotolone di plastica con sotto un motore che lo fa vibrare. Si riempie il bussolotto con del “materiale per pulizia” (che è un termine elegante per indicare una graniglia di pannocchie di mais macinate e/o gusci di noce tritati), a volte aggiungendo una qualche goccia di Sidol (economicissimo, ed è sempre una garanzia sui metalli). La vibrazione strofina i bossoli e li pulisce per bene dentro e fuori. E se i bossoli sono già decapsulati, viene pulita anche la tasca dell’innesco.

Dopo aver funzionato per un po’ (dipende, da 15 a 30 minuti ?), è sufficiente setacciare il contenuto del ciotolone per recuperare i bossoli e riciclare il materiale pulente.

Vantaggi: sistema tutto sommato economico (un tumbler costa sui 60-70€), con ottimi risultati. E se i bossoli sono decapsulati, viene pulita bene anche la sede dell’innesco.
Svantaggi: viene sempre prodotta una certa quantità di polvere, che resta nell’aria; soprattutto nella fase di setaccio. Io non lo farei al chiuso. E resta una polverina attaccata anche ai bossoli, che però basterà agitare in un sacchetto di tela o soffiarli con un getto d’aria.

Alcuni produttori offrono tumbler con un accessorio di setacciatura incorporato o con un kit a parte.

Nota importante:
ho imparato a mie spese che è preferibile usare il tumbler con SOLO bossoli TUTTI dello stesso tipo/calibro.
Perchè quando si fanno rimescolare ad esempio bossoli .45ACP assieme a bossoli 9mm, tanti dei bossoli più piccoli rimangono bloccati all’interno di quelli più grandi.
Questo comporta intanto una mancata pulizia; ma poi se alcuni frammenti di graniglia si incastrano tra i bossoli, diventa anche difficile separarli.
Perciò, fate “ vibrare ” lotti di bossoli tutti dello stesso calibro.

Altra nota: il materiale che si usa generalmente per queste pulizie può essere:

  • tutolo di mais (più morbido, si impregna meglio con sidol e altri prodotti, vedi subito quando è ormai da cambiare)
  • gusci di noce tritati (più duri, vanno macinati molto sottili, durano molto più a lungo)
  • grani per la lettiera del gatto (come per il mais, ma con una maggiore capacità di legarsi allo sporco)
  • o anche una combinazione di quello che recuperate.
    Come detto, con l’eventuale aggiunta di un po’ di sidol.

Ovvio che se lo comperate come “ graniglia per la pulizia dei bossoli ” lo pagherete un dollacifrone al chilo.
Se lo comperate come lettiera del gatto, o come gusci tritati per isolamento in edilizia, te ne danno un secchione da 10kg con pochi euro.
Dovete solo perdere un po’ di tempo e cercare in internet ….

La graniglia sarà da sostituire solo quando è scurissima e non pulisce più.
Per farla durare più a lungo, e migliorare la superficie dei bossoli, c’è chi mette dentro il bicchierone del tumbler anche un foglio per asciugatrice: questo foglio contiene lubrificanti, ammorbidenti liquidi, profumi, e sostanze con proprietà antistatiche.
E c’è chi ha provato con ricette personalizzate: chi ha usato polvere di pomice (però è troppo abrasiva!); del riso, o della buccia di cocco finemente tritata, e c’è chi è restato sulla sabbia artificiale (è una specie di polvere di plastica molto usata per decorare gli acquari), ecc.

Ulteriore nota:
tutti questi materiali di pulizia, se non sono sottilissimi ( ∅ max 1mm ), hanno l’insana tendenza ad incastrarsi nel foro di vampa.
Se succede, non è grave: essendo materiale relativamente tenero verrà espulso al passaggio sulla matrice di riformatura (che ha lo spillo di decapsulamento). Se però vi procurate della graniglia così sottile da non potersi incastrare nei buchi o nella tasca del primer … risolvete il problema a monte.

Lavatrice a ultrasuoni ( ultrasonic cleaner )

Metodo “umido” rispetto il precedente, per pulire i bossoli. 

Ormai lavatrici ad ultrasuoni ce ne sono per poche decine di euro anche in alcuni discount. Lo svantaggio di questo metodo di pulizia a umido (rispetto al tumbler “a secco”) è che poi devi lasciare asciugare i bossoli prima di lavorarli.
Oppure … li metti nel forno della signora per una mezz’oretta, alla temperatura più bassa possibile. E spera di non venire scoperto !!
Un vantaggio della pulizia ad ultrasuoni è che non è necessario separare i bossoli prima della pulizia. Li metti tutti dentro e non importa se i bossoli più piccoli si … trasformano in bossoli più grandi. Usciranno comunque abbastanza puliti e non ci saranno residui granulosi.

Anche in questo caso, a parte i (costosi) detergenti specifici per bossoli, il cui costo è eccessivo e non giustificato dal risultato pratico, vi sono molte soluzioni alternative economiche.
Ricordate che tutte rendono al meglio se l’acqua è tiepida/calda (sui 40-50°).

Alcuni usano immergere i bossoli in una soluzione di acqua e acido nitrico; risultato eccellente ma a lungo andare l’ottone viene intaccato pesantemente. Altri acidi meno corrosivi sono l’acido citrico o l’acido acetico. L’acido acetico (usatissimo è l’aceto bianco, economico e facile da reperie) aumenterà l’ossidazione superficiale dell’ottone che dopo poco tempo apparirà scuro, ma comunque utilizzabilissimo. Anche il WCNET funziona egregiamente; ed è acido già diluito quanto basta.
Altra soluzione: 15ml di aceto bianco e 15ml di Ajax gel su 2 lt di acqua (a 40°-50°).

Oppure (io uso spesso questa alchimia): aceto bianco e Prill duogel (o anche il curalavstoviglie). E alla fine è sempre indispensabile sciacquare bene bene bene.
Per l’asciugatura, se vi sentite particolarmente coraggiosi, potete usare il forno di casa … a vostro rischio e pericolo (io spero nessuno vi veda) ! Oppure vi inventate un qualche procedimento alternativo: adagiate i bossoli umidi su un cartone sopra i termosifoni, o su un telo assorbente nel pavimento in ingresso, oppure usate il phon dell’ammiraglio di casa, …

Ma in ogni caso, asciugate i bossoli, così eviterete che si ossidino in superficie.

Lavatrice ad aghi ( magnetic rotary tumbler )

Altro metodo sempre “umido”. 

E’ un bussolotto al cui interno oltre ai bossoli e all’acqua, ci si mettono degli aghi (in realtà sono cilindretti di acciaio del diametro di decimi di mm, e lunghi 3-4mm).
In alcuni modelli gira il bussolotto (tipo tumbler); in altri gira una potente calamita esterna sul fondo del contenitore che mette in movimento gli aghi.

Alla fine il risultato è che gli aghi sbattono e strisciano sul bossolo togliendo le incrostazioni.
Risultato eccellente ma poi occorre sempre sgocciolare (ed asciugare) e separare bene gli aghi; in questo caso, dato che gli aghi sono in acciaio, molto “duri”, nel caso restassero incollati ai bossoli o nel foro di vampa, potrebbero bloccare dies e attrezzi.
Ma per contro si recuperano molto facilmente con delle calamite.

Lubrificazione

Si, lo so che tutti dicono che non serve lubrificare perchè tanto abbiamo il die al carburo.
Argomento molto dibattuto; vi sono schiere di sostenitori della lubrificazione, come anche schiere di ricaricatori che ritengono inutile questo passaggio.

Descrivo qui il mio modo di procedere; ed ovviamente, una volta che avete ben compreso finalità e funzionamento della ricarica, potrete decidere autonomamente quali passi eliminare, o quali seguire, o quali aggiungere.

Al termine della pulizia preliminare dei bossoli (ed eventuale asciugatura nel caso si sia usata la lavatrice a ultrasuoni), io procedo anche con una leggerissima lubrificazione.
E’ vero che i migliori e più diffusi dies non richiedono “obbligatoriamente” lubrificazione del bossolo, perchè hanno la boccola ricalibratrice in carburo di tungsteno (trovate l’indicazione “dies carbide“).
Il carburo di tungsteno è un materiale molto “duro” ed antigrippante; perciò si può fare forza (molta) sulla pressa per riformare i bossoli, senza rovinare la matrice. Però …

Però, se i bossoli sono puliti e leggerissimamente (poco!) lubrificati, lo scorrimento è infinitamente superiore, avrete una eccellente sensibilità alla leva, e potrete procedere con maggiore celerità senza forzare tutti i componenti.
Ripeto: è enormemente superiore la sensibilità che otterrete durante le operazioni di ricarica; fatto questo che vi consentirà (una volta abituati ai movimenti e forze sulla pressa) di procedere celermente “sentendo” subito se qualcosa non sta funzionando “come si deve“.
Provare per credere!

Cosa significa “leggerissima lubrificazione” ?
In pratica, sulla superficie esterna del corpo del bossolo (NON all’interno!!!) deve essere presente un … alone di lubrificante. Un qualcosa di talmente leggero da evidenziare appena un’impronta digitale (è questo l’esempio citato da un noto costruttore di armi). Il bossolo non deve ungere, ma al tatto si deve poter sentire una leggerissima … “scivolosità“, untuosità.

La lubrificazione può essere effettuata in vari modi, quali:
➧ l’uso del tampone (lubrication pad, vedi la pagina degli accessori) imbevuto di olio per armi
➧ l’impiego di lubrificanti speciali sotto forma di areosol
➧ l’impiego del classico olio motore applicato con la punta delle dita
➧ l’impiego di lubrificanti secchi (in questo caso c’è il vantaggio di non dover ripulire eventuali eccessi di lubrificante)
➧ l’impiego di lubrificanti in pasta a base di acqua

A prescindere dal metodo scelto, è fondamentale che la lubrificazione NON sia mai eccessiva e sia SOLO all’esterno del bossolo; altrimenti le successive operazioni potrebbero risultare difficoltose, e rischiate di “impastare” attrezzi e materiali.

Vi sono decine di suggerimenti e ricette e prodotti anche specifici (e costosi) per la lubrificazione.
I migliori prodotti ? Quelli “casalinghi”.
Il miglior prodotto in assoluto è formato da una parte di lanolina pura (lubrificante naturale, non tossico) e 5 o 6 parti di alcool isopropilico puro. La lanolina dovreste trovarla in commercio (anche in rete) a prezzi accessibili (cercate quelle che costano meno!). Il tutto ben miscelato, meglio se in un erogatore a pressione (tipo spray).
Potete stendere i bossoli su un panno, o meglio su un foglio di gommapiuma espansa; qualche spruzzatina e poi fate scorrere (ruotare) i bossoli in modo da “sporcare” un po’ tutta la circonferenza.
Comunque dei residui di lubrificante si distribuiranno nel bossolo, grazie anche all’alcool; che però evapora in breve tempo e lascia solo l’alone di lanolina.

Io uso una scatola con un foglio di gommapiuma sul fondo. Sporco la gommapiuma (appena, proprio qualche goccia) di olio molto fluido, tipo SAE10.
Poi strizzo la gommapiuma ed ottengo una distribuzione abbastanza uniforme dello strato “untuoso”. Ecco autocostruito il “lubrification pad”.

Il risultato deve essere un pad che sporca appena appena il bossolo.
NON ci devono essere residui di olio; anche solo al tatto, devo riconoscere una certa “scorrevolezza” della parete del corpo del bossolo. In pratica 4 gocce sono distribuite su 100 o 200 bossoli.

Qui a lato un esempio di un lubrification pad, un tampone tipo timbri, sporcato con qualche goccia di lubrificante, e con 4 bossoli che vengono rotolati per lubrificarli.

Con la pratica e con l’esperienza potrete trovare la giusta combinazione per non sporcare troppo (con il rischio di “impastare” pressa, dies, polvere) ed ottenere quella “fluidificazione” delle operazioni che percepirete immediatamente.

Provare per credere: provate a lavorare con i bossoli puliti e lubrificati, e … capirete subito quanto migliora la sensibilità alla leva; così come immediatamente vi accorgerete di ogni minima irregolarità o impuntamento.

N.B.: ovviamente se iniziate la ricarica con bossoli vergini (nuovi), potete passare subito alla fase di innescamento.