Dies e shell holder

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I dies sono le matrici che eseguono le principali lavorazioni sulla munizione in costruzione; uno shell holder è il supporto al bossolo per il corretto inserimento nei dies; lo shell plate è un insieme di supporti per più bossoli contemporaneamente.
Verranno impiegati assieme alle presse.
Qui impariamo a riconoscerli. Le regolazioni verranno spiegate nella relativa fase operativa.

Prima di svuotare il conto corrente per acquistare l’attrezzatura per la ricarica, … prendetevi un attimo di tempo e valutate seriamente se avete assolutamente, effettivamente, indiscutibilmente bisogno di tutto quello che in genere vi viene proposto.

E valutate seriamente quali attrezzature vi serviranno e vi semplificheranno la vita, o quali invece sono sofisticazioni dedicate ai più pignoli, per chi fa gare ad altissimo livello, o per chi non ha tempo di farsi qualcosina “da sé” spesso con anche poca spesa.
Come ogni attività che richiede attrezzature specifiche, esistono mille modi per “fare” certe operazioni con certi “tipi” di attrezzi. Qui provo a concentrarmi su quello che io ritengo sia un ragionevole compromesso tra costo ed efficacia (ed è perciò una mia personale opinione).
Aggiungo che certamente è possibile ricaricare anche con molta meno spesa, e cercherò di indicare dove si può lesinare. Ovviamente non c’è limite al “più”; ovvero se uno volesse comperare tutti gli “strafanti” che vengono proposti per ogni più piccola stupidaggine, non basterebbe una vita di stipendi.

Detto ciò, diamo un’occhiata all’attrezzatura di base necessaria per iniziare. Abbiamo visto di cosa necessitiamo per ricostruire una munizione: bossoli, inneschi, polvere, palle. Abbiamo detto che vi sono degli attrezzi (dies) che ci aiutano nell’eseguire queste operazioni con una elevata precisione e ripetitività.
Abbiamo anche scritto che in alcune fasi, per lavorare i bossoli e le munizioni in costruzione, occorre riformare e/o deformare il bossolo; azione che richiede una elevata pressione; pressione che può essere applicata con opportuni strumenti che sfruttano leve favorevoli: le presse.

Vediamo un po’ che cosa potrebbe esserci tuile …

Attrezzatura

Con specifico riferimento agli utensili per la ricarica delle munizioni, rientrano in questa categoria:

  • una serie di matrici ( dies set ) specifica per il calibro che si vuole ricaricare 
  • almeno uno shell holder (supporto del bossolo) specifico per il dato calibro 
  • la pressa a stadio singolo ( single stage press ) o multiplo ( progressive press ) 
  • un dosatore ( powder measure ) per la polvere 
  • una bilancina di precisione ( powder scale ), meccanica o digitale 
  • un imbutino per la polvere 
  • un innescatore ( priming tool ) manuale o integrato nella pressa 
  • un martello cinetico 
  • un calibro 

Per la ricarica più sofistica e, più in generale, per la ricarica delle munizioni da fucile, sono utili anche (non tutti!) i seguenti strumenti: 

  • un centellinatore di polvere ( powder trickler ) 
  • un innescatore manuale di tipo professionale ( professional priming tool ) capace di garantire l’ortogonalità nell’inserimento dell’innesco 
  • una fresa manuale per la pulizia e l’eventuale rettifica della sede dell’innesco 
  • una fresa manuale per la pulizia del foro di vampa 
  • un tornietto manuale per la rifinitura e la riduzione della lunghezza dei bossoli ( case trimmer ) 
  • uno sbavatore/alesatore per alesare e sbavare manualmente i bossoli dopo l’impiego del tornio 
  • un pulitore per bossoli ( tumbler ), eventualmente accompagnato da una pulitrice ad ultrasuoni o a aghi 
  • un calibro di precisione (o un micrometro con sufficiente apertura) 
  • un supporto su rulli per il controllo dell’assialità della munizione finita

Ma andiamo con ordine.

Dies, shell holder e shell plate per la ricarica delle munizioni

Le matrici per la ricarica, universalmente conosciute come dies (per i non anglofoni, singolare: die; plurale: dies; in italiano in genere «matrici» ), sono semplicemente dei cilindri in acciaio che vengono utilizzati come “stampi” da usare tramite una pressa per la ricarica.
Si montano su una pressa (vedi prossima pagina), la quale con un apposito sistema di leveraggi porta i bossoli ad agire, a essere forzati con molta molta molta forza sui dies stessi; bossoli  e palle sono fatti di materiali relativamente malleabili (ottone e piombo) e vengono perciò lavorati con discreta facilità. Queste matrici sono realizzate in acciaio di elevata durezza; e spesso contengono inserti antigrippanti al carburo di tungsteno (a volte l’indicazione è carbide die ).

Ciascun die è deputato ad uno o più compiti: decapsulare (o disinnescare), ricalibrare il bossolo, svasare il colletto, immettere la polvere, inserire la palla, crimpare, ecc.
I dies vanno avvitati negli appositi fori (stazioni) predisposti nella testa o nel piatto della pressa e, una volta correttamente regolati vanno bloccati con l’apposita ghiera filettata (o con un controdado) per evitare che perdano la regolazione.
Per le presse multi stazione (con più alloggiamenti per i dies) è ovviamente necessario montarli in sequenza; se si dispone di una pressa dotata di un automatismo, di un “auto-index” (dispositivo che ad ogni azione della leva fa ruotare il piatto o la torretta di un passo, posizionando il successivo bossolo o la successiva matrice) occorre predisporre i dies in modo da prevedere le corrette sequenze.

E’ chiaro che è necessario un set di matrici ( dies set ) specifico per ogni calibro che si desidera ricaricare.

questo un set di 4 dies della Lee.
E' presente al centro un bicchierino per dosare la polvere, e sotto il bicchierino lo shell holder per il dato calibro

Da sinistra:

  1. matrice di riformatura e decapsulamento ( resizing and decapping die )
  2. matrice di espansione ( mouth expander die )
  3. matrice di inserimento e crimp ( seating and crimping die )
  4. matrice di crimpatura e riformatura ( factory crimp die ).

Al centro un bicchierino dosatore per versare la polvere, e (sotto il bicchierino) il reggibossolo ( shell holder ) specifico per il calibro.

In sintesi:
➤ le matrici sono una sorta di stampi che operano sul bossolo per dargli le forme volute
➤ le matrici vanno montate su una pressa che aiuta ad esercitare l’opportuna pressione per poter plasmare i bossoli in base alle nostre regolazioni
➤ i bossoli sono tenuti in posizione da apposite basette universalmente chiamate shell holders

Lo shell holder ( e lo shell plate )

Anticipo qui la presentazione dello shell holder, dato che va utilizzato in stretto abbinamento con le matrici.

N.B.: la parola “ reggibossolo ” è proprio orribile, ma non saprei come altro tradurlo; per questo userò quasi sempre shell holder.

Lo shell holder è un fondello di acciaio molto molto resistente, e con un trattamento indurente.
Ha particolari misure e forme per agevolare l’inserimento di un bossolo, ma anche per trattenere il bossolo fermo sul pistone della pressa.
Tiene in posizione il bossolo in fase di “spinta” per l’introduzione forzata nelle matrici.
Ma soprattutto è in grado di agganciare il bossolo e tirarlo, “estrarlo” dalla matrice in cui è stato inserito a pressione.

Le operazioni di inserimento ed estrazione richiedono un particolare sforzo, specialmente quelle di ricalibratura; sono operazioni che possono arrivare a richiedere anche centinaia di chili di pressione; pressioni possibili “a mano” solo grazie all’amplificazione indotta dalla leva insita nel meccanismo della pressa.
Lo shell-holder è indispensabile per estrarre il bossolo dalle matrici una volta che vi è stato introdotto di forza.
In alcuni casi è successo che si arrivi a strappare il fondello di un bossolo se questo rimane bloccato all’interno di una matrice (ad es. per il grippaggio del bossolo sul die, a causa di sporco, frammenti, ossidazione, o per eccessiva deformazione).
Generalmente lo shell holder presenta al centro un foro passante, indispensabile per l’espulsione dell’innesco spento, o per l’inserimento dell’innesco nuovo.

kit di shell holderAlcuni shell holder sono adatti a più calibri, essendo i fondelli dei rispettivi bossoli abbastanza simili. Ad esempio lo shell holder #2 della Lee, può essere usato per i calibri .45acp, 8×57, 25/06, ed altri.
Il #19 va bene per i calibri 9mm (9×19, 9×21), .38acp, .40S&W, ecc.
Generalmente uno shell holder “adatto” viene già incluso nelle confezioni (set) dei rispettivi dies. Sono comunque sempre acquistabili separatamente.
Prestate attenzione che la Vostra pressa o il Vostro supporto utilizzo shell holder standard. Purtroppo esistono alcuni produttori (rari ma ci sono) che hanno adottato un proprio standard per lo shell holder ; ciò ovviamente per motivi strettamente commerciali, non certamente tecnici.

Qui un esempio di bossoli trattenuti in sede dallo shell holder.

Lo shell holder in genere va inserito nella propria sede sopra il pistone della pressa, prima di procedere con ogni operazione di ricarica. Andrà ruotato in modo da avere lo spazio dell’inserimento orientato nella direzione più comoda per la migliore introduzione dei bossoli.

Lo shell holder presenta un bordo che si aggancia al colletto del bossolo (se presente) o nella cava dell’estrattore. E così riesce ad esercitare la dovuta “trazione” per sfilarlo dai dies di ridimensionamento.

Lo shell holder si inserisce nella propria sede sopra il pistoncino della pressa, ruotandolo nella posizione che preferite per agevolare l’introduzione dei bossoli.

Qui a lato l’inserimento dello shell holder nell’invito sulla sommità del pistone della pressa.

Il fondello del bossolo è vincolato allo shell holder, che perciò mantiene il bossolo saldamente ancorato al pistoncino di sollevamento guidandolo sia in fase di spinta che nelle fasi di trazione.

ATTENZIONE: anticipo un dettaglio che vedremo meglio nelle pagine dedicate alle presse. 

Nelle presse multistazione, e nelle progressive in genere, dato che possono “trattare” contemporaneamente più di un bossolo alla volta, devo avere la possibilità di montare tre o quattro o più bossoli contemporaneamente.
Anzichè utilizzare tre o quattro o più shell holder, si usa un piatto sagomato ( shell plate ) che è lavorato in modo da … essere come tanti shell holder attaccati assieme.
In pratica nella sommità del pistone è montato un piatto che presenta sul bordo un certo numero di “incastri” come quelli di uno shell holder; solo che questi alloggiamenti sono tanti quanti i bossoli che la specifica pressa può trattare per ogni azionamento.

Qui a lato un piatto (shell plate) di una Dillon che può alloggiare cinque bossoli.

Nell’immagine qui a lato si vede uno shell plate Dillon (come quello sopra) montato sul pistone di una pressa multistazione, e con già alloggiati i bossoli in lavorazione.

Che, quali, quante matrici usiamo?

Le matrici più usate nella ricarica per arma corta sono principalmente tre:
⏵il die ricalibratore (che anche decapsula)
⏵il die per svasare (agevola l’inserimento di polvere e palla)
⏵il die per inserire la palla e crimpare (chiude il colletto e blocca la palla).

In molti casi può essere disponibile un quarto die, che effettua separatamente l’operazione finale di crimpatura, lasciando al terzo die il solo compito di inserire la palla.

Nelle pagine successive, vedremo in dettaglio come sono fatti e come lavorano; ma soprattutto come si regolano e come usarli al meglio (con le presse) nel processo di ricarica.