Titolo della pagina

MANUALE · MATRICE

Matrice completa: contenuti originari e nuove destinazioni

Testo completo per la costruzione della pagina web · immagini e collegamenti indicati come segnaposto

La matrice elenca 451 blocchi sostanziali estratti dalle pagine 00–18. I blocchi di navigazione, intestazione e interfaccia sono esclusi perché non costituiscono contenuto editoriale. Una voce può avere più destinazioni quando una ripetizione locale è intenzionale.

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Origine

Contenuto / funzione

Nuova destinazione

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Guida passo-passo alla ricarica delle munizioni metalliche | Le raccolte di Andrea

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Mini guida per la ricarica delle munizioni metalliche (ma perchè mai dovrebbe venirvi questa brillante idea ?) . Indice della pagina: ⇣ Premesse ⇣ Introduzione ⇣ Perchè queste pagine? ⇣ Di cosa trattiamo ⇣ Note legali .

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Premesse La ricarica amatoriale ( handloading ) delle munizioni ( ammunition ) metalliche per arma corta o portatile ( hand gun ) è un insieme di operazioni che ci permettono di ricavare una munizione “usabile” partendo dai vari elementi che la compongono. Elementi basilari come ad esempio: i bossoli usati ( spent cases ) recuperati dopo l’uso, oppure dei bossoli vergini ( virgin cases ), e altri elementi non rici…

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Introduzione Ho iniziato a ricaricare intorno al 2005, grazie a una “cricca” di amici che alternava poligono, bar e tavola con una costanza invidiabile.

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N.B.: dicesi “ cricca ” un noto gruppetto locale di compagni di merende, di colleghi di sparate al poligono, e di partecipanti ai (molti) aperitivi e (altrettante molte) cene.

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Da allora ho prodotto un discreto numero di munizioni (mai quanto l’amico Paolo, noto come “ cartuccina “); un numero sufficiente a trasformare il garage in un “laboratorio” che la consorte definisce un buco nero di bossoli e attrezzi. E soprattutto, ho coinvolto tutta la famiglia nel tiro sportivo. E abbastanza da indurre la moglie ad allestire il presepe natalizio con i bossoli di scarto (grazie al criccarolo Al…

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Di cosa parliamo ? Specifico che qui tratteremo munizioni a percussione centrale. Sono in pratica quasi tutte le munizioni standard per fucili e pistole con bossoli metallici. Le munizioni a percussione anulare, come il .22 LR, o il .17 HMR, non sono ricaricabili nei modi e con i materiali come qui descritto, in quanto non utilizzano un innesco rimovibile. In pratica il bossolo una volta usato è da buttare. [N.B.:…

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Alcune note “legali” N.B.: questa sintesi di “note legali” le ho spostate nella pagina “ Varie dal mondo del PUM ✵ “. In cui sto aggiungendo ed aggiornando tutto quanto riesco a verificare. Perciò se avete qualche dubbio, provate a vedere alla pagina “ Varie dal mondo del PUM ✵ ” in cui trovate anche diversi link ad altre fonti. Riassumo solo brevemente le note più importanti. La legge vigente regolamenta in manie…

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Nota: io spero di aver scritto correttamente. Io ho provato a riassumere la questione, ma siete sempre e solo Voi responsabili di quello che dichiarate, di quello che avete e di quello che fate. Per favore: se rilevate degli errori in queste pagine, segnalatemele che correggo subito! Se avete qualche integrazione o informazione aggiuntiva, segnalatemela che aggiungo o integro. Grazie.

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torna alla sezione “armi e dintorni”

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Iniziamo: nozioni di base

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Nozioni di base per la ricarica delle munizioni

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Iniziamo: nozioni di base per la ricarica ⇣ Introduzione ⇣ Perchè ricaricare ⇣ Regole comuni ⇣ Organizzazione di questa guida .

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In queste pagine proverò ad esporre come procedo io con la ricarica; per altro un metodo abbastanza diffuso, ma che “non è l’unico”. Cercherò un approccio semplice ma comunque rigoroso (nel senso che cercherò di scrivere concetti verificati o comunque provenienti da fonti affidabili). Importante , e mi ripeto: questa guida non è un manuale di ricarica. Non è il librone con le dosi per tutti i possibili calibri e c…

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Perché ricaricare: un esame di coscienza Decidere di imbarcarsi nella ricarica domestica richiede una valutazione onesta delle proprie motivazioni, poiché hobbies come il giardinaggio, o l’uncinetto, o la cucina, potrebbero essere molto più semplici ed economici! Da subito chiariamo: il fattore economico anche .. no! Fino al 2023, la motivazione più diffusa era il risparmio rispetto all’acquisto di munizioni comme…

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Riflessione e conclusione: l’amico dell’amico che ricarica a meno di 10 centesimi per colpo esiste solo nei racconti del poligono. Oggi, si risparmia (forse) solo con grossi calibri (es. .460, .500) o se si consumano centinaia di colpi in modo costante (ad es.per agonisti).

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Inoltre, iniziando a ricaricare, potreste essere portati a sparare più spesso, finendo per spendere comunque di più. Le vere motivazioni: passione, precisione, piacere Se l’aspetto economico è secondario, restano valide le vere ragioni che rendono la ricarica un passatempo interessante e perfino “assuefacente”: Attenzione ai dettagli e alla sicurezza La ricarica richiede attenzione. Sottocarico e sovraddose di pol…

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Regole comuni Anticipo e ripeto che l’inosservanza delle elementari regole che indico in questo sito, può provocare facilmente lesioni anche ad altre persone. Perciò prestate ATTENZIONE ! Per minimizzare i rischi connessi al processo di ricarica, è necessario osservare scrupolosamente le seguenti regole: organizzare l’area di lavoro in maniera tale che sia sempre rispettato un assoluto ordine e pulizia; oltre che …

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Organizzazione della guida

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Premessa (un’altra): quasi tutti gli attrezzi per la ricarica arrivano dagli USA. Come anche molti dei componenti (inneschi, palle, polveri). E sempre americani sono la maggior parte dei manuali, dei libri, dei siti e dei forum “seri” su cui si discute “seriamente” di ricarica. Pertanto, un minimo di terminologia yankee è praticamente indispensabile. Almeno per i termini basilari, più comuni. Vi servirà anche solo…

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In questa mini guida procederò come segue:

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Iniziamo con l’introduzione e le nozioni di base [ la pagina corrente ] .

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Veloce sintesi di “ come procedere per ricaricare una munizione sparata “. Uno schema di massima per poi andare a sviluppare ogni aspetto nei punti successivi.

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le operazioni per ricaricare una munizione .

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Poi passo a presentare i componenti delle munizioni: bossoli, palle, inneschi, polveri. Anche se avete ben chiaro “ come è fatta una munizione “, se date una letta a queste pagine siamo tutti allineati su termini ed eventuali particolarità. Se pensate di ricordare bene tutto, passate pure al punto successivo.

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cartucce e bossoli

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gli inneschi

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i proiettili

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le polveri .

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Riprendendo la pagina

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le operazioni per ricaricare una munizione

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Presento gli strumenti per la ricarica: presse, dies, attrezzi vari, ecc. Ovvero l’attrezzatura che serve per assemblare i componenti sopra visti.

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dies & shell holder

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le presse

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utensili ed altri accessori .

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Fin qui sono presentazioni e descrizioni, cui ho aggiunto qualche approfondimento e qualche accorgimento; queste informazioni saranno utili “poi”, quando elencheremo i procedimenti. Chi conosce già questo materiale, può anche proseguire con i punti successivi; personalmente penso che una rapida lettura possa comunque essere utile a tutti, anche per rinfrescare alcuni concetti e termini. Inoltre, proprio per chi è …

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E quindi descrivo le fasi salienti della ricarica (pagine che sono sempre in continua evoluzione), e gli eventuali accorgimenti. Con le preparazioni necessarie, le regolazioni, gli accorgimenti obbligatori e con alcuni dettagli ed esperienze personali.

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fasi della ricarica

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dove riprendo la sequenza delle operazioni che andremo a dettagliare ed inizio con abbinare gli strumenti presentati prima, ai componenti descritti, per assemblare la munizione. E dato che lavoreremo con le presse, provo a spiegare bene le regolazioni dei dies, per capire come funzionano e perciò come usarli per completare le fasi della ricarica

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regolazione 1° die ( resizing / decapping die )

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inserimento primer

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regolazione 2° die ( expanding die )

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regolazione 3° die e opzioni di crimpatura

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operazioni finali .

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Poi ho aggiunto delle pagine in cui affronto alcuni argomenti, approfondimenti, ed esperienze (anche raccolte in rete). Queste pagine sono in evoluzione, man mano che raccolgo informazioni. E man mano che raccolgo anche dei suggerimenti (che nel tempo spero verranno aggiornati anche con il contributo di chi vorrà intervenire).

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alcuni approfondimenti … e conclusioni

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note finali .

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Per concludere c’è una pagina del … tutto quello che non ho ancora ordinato , ma che intanto sono riuscito a pubblicare:

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note varie dal mondo del PUM ✵ .

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Per la navigazione potete usare il menù orizzontale superiore, oppure potete cliccare sulle voci nell’elenco qui sopra, oppure potete procedere passo passo con la struttura a piede di ogni pagina.

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Buona ricarica

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La sequenza delle operazioni per la ricarica delle munizioni

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La sequenza delle operazionni per la ricarica Come si procedere per ricaricare una munizione sparata ? Una munizione è … un insieme di componenti. A volte li chiamano “proiettili” ma tecnicamente proiettile è solo il pezzo di metallo che lascia l’arma. Una cartuccia a percussione centrale è composta da quattro componenti base: innesco ( primer ), bossolo ( case ), polvere (o propellente, powder ) e il proiettile s…

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Partendo da sinistra: una munizione completa, pronta per essere sparata (e … spariamo!) dopo lo sparo resta un bossolo vuoto con un innesco usato estraggo l’innesco (e riporto il bossolo alle dimensioni corrette, dato che durante lo sparo può essersi deformato) inserisco un nuovo innesco inserisco la polvere (e già che ci sono allargo un po’ il colletto per agevolare il successivo inserimento della palla) inserisc…

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L’elenco delle azioni (dallo sparo) e delle successive operazioni, potrebbe essere il seguente: Camero nell’arma la nuova munizione. E sparo. Salvo problemi che qui non voglio trattare, succede che: il percussore “batte” sull’innesco ( primer ) l’innesco genera la fiammata che attraverso il foro di vampa ( flash hole ) va ad accendere la polvere ( powder ) la polvere inizia a bruciare; aumenta la pressione interna…

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Al termine del ciclo ho: una palla che è sparata verso un bersaglio (spero bene!) una dose di polvere andata in fumo un bossolo che ha un innesco ormai esaurito sempre lo stesso bossolo che dopo la rapidissima espansione e cottura, parzialmente ritorna a quasi normalità e sempre il povero bossolo che se è stato usato su una semiautomatica viene lanciato (letteralmente) per terra

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Si comprende come ho tutti elementi “a perdere” (innesco, polvere, palla) e mi resta un bossolo che è stato dilatato, deformato nel colletto, e caduto a terra. A questo punto prendiamo il/i bossolo/i e ci mettiamo all’opera per riutilizzarli. Iniziando dalla pulizia del bossolo stesso (vedi pagina dedicata ai bossoli). Incominciamo con: Ispezionare il materiale; intanto (e soprattutto) i bossoli che intendete util…

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Perciò, sospendiamo un attimo la descrizione delle operazioni ed andiamo a vedere meglio tutti i componenti.

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I bossoli per la ricarica delle munizioni: guida pratica

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Anatomia di una munizione: cartucce e bossoli IMPORTANTE: quasi ogni arma, attrezzo per la ricarica, accessori, componenti, manuali, ecc. ecc. arrivano dagli USA. E sempre americani sono la maggior parte dei siti e dei forum “seri” su cui si discute “seriamente” di ricarica. Pertanto, un minimo di terminologia yankee è praticamente indispensabile. Almeno per gli elementi base. Anche solo per cercare in rete inform…

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Ai fini della ricarica, l’unica parte riutilizzabile di una cartuccia è il bossolo in ottone.

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Quanto sopra vale per le munizioni metalliche a percussione centrale ( centerfire ). [ Centerfire : il percussore perquote l’innesco che è al centro del fondello del bossolo. ] Come accennato, ci sono poi le munizioni a percussione anulare ( rimfire ). [ Rimfire : il percussore “schiaccia” il bordo del bossolo in cui è inserito il materiale di innesco. ] In pratica, il bordo interno del fondello del bossolo è rive…

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E poi ci sono le munizioni per canna liscia (le più diffuse sono in cal. 12) che possono avere anche altri tipi di innesco (ad es. di tipo berdan; vedi oltre nella pagina dedicata)

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Indice della pagina: ⇣ i bossoli ⇣ i tipi di bossolo ⇣ controllo dei bossoli ⇣ preparazione dei bossoli ⇣ lubrificazione ⇣ altri bossoli .

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Componenti per la ricarica: i bossoli Per iniziare la ricarica delle munizioni metalliche è necessario avere a portata di mano: i componenti per la ricarica: bossoli, palle, polvere, ecc gli strumenti (utensili) per l’assemblaggio delle munizioni Fanno parte dei componenti di ricarica: il proiettile ( bullet ), o per come comunemente indichiamo, la palla l’innesco ( primer ) la polvere ( powder ) il bossolo ( case…

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Generalmente nelle armi corte è presente il classico bossolo “quasi” cilindrico.

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Per i bossoli da fucile, o meglio per i bossoli con una forma “a bottiglia” ( bottlenek case ), è importante ricordare che si indica con: colletto del bossolo ⬌ case neck o solo neck la parte finale cilindrica che avvolge la palla e con spalla del bossolo ⬌ case shoulder la parte inclinata che restringe il bossolo (dal corpo che ha un diametro maggiore fino al colletto che ha un diametro nettamente inferiore)

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Quasi tutti i bossoli per arma corta (ed in genere per arma “civile”) sono realizzati con una lega di ottone: principalmente rame e zinco in percentuali variabili. L’ottone è un materiale duttile, malleabile, facilmente lavorabile a freddo, e con buona resistenza alla corrosione. Perciò si presta bene ad essere utilizzato nelle munizioni per vari motivi:

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è facilmente lavorabile (viene prodotto a freddo partendo da barre o lingotti); perciò anche se più costoso come componenti base (in particolare contenendo rame), è però più economico in fase di produzione (formazione a freddo con stampi progressivi)

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è malleabile (direi quasi “tenero”), e questo aggiunge una importantissima caratteristica al momento dell’utilizzo: essendo “tenero”, al momento dello sparo la pressione interna lo fa espandere ed aderire molto bene alla camera di cartuccia; in questo modo esercita una azione “sigillante” che impedisce la eventuale trafilatura dei gas dai lati della camera

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è leggermente elastico; quel tanto che basta perchè dopo l’espansione al momento dello sparo, recuperi “in parte” la sua dimensione evitando perciò che il bossolo si “incolli” alla camera (e pertanto facilitando l’estrazione e l’espulsione)

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è “ abbastanza ” resistente all’ossidazione, sicchè nel tempo conserva buone caratteristiche, soprattutto in termini di scorrevolezza

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la malleabilità lo rende adatto ad un riutilizzo (ricalibratura) anche con attrezzature “domestiche” non complesse. Ovvero, anche con semplici attrezzature come ad es. le presse domestiche ed i dies, è possibile “lavorarlo” per recuperarne le caratteristiche e perciò riutilizzarlo.

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In base alla struttura esterna, alla tipologia del fondello (e più in generale, della rispettiva parte basale), i bossoli possono essere distinti nelle seguenti famiglie:

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Orlati, o con collarino ( rimmed case) vedi qui a destra Questa struttura è quella che per decenni ha caratterizzato praticamente tutti i bossoli per cartucce da revolver (.38 Special, .357 Magnum, .44 Remigton-Magnum, ecc.) ed alcuni bossoli da fucile a canna rigata, solitamente di vecchia origine (ad es. il 45-70 Gov.)

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Semiorlati o a collarino e scanalatura ( semi-rimmed case) Oggi è diffusissima la variante indicata come “ rimmed groove ”, ovvero bossoli con collare ed anche con scanalatura ( groove ). Ormai quasi tutti i bossoli per revolver (.38, .357, .44, ma anche .460 o .500) oggi hanno questa “scanalatura” aggiuntiva, usata soprattutto per alloggiare le lunette ( moon clips ) per la ricarica rapida del tamburo. In origine…

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Non orlati o senza collarino ( rimless case) Hanno questa struttura quasi tutti i bossoli per cartucce da pistola semiautomatica (e armi automatiche), e la quasi totalità dei bossoli da fucile a canna rigata. Presentano una scanalatura ( groove ) più o meno profonda in cui si appoggia l’unghia dell’estrattore per l’estrazione del bossolo durante il ciclo di riarmo.

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Ridotti o ribattuti ( rebated-head case) Hanno questa struttura pochissimi bossoli di cartucce da fucile a canna rigata, nonchè un numero del tutto esiguo di cartucce per pistola semiautomatica (ad es. il cal. .50 Action Express)

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Cinturati o con risalto (anello) basale ( belted case) Hanno questa struttura i bossoli delle cartucce da fucile a canna rigata di tipo “magnum”, con particolare riferimento a quelle di più recente concezione. Questi bossoli hanno un risalto anulare a livello basale che viene utilizzato per allineare la cartuccia alla camera di scoppio e per limitare le possibili deformazioni. Un esempio è il cal. .375 H&H Magnum

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Viceversa, a seconda della struttura del corpo e, conseguentemente del colletto, i bossoli possono essere distinti in:

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A collo di bottiglia ( bottleneck case ): hanno questa struttura la quasi totalità dei bossoli per cartucce da fucile a canna rigata attualmente in uso. Questi bossoli hanno generalmente il fondello non orlato ( rimless ). Mentre le cartucce per arma corta che impiegano questo tipo di bossolo sono ormai poche (7,65 Parabellum, .357 SIG, 9x25mm) Qui a sinistra una schematizzazione di un bossolo “a bottiglia”

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Lineari ( straight-wall case): Impropriamente detti anche “cilindrici”, si ispirano a questa struttura praticamente quasi tutti i bossoli utilizzati nei revolver (il cui fondello è di tipo orlato, rimmed ), e nelle pistole semiautomatiche; in questo caso il fondello è non orlato, rimless , ed il profilo del bossolo è più o meno rastremato, in genere leggermente conico. Nel caso di fucili a canna rigata, ormai solo…

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ATTENZIONE: la quasi totalità dei bossoli lineari rimless (senza colletto), e nei calibri più diffusi (come ad es. il 9×19, il 9×21, il .45acp), non sono perfettamente cilindrici, ma sono leggermente conici. Si vedano a tal proposito le tabelle della Commissione Internazionale Permanente per la prova delle armi portatili (abbreviata in C.I.P.): https://bobp.cip-bobp.org/en/tdcc_public

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Il diametro alla base è leggermente maggiore del diametro a livello del colletto; con una differenza a volte veramente minima. Questo perché nella maggior parte dei casi le pareti del bossolo devono “appoggiare” nella camera, per garantire il corretto posizionamento ed in particolare la tenuta ai gas. Posizionamento che invece nei bossoli “rimmed” è dato proprio dall’orlo, che “ferma” la munizione in posizione. Qu…

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Il bossolo è il componente BASE della ricarica; un po’ perchè è il componente più costoso della munizione, ma soprattutto perchè è l’unica parte della munizione che posso riciclare dopo averla utilizzata (sparata). Raccogliendo i cosiddetti bossoli sparati (bossoli di risulta, spent cases ), recuperiamo un po’ di “materia prima” per ricaricare. Chiaramente bossoli, inneschi, polveri e proiettili variano da caso a …

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N.B.: se il Vostro obiettivo è la ricerca con la massima costanza e precisione (questo in genere con arma lunga nel tiro a lunga distanza), dovreste imparare a dividere i bossoli per produttore e, se siete in grado, anche per lotto (in genere per peso e dimensioni). Questo è importante perché salvo pochi casi di munizioni ultraselezionate, le tolleranze interne e di lavorazione variano da produttore a produttore, …

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E se il Vostro obiettivo è la ricarica di precisione, o se dovete lavorare con dosi quasi massime (attenzione!!), queste variazioni dimensionali possono determinare importanti variazioni di prestazioni.

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Dopo avere raccolto un certo numero di bossoli, è fondamentale esaminarli per individuare ed eliminare TUTTI i bossoli con: crepe, fessurazioni, rotture segni più o meno evidenti di corrosione segni più o meno evidenti di sovrappressione segni più o meno evidenti di separazione del fondello Come scritto precedentemente, potrete usare i bossoli diverse volte, ma non “per sempre”! I bossoli si usurano, il metallo a …

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Preparazione dei bossoli Supponendo, come precedentemente descritto, di aver preventivamente verificato l’assenza di evidenti segni di deterioramento dei bossoli, questi andrebbero adeguatamente puliti prima di procedere con il ciclo di ricarica, e di conseguenza con il loro inserimento nelle matrici ( dies ). Eviterete così di forzare e magari rovinare bossoli, dies e pressa con i residui dello sparo, o con sporc…

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I più pignoli, e comunque quasi sempre chi si cimenta nella preparazione delle munizioni per il tiro di precisione, procedono con due cicli di pulizia diversi: una prima pulizia grossolana, prima dell’uso sul primo die, in modo da eliminare sporcizia e residui “esterni”, e perciò senza compromettere il funzionamento del primo die (decapsulatore/ricalibratore) un secondo ciclo, magari con pulitrice ad ultrasuoni + …

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Qui a lato, un die (della Lee) di solo decapsulamento, che non comporta alcun intervento sulle dimensioni del bossolo (non esegue il reforming / resizing). In pratica è un die uguale al classico “primo dies” (vedi prossima pagina) con però il foro di invito del bossolo molto molto largo (accetta tuttii calibri fino al calibro .50), e perciò decapsula (è presente lo spillo per spingere via l’innesco) ma non tocca l…

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Come scritto, se siate alla ricerca delle massime prestazioni (anche estetiche), dopo la decapsulazione potete procedere con un lavaggio approfondito; ad es. con lavatrice ultrasuoni, o ad aghi; o in combinazione con il tumbler (lucidatore vibrante o rotante). Oppure potete procedere manualmente, pulendo ad es. la sede dell’innesco con l’apposito scovolino, e successivamente ripassare la sede con l’apposito strume…

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Lubrificazione Argomento molto dibattuto; vi sono schiere di sostenitori della lubrificazione, come anche schiere di ricaricatori che ritengono inutile questo passaggio. Descrivo qui il mio modo di procedere; ed ovviamente, una volta che avete ben compreso finalità e funzionamento della ricarica, potrete decidere autonomamente quali passi eliminare o quali seguire o quali aggiungere. Al termine, dopo la pulizia (e…

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Cosa significa “leggerissima lubrificazione” ? In pratica, sulla superficie esterna del corpo del bossolo (NON all’interno!!!) deve essere presente un … alone di lubrificante. Un qualcosa di talmente leggero da evidenziare appena un’impronta digitale (è questo l’esempio citato da un noto costruttore di armi). Il bossolo non deve ungere, ma al tatto si deve poter sentire una leggerissima … “scivolosità“, untuosità….

A6, R1

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Io uso una scatola con un foglio di gommapiuma sul fondo. Sporco la gommapiuma (appena, proprio qualche goccia) di olio molto fluido (un olio motore tipo SAE10/15). Poi strizzo la gommapiuma ed ottengo una distribuzione abbastanza uniforme dello strato “untuoso”. Ecco fatto il “ lubrification pad “. (qui a lato un esempio di un lubrification pad, un tampone tipo timbri, sporcato con qualche goccia di lubrificante,…

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Nota importante: bossoli NON in ottone Nel 99,9% dei casi, ci troveremo ad agire su bossoli in ottone. Ma è bene precisare che i bossoli potrebbero anche essere costruiti con altri materiali: acciaio, alluminio, plastiche varie. Una prima possibile variante è rappresentata dai bossoli in ottone ma nichelati. In questo caso la scelta può essere per motivi estetici (tipo una linea “premium” che si contraddistingue a…

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Inneschi per la ricarica delle munizioni: tutto ciò che devi sapere

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Anatomia di una munizione: gli inneschi In una munizione esistono due sostanze infiammabili; e la polvere da sparo, che serve a produrre la pressione che spinge il proiettile, è solo la seconda. Ma la prima (in ordine di “tempo”) è la carica esplosiva che deve accendere la polvere. La carica di accensione è contenuta nell’innesco ( primer ). L’innesco è il componente che trasforma l’energia cinetica del percussore…

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L’innesco è composto essenzialmente da una coppetta ad “U”, una sorta di piccolo bicchierino metallico, sul cui fondo viene messo il materiale detonante. In questa coppetta, sopra questa specie di “bicchiere”, è inserito una specie di “incudine” a forma vagamente piramidale rovesciata, una specie di percussore a punta, che serve a fornire un piano di battuta, un riscontro, alla spinta del percussore dell’arma. La …

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Quando il percussore “batte” sul fondo della coppetta, questo fondo della coppetta viene schiacciato e va a “battere” sulla sommità dell’incudine; la pasta esplodente si troverà schiacciata o verrà comunque a sfregare tra incudine e coppetta, incendiandosi (anzi, detonando). La fiammata sfoga attraverso l’incudine (che in genere presenta 3 o 4 aperture) e si incunea attraverso il foro di vampa (flash hole) al cent…

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Qui a lato una sezione del fondo del bossolo e dell’innesco. La piccola carica d’esplosivo detonante (mistura esplosiva) è racchiusa in una capsula alloggiata nel fondello del bossolo.

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Penso si possa ben vedere come la “punta” dell’incudinetta possa urtare il fondo dell’innesco, quando questo viene urtato e deformato dal percussore. Si vedono anche le aperture presenti nell’incudinetta, che lasciano sfogare la fiamma verso il foro di vampa.

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Dato che le cartucce sono di varia natura, forma e uso; e che le polveri sono anch’esse di varia forma e natura, anche gli inneschi variano come potenza e anche come forma (dimensione). E gli inneschi quindi, come le polveri, si identificano con nomi e numeri in rapporto alle loro dimensioni e alla loro potenza innescante . Qui trattiamo solo gli inneschi standard per cartuccia metallica a percussione centrale ( c…

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Negli inneschi per munizioni a percussione centrale, il “tipo boxer” è in assoluto il più diffuso. In questo caso i bossoli presentano un unico foro centrale nel fondello; tramite questo foro di vampa (flash hole) viene trasmessa la fiamma all’interno del bossolo, che contiene la polvere. N.B.: tramite questo foro è anche agevole l’espulsione dell’innesco usato, attraverso il die decapsulatore/disinnescatore (che …

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Tipi di inneschi Per quanto concerne gli inneschi, questi possono essere: di 2 tipi: da pistola ( pistol primer), o da fucile ( rifle primer) di 2 dimensioni: grandi ( large primer), o piccoli ( small primer) di 2 diversi livelli di “potenza”: ordinario ( standard primer), o di tipo magnum ( magnum primer) standard o “selezionati” (detti anche “ match ”, o anche BR – bench rest ) Tutti i principali produttori di m…

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È fondamentale rispettare le indicazioni riportate dalle specifiche del calibro e dalle tabelle di ricarica, per non incorrere in spiacevoli conseguenze, sia in termini di precisione che di sicurezza. Sostituire un innesco Standard con uno Magnum o viceversa, spesso può generare situazioni imprevedibili. Ciò soprattutto per i calibri più corposi, caratterizzati da grandi volumi in gioco e con elevate variazioni di…

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Per gli inneschi di dimensione “Small” (perciò sia small pistol che small rifle ), le misure sono uguali tra inneschi di tipo Pistol e quelli di tipo Rifle

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Per gli inneschi “ Large ” vi sono piccolissime differenze (soprattutto nell’altezza della coppetta) tra inneschi di tipo Pistol ed i tipo Rifle. Qui a lato i “ Large Pistol ”

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Qui a lato un “ Large Rifle ” (mediamente un 5% più “alto”)

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All’atto pratico, e per ricariche normali (non da gara) la minima differenza tra gli inneschi Large Pistol e Large Rifle può essere considerata trascurabile, purchè ci si accerti del rispetto delle dimensioni finali della cartuccia assemblata (fondo del bossolo senza sporgenze) e della perfetta tenuta della sede dell’innesco. ATTENZIONE: Tra primers di produttori diversi, vi sono differenze dimensionali che posson…

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Generalmente questo spazio dovrebbe essere compreso tra 0,05 e 0,15 mm ca. Cioè l’innesco andrebbe “spinto” nel fondello del bossolo, fino a che la sua faccia posteriore affonda di ca. 0,1mm rispetto al fondo del bossolo. Chiaramente un eccessivo “affondo” dell’innesco nel bossolo potrebbe far si che il percussore “arrivi appena” a percuotere l’innesco, con potenziali mancate accensioni. Per altro una eventuale sp…

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Una nota (per chi vuole approfondire): inneschi Boxer e inneschi Berdan

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Qui sopra, a sinistra un bossolo predisposto per un innesco di tipo Berdan (2 o più fori attorno ad una protuberanza); a destra invece un bossolo per innesco di tipo Boxer (foro centrale). E qui sotto i due bossoli in sezione; in alto una foto presa dalla bocca dei due tipi di bossolo (si vedono sul fondo rispettivamente i 2 fori ed il foro centrale). Subito sotto la sezione del bossolo; e per finire la foto “da s…

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Un riassunto dell’origine di questi due tipi di inneschi: Poco dopo l’invenzione della retrocarica, un paio di intelligenti ragazzi iniziarono a sperimentare diversi modi per accendere le munizioni. Per fortuna si trovavano in continenti diversi, altrimenti si sarebbero scontrati con brevetti e copie ecc ecc.

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Hiram Berdan, un inventore di New York, brevettò la sua idea di innesco nel 1866. Con il sistema Berdan, l’innesco è ancora inserito al centro della base della cartuccia, nella cosiddetta tasca dell’innesco. Il bossolo stesso ha una forma a “incudine” o, in termini più semplici, ha una “cosa appuntita” al centro della base. Questa incudine, questa protuberanza è circondata da due o tre fori decentrati che collegan…

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Quasi esattamente nello stesso periodo, il colonnello Edward Mounier Boxer sviluppò un sistema simile mentre lavorava con il Royal Arsenal a Woolwich, in Inghilterra. Il design di Boxer prevedeva l’incudine come parte integrante del primer stesso.

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Quindi, quando il percussore colpisce la base dell’innesco, spinge la base dell’innesco contro l’incudine posta sopra l’innesco stesso, provocando la fiammata che viaggia fino alla polvere attraverso un unico foro più grande proprio al centro del bossolo .

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Entrambi i sistemi funzionano bene. I primer Berdan sono più facili ed economici da produrre perché non hanno un pezzettino di incudine separato da montare. Tuttavia, sono praticamente inadatti alla ricarica, perché è difficile rimuovere il primer esaurito. Non si può automatizzare l’estrazione sfruttando lo spillo conico tipico della prima matrice. I primer Boxer sono più complessi da produrre, ma molto più facil…

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Ormai quasi tutte le munizioni per arma corta, e la maggior parte di quelle per arma lunga, utilizzano primer di tipo boxer . Almeno nel nostro mercato.

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I proiettili per la ricarica delle munizioni: tutto quello che devi sapere

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Anatomia di una munizione: i proiettili Il proiettile, ormai comunemente indicato con “palla”, è l’unica parte che esce dalla volata dell’arma (assieme ad un po’ di fumo e residui di combustione). La polvere si consuma (brucia), l’innesco si rompe un po’ (e poi si butta), e il bossolo (ormai vuoto) viene espulso manualmente o automaticamente. Venendo ai proiettili ( bullets ), comunemente indicati anche come “pall…

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Le palle per arma lunga (canna rigata) hanno generalmente una forma “allungata”, affusolata. Possono essere più o meno appuntite, più o meno rastremate, possono avere diversi tipi di finitura apicale (punta arrotondata, scoperta, con inserto in gomma, forata, …), e si differenziano pesantemente in base alla destinazione (caccia leggera, caccia pesante, tiro di precisione, …).

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Le palle per arma corta in genere sono più tozze; a parità di calibro (diametro) sono più corte, e si differenziano principalmente per il tipo di sommità: RN, WC, SWC, ….

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Qui di seguito uno schema di massima di alcune sigle ricorrenti per identificare la forma della parte apicale di un proiettile per arma corta. Seguite da alcuni esempi.

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Vi sono poi numerosissime varianti, forme miste e altre finiture che hanno portato ad un proliferare di sigle …. Sigle che poi ogni produttore adatta ad alcuni suoi prodotti, anche in modo molto “personale”. A fine pagina ho riportato una raccolta delle millemila sigle che ho trovato in rete. Per ulteriori approfondimenti, fate riferimento ai siti dei vari produttori di proiettili, o ai siti che presentano, recens…

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Materiali In genere la palla è costituita da un corpo in piombo; o meglio, da una lega a base di piombo con più o meno antimonio e qualche altro additivo. E’ ottenuta per stampaggio a freddo o per fusione. Successivamente il proiettile è trafilato per conferirgli il corretto dimensionamento. A seguire può esservi un successivo passaggio di leggera lubrificazione, con eventuali solchi per il grasso di lubrificazion…

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Il proiettile in piombo semplice (comunemente indicato in piombo nudo ) è economico, ha un peso specifico ottimale che unitamente alla morbidezza della lega riesce ad adattarsi ai caricamenti ed alle rigature senza sollecitare i componenti. Non rovina la canna, anche se può lasciare residui (piombatura della canna) che però sono facilmente eliminabili con appositi prodotti e scovolini. Richiede dosi contenute di p…

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Importante: in genere, le palle in piombo sono trafilate con un diametro leggermente superiore rispetto alle palle ramate o blindate. O se volete, le palle ramate sono in genere trafilate con un diametro leggerissimamente inferiore alle palle in piombo. Ciò perchè il piombo è molto più “morbido”, cedevole, tenero, e si adatta molto facilmente alla dimensione della canna. Lo strato in rame invece aumenta la resiste…

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ATTENZIONE: per le rispettive dosi di ricarica, fate SEMPRE riferimento alle tabelle fornite dai maggiori produttori di polveri o di componenti per la ricarica. Se il produttore della polvere o del proiettile non Vi fornisce dati di ricarica per la specifica combinazione (palla / polvere), evitate di procedere “a naso”, ma cercate piuttosto di contattare il fornitore dei componenti per chiedere informazioni.

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IMPORTANTE: come già scritto, nelle tabelle per le dosi in genere la massa dei proiettili è indicata in grani ( grains ). Un grano corrisponde a 0,0648 grammi (ca. un quindicesimo di grammo). Ovvero un grammo sono ca. 15,43 grani. Anche se molti produttori stanno uniformandosi alle unità di misura “universali” (indicando le masse in grammi), troverete il peso quasi sempre indicato in grani.

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ATTENZIONE: se maneggiate spesso proiettili di piombo, ventilate adeguatamente il locale e prestate particolare attenzione alla pulizia; il piombo è pericoloso (cancerogeno) e può generare patologie anche molto gravi! .

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Circa le numerosissime sigle (come indicato poco prima in questa pagina), ecco una raccolta delle sigle e abbreviazioni per descrivere il profilo delle palle, così come le ho raccolte in giro per la rete (e sono solo una parte): BT = Boat Tail (coda rastremata) CN = Conic Nose (punta conica) CP = Copper Plated (ramato) FMC = Full Metal Case (blindato) FMJ = Full Metal Jacket (blindata) FN = Flat Nose (punta piatta…

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Le polveri infumi per la ricarica delle munizioni metalliche

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Anatomia di una munizione: le polveri Per semplicità, nel resto di queste pagine, indicherò sempre il propellente come polvere ( powder ); perché il termine “propellente” mi fa tanto NASA. E questa vorrebbe essere una guida pratica, non un trattato di ingegneria. Tutte le polveri infumo di moderna concezione sono progettate per bruciare rapidamente e vigorosamente quando vengono accese. La combustione è “pesanteme…

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Occhio: NON confondiamo la velocità con cui la polvere brucia, con la velocità di lancio del proiettile. Sono due concetti slegati! Piuttosto, l’obiettivo è ottimizzare la pressione del gas in un dato arco di tempo (piccolissimo!), per lanciare in modo più efficiente un proiettile di un determinato peso, attraverso una canna di determinata lunghezza. E cercando di non disintegrare l’arma!

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Una piccola cartuccia per pistola come la .32 ACP può (deve) utilizzare una polvere a combustione rapidissima, ma lancia un proiettile a soli 800km/h. (ca. 220 m/s). Infatti questa polvere ha a disposizione una decina di centimetri di canna per far accelerare il proiettile; perciò deve sviluppare velocemente ed in pochissimo tempo tutti i gas di cui è capace. Una media cartuccia per fucile ad es. calibro .30-06 pu…

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La cellulosa, che è il principale componente del legno, è trattata con acido nitrico in presenza di acido solforico concentrato. Alla fine del processo di nitrazione si ottiene un composto (la nitrocellulosa, abbreviato: Ne) in forma di pasta, non facilmente utilizzabile. Quindi si deve trattare questa pasta con solventi per renderla lavorabile con metodi industriali, tra i quali i più diffusi sono l’estrusione o …

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Molti propellenti in commercio indicano essere “a base di nitrocellulosa pura” (mono basici); in realtà è quasi impossibile utilizzare solamente nitrocellulosa. In genere nella composizione si usano altre sostanze chimiche per adattarne le caratteristiche: principalmente per regolare la velocità di combustione, per renderla stabile e insensibile alle condizioni atmosferiche, e per aumentarne la durata al trascorre…

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La nitroglicerina è una sostanza di consistenza sciropposa e di sapore dolciastro, da cui il suo nome commerciale; si tratta in realtà di un alcool trivalente derivato dal propano (la cui esatta denominazione è “propantriolo” o “glicerina triidrossipropano”). La Ngl è un esplosivo potentissimo, ma è anche eccessivamente sensibile agli urti e al calore, e pertanto non può essere impiegata nelle armi da fuoco, ma so…

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Si è soliti indicare come polvere a doppia base ( bibasica ) un propellente ottenuto da combinazioni di nitrocellulosa (Ne) e nitroglicerina (Ngl); oltre ovviamente a numerosi altri derivati ed additivi. Questo tipo di polveri oggi molto usate, è la principale causa dell’ erosione delle canne , in particolare quando si usano cariche esasperate o magnum. La superiore efficienza, ma anche le maggiori temperature pro…

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Fisicamente, i moderni propellenti si presentano sotto varie forme, evidenziate nelle immagini di seguito: cilindretti, fogliette di forma quadrata, circolare o romboidale, granuli irregolari, rotondeggianti, a struttura porosa, e tubi.

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Qui sopra polveri sferiche ( Ball Powder )

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Qui sopra polveri laminari, a fogliette o a piastrelle

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Qui sopra polveri cilindriche e tubolari

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Riassumendo e schematizzando: polveri cilindriche ( cylindrical powders ): polveri costituite da granuli cilindrici di forma più o meno ampia (generalmente da meno di 1mm a 1,5 – 2mm) polveri sferiche ( spherical powders o ball powder ): polveri costituite da granuli sferoidali di piccole dimensioni (solitamente inferiore ad 1mm) polveri lamellari ( flake powders ): polveri costituite da granuli di forma squadrata…

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Costanza dei lotti

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Dobbiamo tener presente che le polveri da sparo in questi anni hanno subito notevoli mutamenti. Il progressivo miglioramento delle tecniche di realizzazione ha aumentato esponenzialmente i rendimenti; ma dall’altra parte il contenimento dei costi di produzione ha comportato un peggioramento nella costanza e nella regolarità, a volte riscontrabile anche in lotti di produzione contigui.

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In pratica, molte delle polveri moderne mostrano evidenti variazioni di rendimento tra lotto e lotto; e su parecchia letteratura sono riportati test nei quali si evidenziano le discrepanze anche tra diverse partite della medesima polvere.

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Perciò i “ricaricatori” dovranno prestare particolare attenzione nel consultare i manuali delle case produttrici, possibilmente recuperando i manuali e le tabelle relative all’anno di produzione del lotto di polvere acquistato.

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In passato le maggiori case (ad es. Norma, VihtaVuori, Winchester, IMR) fornivano ai clienti i manualetti di ricarica, aggiornati annualmente.

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Oggi queste documentazioni sono sostituite da veri e propri manuali con aggiornamenti periodici scaricabili in rete. Solitamente è sufficiente aprire il sito web del “brand” prescelto e scaricarsi le relative tabelle.

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Il range di caricamento suggerito, starting load (dose di partenza) e maximum load (dose massima), può presentare differenze a distanza di anni.

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Pertanto sarebbe consigliabile avere (e conservare) una tabella relativa all’anno di presumibile produzione del lotto di polvere che utilizzeremo.

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A distanza di 5, 10, o più anni, per la medesima marca e tipo polvere, possono esserci anche differenze importanti (medie di +/- 0,5 grs, arrivando a variazioni comprese tra 1,0 – 3,0 grs; ma è possibile alle volte che si presentino anche scarti maggiori).

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Altra attenzione : pochissimi produttori (e tra questi cito di nuovo Vihtavuori) per ogni calibro specificano con che combinazione di palla, innesco, e lunghezza canna, sono state fatte le prove. Per chi vuole essere “preciso”, e vuole fare dei confronti o vuole provare variazioni, questi dati sono importantissimi, e purtroppo poco utilizzati.

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Ormai si usa indicare una dose approssimativa per un dato peso palla, senza considerare altre variabili come la lunghezza canna, l’innesco, il tipo palla, ecc.

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Consiglio: imparate a documentarVi in modo completo, facendo tesoro di tutte le informazioni; e pensate con molta calma e molta attenzione alle diverse possibili influenze che ogni elemento può avere nel comportamento di una munizione.

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Conservazione della polvere da sparo

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Questo è un aspetto spesso sottovalutato, ma se vogliamo preservare la qualità del prodotto il più a lungo possibile, è necessario mantenere la polvere in un luogo adatto, in condizioni di temperatura e umidità ottimali. Molti produttori consigliano di conservare la polvere a una temperatura costante, idealmente compresa tra 12° e 15° C, alcuni indicano anche temperature fino a 18° C e un’umidità relativa del 40-50%.

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L’umidità è importante perchè se l’aria è troppo secca, asciugherà la polvere (evento che in genere causa un aumento della pressione, compromettendone le prestazioni).

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Banale ma meglio sempre rammentarlo, il fatto di assicurarsi di chiudere correttamente il contenitore ogni volta che utilizziamo il prodotto, per garantirne un’adeguata sigillatura.

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Se utilizzate la polvere avanzata del nonno, oppure se a distanza di molti anni avete trovato della vecchia polvere, dovete prestare la massima attenzione nel risalire alla data di produzione. Oggi è obbligatorio indicare nei contenitori le date di produzione, ma per le vecchie lattine risalire al dato è spesso un’impresa ardua.

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Mi raccomando: fidatevi solo ed esclusivamente di pubblicazioni originali o copie tratte dall’originale, non da trascrizioni o ricordi dell’amico dell’amico (il famoso ammiocuggino ).

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Attenzioni:

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Per minimizzare i rischi connessi all’errato maneggio delle moderne polveri infumi, è necessario seguire scrupolosamente le seguenti regole:

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NON mescolare MAI polveri di tipo diverso

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non sostituire mai una polvere con una considerata simile

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usare sempre le polveri indicate dai fabbricanti nelle rispettive tabelle del dato calibro

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NON tentate esperimenti folli suggeriti da certi esperti “…di tutto o niente…”

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tenere sempre le polveri in un luogo fresco ed asciutto

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verificare sempre il quantitativo di polvere estratto dal dosatore volumetrico (con il bilancino) prima di iniziare a introdurre la polvere nei bossoli; e durante la ricarica, occasionalmente, ad es. ogni 10 dosi, fate una verifica delle dosi/peso

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lavare sempre le mani prima (per evitare contaminazioni) e dopo (per evitare intossicazioni) avere maneggiato la polvere

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non sostituire mai un quantitativo di polvere nera o pyrodex con uno di polvere infume (di qualsiasi tipo)

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riporre sempre la polvere nei contenitori originali

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non lasciare mai la polvere nel serbatoio del dosatore volumetrico

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non scambiare mai tra loro i vari contenitori di polvere

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tenere sempre ben chiusi i contenitori della polvere

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raccogliere l’eventuale polvere caduta a terra con una scopa e paletta, evitando se possibile l’uso di aspirapolveri elettrici

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non riutilizzare mai la polvere contaminata da qualsiasi cosa (solventi, lubrificanti, acqua, etc.), ivi compresa quella caduta a terra

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IMPORTANTE: in genere le dosi per i caricamenti sono indicate in grani ( grains ).

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Un grano corrisponde a 0,0648 grammi (ca. un quindicesimo di grammo).

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Ovvero un grammo sono ca. 15,43 grani. Anche se molti produttori stanno uniformandosi alle unità di misura “universali” (indicando le dosi in grammi ed in grani), troverete quasi sempre le dosi per il ricaricamento espresse in grani.

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La sequenza delle operazioni per la ricarica delle munizioni

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Riprendiamo con la sequenza delle operazionni per la ricarica Qui riprendiamo la pagina vista in precedenza (la sequenza delle operazioni). Abbiamo visto prima la sequenza per completare la ricarica:

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Partendo da sinistra: una munizione completa, pronta per essere sparata (e … spariamo!) dopo lo sparo resta un bossolo vuoto con un innesco usato estraggo l’innesco (e riporto il bossolo alle dimensioni corrette, dato che durante lo sparo può essersi deformato) inserisco un nuovo innesco inserisco la polvere (e già che ci sono allargo un po’ il colletto per agevolare il successivo inserimento della palla) inserisc…

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Perciò, sospendiamo un attimo la descrizione delle operazioni ed andiamo a vedere meglio gli attrezzi che ci servono e anche … cosa invece è più marketing o moda, e meno sostanza.

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Dies e shell holder per la ricarica delle munizioni

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Attrezzatura: dies (matrici) e shell holders (reggibossoli) Le matrici per la ricarica, universalmente conosciute come dies (per i non anglofoni, singolare: die ; plurale: dies ; in italiano in genere matrici ), sono semplicemente dei cilindri in acciaio che vengono utilizzati come “stampi” da usare tramite una pressa per la ricarica. Si montano su una pressa (vedi prossime pagine), la quale con un apposito sistem…

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Qui sopra un set di 4 dies della Lee. Da sinistra: matrice di riformatura e decapsulamento ( resizing and decapping die ) matrice di espansione ( mouth expander die ) matrice di inserimento e crimp ( seating and crimping die ) matrice di crimpatura e riformatura ( factory crimp die ). Al centro un bicchierino dosatore per versare la polvere, e (sotto il bicchierino) il reggibossolo ( shell holder ) specifico per i…

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Anticipiamo qui la presentazione dello shell holder, dato che va utilizzato in stretto abbinamento con le matrici. Lo shell holder ( e lo shell plate ) Ogni bossolo (o meglio, ogni calibro) ha un proprio shell-holder, o reggibossolo. N.B.: la parola “ reggibossolo ” è proprio orribile, ma non saprei come altro tradurlo. E’ un fondello di acciaio molto molto resistente, con particolari misure e forme che serve a tr…

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qui a lato un esempio di bossoli trattenuti in sede dallo shell holder Lo shell holder in genere va inserito nella propria sede sopra il pistone della pressa, prima di procedere con ogni operazione di ricarica. Andrà ruotato nella posizione che si preferisce in modo da avere lo spazio dell’inserimento orientato nella direzione più comoda per la migliore introduzione dei bossoli.

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ATTENZIONE: anticipo un dettaglio che vedremo meglio nelle pagine dedicate alle presse. Nelle presse multistazione, e nelle progressive in genere, dato che possono “trattare” contemporaneamente più di un bossolo alla volta, devo avere la possibilità di montare tre o quattro o più bossoli contemporaneamente. Anzichè utilizzare tre o quattro o più shell holder, si usa un piatto sagomato ( shell plate ) che è lavorat…

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Qui a sinistra si vede una pressa multistazione (RCBS) con lo shell plate fissato sopra il pistone, e con già alloggiati 7 bossoli in lavorazione.

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Che, quali, quante matrici usiamo? Le matrici più usate nella ricarica per arma corta sono principalmente 3: ⏵il die ricalibratore (che anche decapsula) ⏵il die per svasare (per agevolare l’inserimento di polvere e palla) ⏵ed il die per inserire la palla e crimpare (chiudere il colletto per bloccare la palla).

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Vediamo in dettaglio come sono fatti e come lavorano.

A3, F3

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Matrice ricalibratrice (sizing – o resizing – e decapping die) Questo primo die è un cilindro in acciaio durissimo che nel profilo interno ricalca la forma del bossolo di una data munizione; una specie di stampo. Forzando, spingendo con molta forza un bossolo all’interno del die, questo bossolo (che è di ottone, materiale malleabile) viene riformato, viene a ri-prendere la forma che aveva in origine, cosi che poss…

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Per i bossoli “a bottiglia” (in genere quelli delle munizioni per arma lunga), l’asta del decapsulatore ha anche un tratto di diametro maggiore, una sorta di rigonfiamento (detto “oliva”) che serve per allargare il colletto fino ad appoggiarlo alla parete del die. In questo modo il colletto, la cui dimensione è essenziale per poi trattenere correttamente la palla, è ricalibrato non solo come misura esterna , ma an…

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Qui a lato si nota (a sinistra) l’asta di decapsulazione di un die per arma corta (in questo caso è un calibro .40) e a destra si nota l’asta di decapping per in die per arma lunga (qui il piccolo calibro .223), in cui sporge il rigonfiamento (oliva) per il ridimensionamento interno del colletto.

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Prima variante: matrice di solo disinnesco (decapping die) Come scritto, la prima matrice di ridimensionamento rimodella l’intero bossolo e contemporaneamente espelle l’innesco già usato (indicato anche come innesco spento). Questa doppia funzione è presente in pratica su quasi tutti i dies dei calibri più diffusi. Riallacciandomi a quanto già accennato in precedenza, è però possibile separare le due azioni. Sono …

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Matrice svasatrice ( expanding die ) La prima matrice di ridimensionamento rimodella l’intero bossolo ma … prima o poi dovremo inserire la polvere e, soprattutto, dovremo inserire un nuovo proiettile. E qui entra in gioco l’expanding die. Questo die semplicemente allarga (poco!) l’estremità della bocca del bossolo in modo da permettere al proiettile di entrarvi senza forzare troppo, senza trafilarsi sulle sue pare…

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Qui a destra alcuni esempi degli elementi interni al die svasatore, detti anche funnel . Si nota chiaramente la parte terminale, con il bordo conico in cui si appoggia il bossolo, e che forza l’allargamento in base alle regolazioni che faremo. Chiaramente qui potete inizare a comprendere che vita dura ha il colletto, e perchè è la prima parte del bossolo che cede, che si fessura. Quando viene assemblata la munizio…

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Matrice inserimento palla e crimp (seating/crimping die) Questa terza matrice ha il compito di inserire il proiettile nel bossolo, fino alla giusta misura o meglio alla profondità desiderata; ed eventualmente può anche contemporaneamente restringere il colletto ( crimp ) per bloccare la palla al suo posto in modo che non si muova dalla sua posizione durante il trasporto, o durante il caricamento, o durante lo spar…

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Matrice crimpatrice ( taper/factory crimp die ) Questo quarto (e spesso opzionale) die, ha il compito di restringere il colletto per bloccare la palla, e nel contempo di riformare tutta la munizione finita alle dimensioni standard. Questo die, non usato in tutti i calibri, è a volte indicato anche come factory crimp . Il factory crimp essenzialmente è una matrice che ricalibra nuovamente la munizione finita (esatt…

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Tra i “ricaricatori” può capitare di sentire pareri mooolto discordanti sul “misterioso factory crimp die”. Il fatto è che spesso questo specifico die non è incluso nei set “base” (composti da 3 dies) commercializzati dalle principali aziende produttrici di attrezzature per la ricarica; ed in genere va acquistato a parte (salvo appunto trovare il kit completo con già il quarto die, come ad es. rendono disponibili …

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Differenze tra taper crimp e roll crimp La crimpatura di un colletto (o bloccaggio della palla) può essere di due tipi: roll crimp (crimp del bordo, dell’orlo) taper crimp (crimp del colletto, cilindrico) Qui di seguito sono schematizzati i due tipi di crimpatura (ricordate che la palla è fatta di un materiale relativamente “tenero”, e perciò soggetta a deformazioni):

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Alcuni calibri richiedono una crimpatura di tipo taper . Ad esempio quasi tutte le munizioni “a bottiglia” e la maggior parte dei calibri per pistola semiautomatica. Questo perché la munizione è tenuta in posizione nella camera di cartuccia in parte dalla conicità del bossolo, ed in parte dal bordo (colletto) del bossolo che si appoggia sul bordo della camera di cartuccia appositamente lavorata. Nei revolver invec…

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Le presse per la ricarica domestica delle munizioni metalliche

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Attrezzatura: le presse Prima di svuotare il conto corrente per acquistare l’attrezzatura per la ricarica, … prendetevi un attimo di tempo e valutate seriamente se avete assolutamente effettivamente indiscutibilmente bisogno di tutto quello che in genere vi viene proposto. E valutate seriamente quali attrezzature vi serviranno e vi semplificheranno la vita, o quali invece sono sofisticazioni dedicate ai più pignol…

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La pressa La pressa per la ricarica ( reloading press , in genere solo press ) è un aggeggio praticamente obbligatorio. Ed è una delle scelte più importanti per chi deve acquistare l’attrezzatura per la prima volta; anche perchè è l’elemento che decide con che livello di complessità e di automazione si potrà procedere. E determina che spese siamo disposti a sostenere. E per questo va scelta con cura, valutando ben…

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Le presse monostazione Le presse monostazione sono prevalentemente presse a C (aperte) o ad O (chiuse, le più robuste in assoluto), il più delle volte in acciaio o in ghisa.

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Qui sopra una pressa “aperta” a “ C “

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Qui sopra una pressa “chiusa”, a “ O “

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Negli ultimi anni, con la diffusione delle macchine per lavorazioni automatiche, si sono diffuse anche presse monostazione di tipo “monolitico”; ricavate da blocchi di metallo mediante asportazione di materiale con sistemi a controllo numerico. Qui a lato una pressa “monolitica” ricavata dal pieno

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Qui a lato una pressa ricavata dal pieno, e particolarmente rifinita. Oltre alla qualità, si paga anche un fattore estetico.

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Come detto, queste presse “monostazione” possono eseguire una sola operazione per ciclo di azionamento, e su un solo bossolo alla volta. Questa relativa “lentezza” è compensata da una maggiore economicità e semplicità, e da una insuperabile robustezza. Ma soprattutto dall’altissima sensibilità alla leva e dall’elevatissima possibilità di un accurato controllo di ogni operazione. In genere le preparazioni dei colpi…

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Ho tralasciato le torrette ad “ H “, che sono dette così per la forma spesso squadrata, con un piano portabossolo che viene spinto contro un piano similare fisso sul quale sono impiantati i dies ed altri accessori (misuratore di polvere, capsulatore ad alimentazione automatica, ecc.). Il piano mobile scorre guidato da montanti cilindrici; per questo motivo, è importante che tali montanti siano di assoluta robustez…

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Abbiamo scritto che praticamente tutte le presse a C, a O, o similari, eseguono una sola operazione per ciclo di azionamento. E sono perciò impropriamente dette “ monostazione ”. Quando inizio ad avere presse a più stazioni (che possono alloggiare più dies e/o più supporti per più bossoli), queste presse in genere hanno una geometria costruttiva molto simile tra loro: sono presse di tipo coassiale, con un piano fi…

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Qui sopra una pressa multistazione Lyman Questa pressa presenta una testa girevole (manualmente) che consente di alloggiare fino ad 8 dies; teoricamente una volta regolata, si possono utilizzare due calibri diversi (4 die per calibro). Con questa pressa, una volta inserito un bossolo nello shell holder in testa al pistone, ad ogni azionamento eseguo una operazione sul bossolo andando a ruotare manualmente la testa…

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Qui sopra una diffusissima pressa semiprogressiva Lee modello Turrett Forse la più diffusa in assoluto, data la relativa economicità. Qui è senza alcun dies (si notano nella testa i 4 alloggiamenti per 4 stazioni (matrici) che ruotano automaticamente). Con questa pressa, inserito un bossolo sullo shell holder in testa al pistone, ad ogni azionamento eseguo una operazione sul bossolo; ma la testa ruoterà automatica…

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Le presse progressive La famiglia di presse indicata come “ progressive ” invece aggiunge l’ulteriore rotazione/cambio anche dei bossoli, in modo da garantire una munizione finita ad ogni ciclo di azionamento. Ovvero, ad ogni azionamento della leva, eseguo una operazione su ognuno dei 4 o 5 o 6 bossoli montatisui piatti, con avanzamento automatico dei bossolo tra le varie stazioni/dies. Su queste presse spesso si …

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Qui a lato una Lee PRO1000 con già montato l’accessorio per l’alimentazione agevolata dei bossoli. Tra le progressive, è una delle più economiche; richiede qualche attenzione nella regolazione, ma consente di produrre centinaia di colpi all’ora.

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Qui a lato una Dillon XL750, evoluzione della diffusissima XL650; con già montato l’accessorio per l’alimentazione automatica di bossoli e palle. Può arrivare a sfornare migliaia di colpi all’ora. Queste presse sono consigliate per chi produce molti colpi/mese (dell’ordine di migliaia). Sono prodotti affidabili, con moltissimi accessori, ma anche costosi

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Qui a lato una Dillon 1100 con l’accessorio per l’alimentazione automatica di bossoli e palle, e con i sensori inneschi e sensore polvere. Il mercato degli accessori per Dillon è vastissimo; vi sono kit motori che consentono di automatizzare il lavoro arrivando a produrre migliaia di colpi / ora. Ma ricordiamo che qui l’investimento (con solo qualche automatismo) inizia da un duemila euro in su.

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Qui a lato una Lee LoadMaster Robusta, consente di automatizzare la ricarica anche di calibri “grandi” (fino al .50). Non molto “automatizzata”, ma tra le più apprezzate per il rapporto robustezza/costo.

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Altre particolarità da considerare: come abbiamo detto, vi sono piatti e/o piastre su cui vi sono i fori filettati per montare i dies. Per quanto riguarda le filettature che accolgono le matrici (i dies), queste sono quasi tutte universali, quindi qualsiasi marca voi acquistiate supporterà materiale prodotto da altre ditte senza problemi. Attenzione: ciò vale per la quasi totalità delle presse sul mercato. Non tut…

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Questo aspetto è spesso trascurato: la pressa deve essere saldamente fissata al banco di ricarica o al piano scelto per tale operazione. Ma anche il banco o il piano devono a loro volta essere saldamente fissati al muro, al pavimento, o devono comunque garantire l’assoluta immobilità durante le fasi della ricarica. In alcune fasi, lo sforzo alla leva è elevato, ed è più che sufficiente per spostare tavoli anche mo…

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Tornando alla pressa … Non si può stabilire quale è la migliore pressa . Bisogna tenere conto di molti fattori; quindi la domanda dovrebbe porsi in questi termini: quale è la pressa con il miglior rapporto prestazioni/prezzo rispetto alle vostre esigenze? In quest’ambito dobbiamo valutare: il numero dei calibri ricaricati (se carichiamo un solo calibro, se carichiamo calibri per arma lunga e/o per arma corta, e so…

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Utensili e accessori per la ricarica delle munizioni

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Utensili e accessori

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In questa pagina elenco velocemente altri utensili ed accessori utili nelle operazioni di ricarica. A parte le presse, che abbiamo trattato in una pagina dedicata, e con i rispettivi accessori dedicati (dies e shell holder in primis), vi sono molti altri “amenicoli” che possono risultare molto utili quando ci troviamo a ricaricare, e magari c’è qualche intoppo o emergenza o altro evento non previsto …. In ordine d…

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⤷ Martello cinetico ⤷ Bilancina ⤷ Calibro ⤷ Centellinatore ⤷ Imbutini ⤷ Tavoletta portacolpi ⤷ Dosatori ⤷ Pulitori bossoli ⤷ Innescatori manuali ⤷ Kit lubrificazione ⤷ Scatole portacolpi

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e … uno o due o più manuali di ricarica , e SOPRATTUTTO … le tabelle delle dosi min e max per la combinazione polvere / calibro che utilizzate. ATTENZIONE : l’abbinamento calibro / palla / polvere è indicato nei dati di ricarica forniti dai produttori di polvere, ed in genere è anche reperibile nel sito ufficiale del produttore di polvere. Partite SEMPRE dalle dosi “ ufficiali “; le dosi personalizzate o “consigli…

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Martello cinetico ( bullet puller ) INDISPENSABILE!! Anche se credi di essere il goldrake della ricarica, non è pensabile produrre centinaia (o migliaia) di munizioni sempre perfette! E non è opportuno lasciare munizioni “non perfette” assemblate, con il rischio di essere scambiate per buone e/o utilizzate. Prendetela come regola: se la munizione non è perfetta, scartatela e rifatela da zero. Per qualche centesimo…

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Bilancina ( powder scale ) Può essere meccanica o elettronica. Ma una bilancia è indispensabile, una necessità assoluta . E se ci orientiamo sulle bilancine elettroniche, vi sono le “standard” (economiche, che più o meno si equivalgono tutte), o le “specialistiche” (quelle ad es. usate nelle industrie chimiche e farmaceutiche; ma che costano quaranta o cinquanta volte tanto ….). Qui esprimo una mia personalissima …

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Varianti di questa piattaforma elettronica sono i dosatori elettronici ; sistemi che dosano la polvere automaticamente, con possibilità di memoria, contapesate, ecc. Personalmente li trovo poco pratici perchè sono abbastanza lenti nella dosatura (niente a che vedere rispetto ai dosatori volumetrici). Però per le ricariche manuali (quando la velocità non è una necessità) possono essere di aiuto. Occhio che costano …

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Ovviamente le bilance meccaniche, tradizionali, funzionano sempre , e senza batterie. È difficile sbagliare con una buona bilancia vecchio stile. È un dispositivo meccanico semplice; quindi, a meno che non lo rompi “fisicamente”, le letture saranno sempre accurate e coerenti. E le batterie non si scaricano mai (non ce ne sono!) Basta solo tenerle pulite ed evitare di forzare lo snodo con pesate “fuori norma” (non …

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Calibro ( caliper )

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Nel nostro ambito (ricarica amatoriale di munizioni per arma corta) il calibro serve principalmente per misurare la lunghezza totale (OAL) della munizione; e pertanto è necessario per regolare il die inseritore di palla (che appunto determina la lunghezza totale della munizione). Se la precisione (e la relativa lettura) è sufficientemente elevata, può essere utile anche per verificare le lunghezze dei bossoli. Inv…

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Quelli elettronici, con lettura immediata sul display, come sempre si dividono un due “fasce”: economici (da una o due decine di euro), e “professionali” (siamo verso il centinaio di euro ed oltre). Quelli economici vanno bene, ma è sempre meglio azzerarli (verificare lo zero) ad ogni accensione; in genere l’errore è contenuto ed è più che accettabile per i nostri utilizzi. Lo usiamo per la lunghezza della munizio…

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P.S. per chi ricarica per arma lunga e per tiro di precisione, e perciò seleziona palle e verifica ogni bossolo, conviene dotarsi di un micrometro centesimale o millesimale.

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Centellinatore ( powder trickler ) Per la dose di assoluta precisione (ovviamente se non utilizzate presse progressive), quando dovete centellinare la carica con tolleranze minime, un dosatore (detto anche “ centellinatore “) vi può aiutare a dosare il granellino … Ovviamente dovete avere una bilancia in grado di “leggere” queste minime variazioni. In genere, per le cariche amatoriali da pistola, si resta sui dosa…

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Imbutini ( powder funnel ) Quando dovete ricaricare colpi singoli, o dovete pesare attentamente delle dosi su un bilancino e poi versarle sul bossolo (senza spandere neppure un granellino!), vi può aiutare (molto) un piattello con invito, come quello qui a lato), oppure un imbutino antistatico. Antistatico perchè … la polvere tende a restare attaccata dappertutto! In genere gli imbutini hanno due o tre raccordi pe…

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Tavoletta portacolpi ( reloading block ) Mano a mano che i bossoli ricevono la propria dose di polvere, è essenziale posizionarli su un supporto, una tavoletta o un blocco di caricamento ( loading block ), per massimizzare l’ordine e la pulizia sul proprio banco di ricarica. Ed evitare che qualche bossolo cada e sprga polvere su tutto il tavolo. E’ un accessorio semplice ma utilissimo per lavorare con ordine e sop…

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Dosatori ( powder dispenser )

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La bilancia verifica il peso effettivo della polvere che vogliamo inserire in una cartuccia.

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Certamente sarebbe possibile pesare ogni singola carica (cosa che si fa nella ricarica di precisione), ma i tempi di ricarica diventerebbero biblici!

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Se devi caricare ad es. 200 cartucce cal. 38 per la prossima uscita al poligono, ti serve una giornata di tempo solo per le 200 singole pesate !

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Ecco che si ricorre ai dosatori volumetrici.

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Che possono essere dei veri e propri erogatori più o meno automatici, o solo dei semplici bicchierini di varie misure, calibrati, per adattarsi alla dose che ci interessa.

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In pratica, ricorrendo alla misura del volume (molto più rapida rispetto alla misurazione del peso), si automatizza il processo di individuazione della quantità corretta di polvere, in base al volume.

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Questi in figura sono di fatto dei mestolini, dei misurini, e ci si regola per trovare un misurino (o adattarne uno con un eventuale riempimento) della misura tale per cui una volta riempito fino all’orlo contenga esattamente il peso desiderato della data polvere .

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Prima nota IMPORTANTISSIMA : se hai un misurino da 0,5cc, e lo riempi ad esempio con la polvere N320, otterrai una dose di polvere pari a … 4,1 grains circa.

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Se però riempi lo stesso misurino da 0,5cc con la polvere N350, otterrai una dose pari a 5,1 grani.

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Perciò … ATTENZIONE: il peso in grani di un dato volume di polvere, dipende dalla polvere!

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Ogni polvere ha un suo proprio peso specifico.

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Perciò quando decidi di usare un dosatore volumetrico (di QUALUNQUE TIPO, vale anche per i dosatori da banco o da pressa) devi verificare bene il volume necessario per avere l’esatto peso di polvere che ti serve per la ricarica in corso.

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Ovviamente una volta trovata la combinazione [ polvere – volume – peso ] per il dato calibro, te la scrivi indelebilmente da qualche parte e poi puoi procedere celermente senza dover pesare ogni dose.

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In genere si utilizza uno dei “bicchierini ” disponibili (il kit completo costa pochi euro se lo cerchi in rete) e al limite lo si adatta inserendo un cerchietto di cartoncino sul fondo per ridurre il volume ed arrivare alla dose esatta. Considerate che il riempimento del bicchierino del dosatore avrà sempre una tolleranza; basta che sia riempito più o meno “raso”, che la polvere abbia qualche grano più grosso, ch…

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Dosatori per pressa e banco Evoluzione molto più conveniente (almeno in termini di tempo) dei dosatori “singoli”, dei bicchierini visti prima. Sono i dosatori volumetrici che posso montare sul tavolo di lavoro, o abbinare al dies di svaso per automatizzare l’erogazione durante il passaggio in pressa. Il principio è lo stesso dei “bicchierini” graduati. Solo che in questo caso, il bicchierino è un tubetto, o un un …

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Se il dosatore è montato (con gli appositi adattatori) nel die svasatore, sarà la stessa pressione del die o il movimento della leva della pressa che azionerà il dosatore e farà cadere la polvere nel bossolo. Il tutto in modo “automatico”. Ripeto: questo peso di un dato volume di polvere è molto influenzato dal tipo di polvere, dalla forma e anche dalla dimensione del grano di polvere. Perciò a parità di volume è …

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Pulitore bossoli (in vari modi) I bossoli sparati saranno quasi sempre sporchi. Lo sporco “esterno” varia in base al poligono: se è all’aperto, cadendo il bossolo raccoglierà polvere, fango, sabbia … E poi c’è la combustione della polvere: possono esserci residui più o meno marcati, unitamene a polvere incombusta ed ev. tracce dell’ingrassaggio palla. Anche se non è indispensabile che il bossolo sia bello lucido, …

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Alcuni kit offrono tumbler con un accessorio di setacciatura incorporato o con kit a parte. Note importanti: Ho imparato a mie spese che è preferibile usare il tumbler con solo bossoli dello stesso tipo/calibro . Perchè quando si fanno rimescolare ad esempio bossoli .45ACP assieme a bossoli 9 mm, tanti dei bossoli più piccoli rimangono bloccati all’interno di quelli più grandi. Questo comporta intanto una mancata …

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Lavatrice a ultrasuoni ( Ultrasonic Cleaner ) Metodo “umido” rispetto il precedente, per pulire i bossoli. Ormai lavatrici ad ultrasuoni ce ne sono per poche decine di euro anche in alcuni discount. Lo svantaggio di questo metodo di pulizia a umido (rispetto al tumbler “a secco”) è che poi devi lasciare asciugare i bossoli prima di lavorarli. Oppure … li metti nel forno della signora per una mezz’oretta, alla temp…

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Variante: lavatrice ad aghi ( magnetic rotary tumbler ) Metodo sempre “umido”. E’ un bussolotto al cui interno oltre ai bossoli e all’acqua, ci si mettono degli aghi (in realtà sono cilindretti di acciaio del diametro di decimi di mm, e lunghi 3-4mm). In alcuni modelli gira il bussolotto (tipo tumbler); in altri gira una potente calamita esterna sul fondo del contenitore che mette in movimento gli aghi. Alla fine …

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Innescatori manuali ( hand priming tool ) Se non utilizzi un qualche accessorio già predisposto per la tua pressa (o integrato nella pressa), o se devi innescare un bossolo “al volo” (ad esempio devi ripassare un innesco in un bossolo, magari nel campo di tiro), serve un innescatore manuale. Un utensile relativamente economico che forza l’innesco nel bossolo; bossolo che monti sullo shell holder predisposto ad una…

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Scatole portacolpi ( ammo boxes ) Sebbene non siano necessarie per la ricarica, le scatole portacolpi sono poi utili per trasportare, o anche solo “stoccare”, le munizioni finite. Alcuni riciclano le scatole di munizioni; però in genere sono di cartoncino, che si rompe velocemente e … ci resta solo la base in plastica. Le scatole porta munizioni hanno alcuni vantaggi. Intanto si possono attaccare adesivi o nastri …

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Kit lubrificazione ( lube kit ) Si, lo so che tutti dicono che non serve lubrificare perchè tanto abbiamo il die al carburo. Però non tutti i dies hanno l’inserto al carburo di tungsteno. Ma ho anche già esposto nella pagina dedicata ai bossoli perchè sarebbe utile e conveniente lubrificare leggermente i bossoli. Se non avete voglia di prepararvi un tampone di lubrificazione (basta anche solo un foglio di gommapiu…

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Utensili e accessori per la ricarica delle munizioni

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Brevi note sulle bilancine elettroniche e su come utilizzarle al meglio

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Riprendo quanto detto nella pagina di presentazione delle bilance elettroniche. Vi sono le “standard” (economiche, che più o meno si equivalgono tutte), o le “specialistiche” (quelle ad es. usate nelle industrie chimiche e farmaceutiche; ma che costano veramente tanto tanto tanto ). Le bilancine elettroniche “economiche” (dai 15€ ai 50-100€), anche se di marche note, utilizzano tutte un sensore piuttosto standard,…

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Ma vediamo alcune spiegazioni ed alcuni accorgimenti.

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ATTENZIONE : qui parliamo di bilance digitali economiche; ovviamente se avete una bilancia da laboratorio da 2mila euri, … siete già su un altro pianeta. Diciamo subito che le bilance eocnomiche e specialmente quelle di precisione “dichiarata” millesimale, non montano sensori che operano in modo lineare; diciamo che non si può parlare di “ linearità dei sensori “. Soprattutto per pesate da meno di 0,3 grammi (sono…

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Intanto è assolutamente da evitare un sensore che presenti una portata massima elevata. In pratica bilance che pesano da 0 a 200 o più grammi. Per pesi così piccoli (0,01 g, o anche 1 g), ideale sarebbero sensori che arrivano al massimo a 5 grammi o a 10 grammi. Ma non si trovano facilmente bilancine di questa portata; quasi tutte sono da 50grammi o più. [N.B.: a fine 2025 su Amazon alcune bilance con portata max …

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In genere si dice che un sensore di peso lavori “al meglio” se portato a circa 3/4 della portata massima. Ma non è proprio così, soprattutto con sensori economici. Perchè … provo a descriverlo qui.

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Errore di Linearità: le bilance elettroniche (ed in particolare modo quelle economiche con un unico sensore, anch’esso economico) hanno un errore di linearità che segue spesso una curva a “S”. Sebbene sia vero che il centro della scala è generalmente il punto dove il sensore è più stabile, in queste bilancine l’errore aumenta man mano che ti avvicini al limite massimo (sovraccarico del sensore). Però … E’ anche ve…

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Perciò se la bilancia ha un range da 0 a 50, e ammesso che non sia difettosa, il range con il minore errore sarà nella fascia centrale, ad es. da 5 a 20g. Pertanto, si comprende bene come per oggetti da 0,3 g, una bilancia con portata 10 g sarà comunque sempre più precisa di una con portata 200 g, anche se sono entrambe (“sulla carta”) millesimali.

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Risoluzione contro Accuratezza: nelle bilance economiche, il problema non è la linearità a 1/2 o a 3/4 del carico, ma la soglia di attivazione (o “creep”). I sensori a cella di carico economici faticano a “sentire” il peso quando partono da zero. Se appoggi 0,1 g su una bilancia da 200 g di portata, il software potrebbe interpretarlo come “rumore di fondo” e segnare 0,000 g. O un numero non corretto.

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La “ Zona d’Oro ” per il nostro utilizzo: prendiamo ad es. una bilancina da 20g ( NON da 200g). Per pesare tra 0,2 g e 2 g, la configurazione ideale potrebbe essere di farla lavorare nella prima parte della scala sfruttando un “pre-carico”. Ovvero:

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Carico totale Comportamento del sensore

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0 g (Partenza da zero) Punto critico: alto rischio di errore o mancata lettura (inerzia del sensore).

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5 g – 10 g (Pre-carico) Zona Ottimale: Il sensore è già teso e reattivo, ma lontano dal limite di stress.

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15 g – 20 g (Limite) Possibile deriva termica o perdita di precisione dovuta alla compressione massima.

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Consiglio tecnico: il “ Metodo del Peso di Calibrazione “ Invece di cercare una bilancia con portata specifica per lavorare nel range ottimale, recuperiamo una bilancia con il peso massimo più basso possibile, e pur sempre con una precisione “dichiarata” (speriamo bene …) di 0,001g. Ad es. una bilancia (teoricamente) millesimale con portata massima 20g

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Accendiamo la bilancia.

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Appoggiamo un peso di calibrazione (o un peso calibrato) da 10 g (senza fare la tara); peso al 50% del carico teorico max.

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Aggiungiamo il nostro oggetto ad es. da 0,5 g (sono ca. 8 grani)

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Sottraiamo mentalmente il peso del campione (o leggiamo la differenza)

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In questo modo, spostiamo il sensore nella sua zona di lavoro più lineare e stabile, eliminando l’incertezza del punto zero.

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N.B.: perchè ho indicato di “non fare la tara”? Perchè a volte il software contiene arrotondamenti diversi in base al peso, per cercare di correggere (via software) l’errore del sensore.

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Test del prodotto

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Per capire se la bilancina da 30€ o 50€ è un “buon esemplare” o un giocattolo difettoso, possiamo sottoporla ad uno stress test di accuratezza, ripetibilità e linearità. Non serve essere tecnici di laboratorio; basta usare il peso di calibrazione (solitamente da 20g) fornito nella confezione. O megli oancora se avete dei pesi calibrati.

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Ecco la procedura per diagnosticare la salute del sensore:

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1. Il test di Ripetibilità (Precisione) È il test più importante per il nostro range (0,2g – 2g). Appoggiate il peso di calibrazione sulla bilancia. Segnate il valore (ipotizziamo 20g). Toglietelo, aspettate che torni a 0,000 e riappoggialo. Ripetete 10 volte. Sensore sano: lo scarto massimo tra le pesate non deve superare 0,001g o 0,002g. Se leggete una volta 20,000 e quella dopo 20,010, il sensore è instabile e …

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2. Il test di Deriva (Drift) Questo serve a capire se l’elettronica interna “affoga” nel rumore termico (quando lavora il sensore genera una variazione di temperatura). Appoggiate il peso di calibrazione (ad es. da 20g) e lasciatelo lì per 2 o 3 minuti senza toccare nulla. Sensore sano: il numero deve rimanere identico o oscillare di un solo millesimo. Se vedete il peso aumentare o diminuire costantemente (es. 20,…

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3. Test di Linearità (Corner Load Test) I sensori economici spesso soffrono se l’oggetto non è perfettamente al centro. Pesate il vostro oggetto (o il peso di calibrazione) mettendolo al centro. Spostatelo leggermente verso i quattro angoli del piattino (nord, sud, est, ovest). Sensore sano: la differenza tra il centro e i bordi deve essere minima. Se al centro segna 20,000 e nell’angolo segna 20,015, significa ch…

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Come leggere i “Segnali di Pericolo”. Durante questi test, osservate il comportamento dei numeri sul display:

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Comportamento Significato Cosa fare

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“Ballo dei numeri” Il display non si ferma mai su un valore. Controllate correnti d’aria o vibrazioni. Se continua, il sensore è difettoso.

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Effetto Calamita La bilancia “salta” i pesi minimi (es. aggiungendo un granello resta a 0, e poi salta a 0,010) È un problema di software (deadband). Non c’è rimedio se non la sostituzione.

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Ritorno allo zero errato Togli il peso e segna -0,004 invece di 0,000. Tipico delle bilance economiche. Si risolve ricalibrando spesso, ma se l’errore è eccessivo (>0,005) è un limite fisico.

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Il “Verdetto Finale”: quando fare il reso o cambiare prodotto? Nelle bilance millesimali economiche, una tolleranza di 0,003g è accettabile e normale. Se però durante i test notate errori costanti di 0,010g o superiori, quella bilancia non è adatta per pesare 0,2 o 0,3g poiché l’errore peserebbe per il 5% del totale, rendendo la misura poco affidabile.

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torna alla pagina precedente

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torna alla pagina degli accessori

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Le fasi della ricarica delle munizioni metalliche: come procedere

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Le fasi della ricarica Mi riaggancio alla pagina “ sequenza delle operazioni ” di qualche pagina precedente … Riprendo l’immagine già vista:

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E riprendo quanto descritto. Partendo da sinistra: una munizione completa, pronta per essere sparata ↳ camero nella pistole e sparo dopo lo sparo resta un bossolo vuoto con un innesco usato estraggo l’innesco e riporto il bossolo alle dimensioni corrette inserisco un nuovo innesco inserisco la polvere e preparo per inserire la palla inserisco la palla blocco (crimpo) la palla in posizione Ecco che ho ora a disposi…

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a) Ispezionare il materiale. Intanto (e soprattutto) controllate i bossoli che intendete utilizzare; comprese le pulizie preliminari se decidete di pulire preventivamente i bossoli. Do per scontato che i bossoli siano “coerenti” con il calibro che volete ricaricare [ Non ridete, non è così scontato! Ho visto cose ….] Ovviamente dovete preoccuparvi di controllare anche il materiale di ricarica: gli inneschi, le pal…

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b) Preparare, verificare e controllare l’attrezzatura. Indipendentemente da cosa avete deciso di utilizzare, verificate che sia tutto pronto e funzionante, che vi siano gli accessori come le tavolette portacolpi, degli stracci per pulizia, le scatole portacolpi, ecc. E che il banco di lavoro sia in ordine! E diciamo dell’attrezzatura. Come ho scritto, per eseguire ogni operazione potete “fare” in molti modi, anche…

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Iniziamo Prima di tutto inserire lo shell holder nella propria sede sopra il pistoncino della pressa, ruotandolo nella posizione che preferite per agevolare l’introduzione dei bossoli. Qui a sinistra l’inserimento dello shell holder nell’invito sulla sommità del pistone della pressa. Il fondello del bossolo, bloccato dallo shell holder, mantiene il bossolo saldamente ancorato al pistoncino di sollevamento guidando…

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c) ridimensionamento del bossolo. Servirà ridimensionare il bossolo per recuperare le deformazioni dello sparo e perciò essere sicuri di averlo nella dimensione corretta. E ciò indipendentemente dall’uso o meno del factory crimp (sempre con riferimento alla pagina “ dies & shell holder ” ) E per fare ciò abbiamo scritto che è molto semplice e conveniente ricorrere all’aiuto di una pressa. Anche perchè questa opera…

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d) Rimuovere l’innesco spento.

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Per togliere l’innesco usato possiamo procedere con il dies di solo disinnesco generico ( decapping die ), o con il primo die ( resizing e decapping die ), che come descritto integra lo spillo di decapping. Se utilizziamo il primo die, con una unica operazione ci portiamo avanti e … possiamo procedere riprendendo la nostra sequenza di operazioni. Come già scritto, alcuni (anche io!) preferiscono disinnescare il bo…

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e) Innescamento (inserimento primer). Prima di re-inserire la polvere all’interno del bossolo, è … opportuno chiudere il buco sul fondo lasciato dal primer espulso. Ciò significa che dobbiamo inserire un nuovo innesco nella apposita tasca sul fondo del bossolo. Il nuovo innesco è inserito a pressione, con una modesta forzatura; ed è l’elemento chiave che dà il via all’intero processo di sparo (“ go bang ” come dic…

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Abbiamo visto cosa è e come lavora l’innesco ( primer ) nella pagina dedicata . E abbiamo detto essere inserito “a pressone” nella tasca inferiore sul fondello del bossolo. Cosa che ne agevola l’espulsione e un nuovo inserimento. Per inserire un innesco è richiesta una pressione relativamente contenuta, perciò facilmente applicabile anche con attrezzi molto semplici, senza dover ricorrere a leve. Ma l’ideale è ave…

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f) Inserimento polvere. Abbiamo chiuso il buco sul fondo del bossolo (abbiamo messo l’innesco). Possiamo versarci dentro la giusta dose di polvere. Se usiamo i dosatori volumetrici accoppiati al II° die, sarà un’operazione automatica. Con tutto quel che ne comporta la preventiva regolazione del dosatore. Ed anche in questo caso, avendo presentato nelle pagine precedenti i dosatori, ed avendo scritto come ve ne sia…

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g) Svasatura (divaricazione) della parte apicale del colletto. Questa operazione che dovrebbe agevolare il successivo inserimento della palla, viene eseguita su un bossolo che è a misura , cioè è stato ridimensionato, ed ha una dimensione “interna” (diametro interno del colletto del bossolo) che è leggermente inferiore al diametro della palla “nuova”. Questo perchè a munizione finita il colletto dovrebbe stringere…

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h) Inserimento della palla. Adesso iniziamo le operazioni che portano al completamento della munizione, e che sono spesso alla base delle più accese discussioni tra i ricaricatori ! Dopo aver tolto l’innesco usato, dopo aver riformato il bossolo (riportato alla dimensione originale), dopo avergli re-inserito un nuovo innesco, dopo aver allargato il colletto, dopo averlo riempito con la corretta dose di polvere, . …

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i) Crimpatura Come ormai detto molte volte, per inserire la palla abbiamo dovuto divaricare leggermente il colletto del bossolo. Adesso che abbiamo inserito la palla a misura (e dovrebbe essere leggermente forzata), dobbiamo richiudere il bordo (colletto) del bossolo per: riportare la munizione alle dimensioni appropriate, altrimenti con la svasatura eseguita non entrerebbe nella camera di cartuccia e per bloccare…

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Abbiamo anche già anticipato nella pagina dei dies come l’argomento “ crimpatura ” sia al centro della maggior parte delle discussioni al pologono, al bar, alle cene ed in ogni occasione in cui ci si possa divertire a spararle sempre più grosse. Il tema “crimpatura” è nuovamente descritto nella ⟹ pagina III° die ( bullet seater & crimper die ) Ecco che se avete seguito come regolare il III° die, ovviamente avrete …

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j) Riformatura finale (solo in alcuni casi). Abbiamo vosto nella pagina di descrizione della matrice di inserimento e crimpaggio (III° die, seater & crimper ) come sia possibile scindere le operazioni di inserimento da quelle di fissaggio della palla. Detto che trattiamo qui munizioni per armi corte, una qualche forma di crimpaggio è praticamente obbligata; salvo rischiare importanti movimenti del proiettile, che …

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k) Ispezione (ed eventuale stoccaggio). Finito !!! Quasi! E’ importante controllare cosa è uscito da questa sequenza di lavorazioni, quale è il risultato di questo assemblaggio e delle inevitabili imprecazioni che avrete inventato. Il prodotto lo andremo a caricare su un’arma, a volte sparando in sequenza veloce. E se qualcosa non funziona come dovrebbe, nel migliore dei casi abbiamo un inceppamento, una mancata a…

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Finito ? Beh … si. Sembrano molti passaggi ? Può anche essere, ma fortunatamente potete automatizzare molte operazioni utilizzando attrezzatura più sofisticata (e costosa!). E comunque, come abbiamo spiegato, una volta regolata l’attrezzatura poi potete procedere con una certa celerità; sia che operiate con presse semplici (ad es. ricorrendo ai “breech lock” per il cambio rapido dei dies) o che abbiate investito i…

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Passaggi per i calibri per arma lunga (bottleneck) [BOZZA ancora in preparazione] Se vogliamo ricaricare cartucce nei calibri in cui il bossolo ha una forma cosiddetta “a bottiglia” (come la maggior parte dei calibri per fucili), ci sono un paio di passaggi aggiuntivi rispetto a quelli che abbiamo appena visto per i calibri per pistola. La maggior parte dei calibri per fucili utilizza un bossolo a forma di …. una …

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1a matrice: resizing e decapping die per la ricarica delle munizioni

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Regolazione del 1° die (resizing / decapping die) ovvero come rimuovere l’innesco spento e riformare il bossolo Cominciamo dalla prima operazione, o dal primo die, o dalla prima stazione. Dobbiamo espellere l’innesco ormai usato, e già che ci siamo dobbiamo riportare il bossolo a misura . Usiamo un die ricalibratore / decapsulatore ( sizing/decapping ) che svolge due funzioni contemporaneamente: ricalibra il bosso…

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Die per bossoli cilindrici o leggermente conici (praticamente quasi tutti i calibri per arma corta). N.B.: ricorda che in realtà non sono quasi mai “clindrici”, ma leggermente conici, per agevolare l’appoggio delle pareti alla camera di cartuccia. Regolazione: step ➀ ― Inserite lo shell holder nell’alloggiamento nella testa del pistone, e abbassate la leva di caricamento che così solleva il pistone con lo shell ho…

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Video Player https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/12/OK_LEE-die-1-Installing-Full-Length-Sizing-Die-senza-giro-in-piu.mp4

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00:00 00:00 00:42 Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.

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E qui sotto lo stesso video integrale con l’aggiunta dell’ulteriore quarto di giro come consigliato dalla Lee (fonte Lee Precision).

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Video Player https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Lee-DIE1-Installing-Full-Length-Sizing-Die-con-un-quarto-di-giro-in-piu.mp4

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00:00 00:00 00:48 Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.

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Qui invece la regolazione del primo die su una pressa semiprogressiva (fonte Ultimate Reloader). In questo caso il die è montato sulla testa di una pressa RCBS con shell plate mobile inferiore (schema praticamente uguale alle presse Dillon).

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Video Player https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Lee-DIE1-setup-su-RCBS.mp4

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00:00 00:00 01:17 Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.

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Al termine ricontrollate bene il funzionamento con un bossolo inserito: la pressione sul bossolo spingerà in basso lo shell-holder, andando ad aggiungere un po’ di gioco (dipende dal gioco che ha lo shell-holder sulla sede del Vostro pistone di sollevamento). Se il gioco è elevato, probabilmente dovrete ritoccare la registrazione abbassando un altro pochino il die. E’ importante che il die tocchi lo shell holder s…

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Se non ci sono giochi tra shell holder e pistone, o tra piatto (shell plate) e die, io consiglio di procedere come segue: per verificare la misura della regolazione, inserisco un foglio di carta sottile, meglio se carta oleata o patinata (ad es. la base lucida degli adesivi), tra dies e shell-holder, e abbasso tutta la leva per sollevare il pistone con lo shell holder fino a fine corsa. A pistone tutto sollevato, …

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Die per bossoli a forma di bottiglia Per i bossoli cosiddetti “a bottiglia” ( bottleneck ), per la regolazione del I° die si procede come segue: Abbassare la leva di caricamento così da tenere sollevato il pistoncino con lo shell holder inserito (vuoto, senza bossolo) Avvitare a mano il die nel foro della torretta fin tanto che tocca lo shell holder Abbassare il pistoncino risollevando la leva di caricamento Avvit…

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Controllo spillo decapsulatore Lo spillo decapsulatore viene fornito già montato all’interno del primo die; ed è smontabile per due motivi: per la sostituzione nel caso si pieghi o si rompa; caso non raro e che accade quando ad es. il foro sul fondo del bossolo è ostruito, o il foro non è in asse, o il bossolo non è ben allineato, o lo spillo sporge eccessivamente e si incastra sul fondo del bossolo per regolazion…

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Qui sotto un esploso di un die in cui si vede lo spillo ( decap pin ) che è avvitato al termine di un’asta ( decap rod ); l’asta è regolabile agevolmente avvitando/svitando il blocco “ Plug “

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Ora che abbiamo visto come regolare il I° die, possiamo tornare alla pagina precedente ( le fasi della ricarica ) e vediamo come procedere con le fasi successive.

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Come innescare una munizione durante il processo di ricarica

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Inserimento primer Ovvero, come inserire nel bossolo un nuovo innesco pronto all’uso. Prima di inserire la polvere all’interno del bossolo, è … opportuno chiudere il buco sul fondo lasciato dal primer espulso. Ciò significa che dobbiamo inserire un nuovo innesco nella apposita tasca sul fondo del bossolo. Vi sono molti modi per procedere con l’innescamento (bruttissimo termine, ma … difficile evitarlo). Se stai la…

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Innescamento manuale Gli strumenti di inserimento manuale dell’innesco consentono di completare l’operazione senza bisogno di una pressa. E sono anche economici. E presentano anche un altro vantaggio: si riesce a controllare bene la pressione e la profondità dell’innesco. Dopo un centinaio di inserimenti, svilupperete le sensibilità che vi fanno capire subito se i primer sono posizionati correttamente. La maggior …

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Innescatore da banco Pensalo come un innescatore manuale, però fissato al piano di lavoro, e con una leva più favorevole; oltre ad un supporto stabile per shell holder e alimentazione inneschi. Il procedimento per utilizzare questo strumento è praticamente lo stesso di quanto visto prima; invece di schiacciare una levetta, si utilizza una leva con un rapporto molto più favorevole. Questi strumenti in genere sono f…

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Numerosi strumenti di innescamento, come anche quasi tutte le presse di ricarica multistadio o progressive, utilizzano tubi di primer per alimentare in automatico il dispositivo di innesco. Questi tubi sono una eccellente trovata. Quasi tutti hanno un’estremità chiusa da un perno o una coppiglia o una mollettina; e dall’altra presentano una specie di “ugello” di plastica flessibile, che è appena più piccolo di un …

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Innescamento con pressa monostadio Molte presse di ricarica monostazione offrono diversi accessori che consentono di inserire un primer sfruttando il movimento del pistone. Devo dire che nelle presse monostazione non è operazione agevole; in moltissimi casi dovrete inserire il primer in un alloggiamento che …. non è accessibilissimo e spesso il primer cade o (‘stò bast….) “si gira“. Diciamo che il tutto funziona, …

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Per innescare con ottima sensibilità su una pressa monostazione, c’è un buon accessorio, un innescatore della Lee (Ram Prime #90106) che si può montare su tutte le presse mono-stazione di tutti i marchi, e funziona per inneschi Large e Small, e con tutti gli shell holder standard.

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Aggiungo qui di seguito uno spezzone di un vecchio video in cui si vede come viene inserito l’innesco con le presse monostazione della Lee (più o meno tutte le monostazione usano questa modalità di inserimento innesco).

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Video Player https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Innescare_monostazione_Lee.mp4

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00:00 00:00 00:28 Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.

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Innescamento con una pressa progressiva Non perderò molto tempo a spiegare sul “come” inserire gli inneschi utilizzando una pressa progressiva. Intanto se ne avete comperata una, probabilmente lo sapete già; anche perchè data la spesa, penso vi sarete prima documentati. Ma anche perchè le complicazioni delle varie presse progressive impediscono di fatto una sintesi valida per tutti i modelli. Come già visto sopra,…

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Ora che abbiamo visto come operare con l’innesco, possiamo tornare alla pagina precedente ( le fasi della ricarica ) e vediamo come procedere con le fasi successive .

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2a matrice: expanding die per la ricarica delle munizioni

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Regolazione del 2° die ( expanding die ) Ovvero come divaricare la parte apicale del colletto (per predisporre l’inserimento della palla) e inserire la corretta dose di polvere nel bossolo

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Dopo aver chiuso il foro sul fondo del bossolo inserendo un nuovo innesco, è possibile procedere con l’inserimento della polvere. Per agevolare l’inserimento della polvere, e per aiutare il successivo inserimento della palla, conviene usare un apposito die. Questa matrice è il secondo pezzo che viene fornito con i set dedicati ai vari calibri. Nota bene: il secondo die si usa nei calibri da pistola e solamente in …

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La svasatura del colletto del bossolo viene effettuata dal cilindro interno al die, regolabile per gestire l’azione di svsatura, che presenta una specie di cono, di imbuto all’estremità. Questo cilindro generalmente cavo per agevolare l’inserimento della polvere, come scritto lo trovate anche indicato come “ funnel” ; in alcuni casi sono in vendita dei funnel con diversi angoli e rampe di svasatura rispetto agli s…

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Svasare SOLO QUANTO BASTA … Perchè è importante svasare SOLO QUANTO BASTA, e non eccedere ? Perchè l’ottone è un materiale relativamente duttile, e non resistentissimo. Noi con la prima matrice andiamo a ricalibrare il bossolo e perciò restringiamo il colletto alle dimensioni originali. Successivamente andiamo ad allargare il colletto per inserire la palla; questo colletto poi lo dobbiamo ri-restringere per blocca…

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Per la regolazione della matrice di espansione, si inizia da una posizione base; e poi occorre procedere per aggiustamenti successivi, fino a che non trovate l’altezza corretta ed il giusto compromesso tra la palla che usate e l’altezza del bossolo (bossoli che probabilmente non saranno tutti della stessa altezza; una minima differenza è quasi sempre presente). C’è chi ricorre anche ad altri modi, che comunque ric…

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Nel verificare la svasatura ricordate: deve essere appena sufficiente ad introdurre un una palla. Non deve essere eccessiva, perché inutile, perché rovina precocemente il colletto del bossolo che cederà dopo pochissime ricariche. E perchè se allargate troppo la palla potrebbe cadere all’interno del bossolo; oppure potrebbe non restare in posizione nei passaggi successivi, spostandosi facilmente. Perciò: la svasatu…

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E’ vero che è una scocciatura procedere per piccoli passettini, andando ogni volta a mettere il bossolo, provare, musirare, ecc ecc. Però una volta fatto, fissate il die con il suo anello e … non lo toccate più. Ovviamente non procedendo ad una trimmatura preventiva dei bossoli (cosa invece comune nelle ricariche per arma lunga), potrebbero esserci delle differenze di lunghezza tra i vari bossoli, e pertanto potre…

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Video Player https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Expander_monostazione_Lee-0001.mp4

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00:00 00:00 01:14 Usa i tasti freccia su/giù per aumentare o diminuire il volume.

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RIPETIZIONE: l’importanza di una buona svasatura sta nel svasare solo quanto basta per l’inserimento dell’ogiva, per favorire l’inserimento il più possibile concentrico della palla nel bossolo, e tenere la palla bloccata, in posizione, perchè non si sposti durante le successive operazioni. Se la palla non è bene in posizione, quando passo al die di inserimento palla ( III° die ), potrebbe succedere che la palla si…

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Un altro sistema, che trovo abbastanza pratico per accelerare un primo grossolano posizionamento del die di espansione, è il seguente: monto sullo shell holder (o sul piatto / shell plate) un bossolo già ridimensionato, passato al primo die, di misura standard, e (si spera) comparabile con tutti gli altri bossoli da ricaricare alzo il pistone e porto il bossolo in alto fino a fine corsa avvito a mano il die di esp…

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Ripeto quanto detto prima: la svasatura deve essere appena sufficiente ad introdurre una palla concentricamente nel bossolo. In pratica. e con riferimento ad una palla per arma corta, se inserisco la palla sul bossolo appena svasato, il fondo della palla deve entrare “un pochino” nel bossolo, anche solo 1 millimetro, quel tanto che serve perchè la palla resti ferma al suo posto ed in asse con il bossolo. E che non…

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Qui sopra:

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il primo bossolo presenta uno svaso ridotto, insufficiente. La palla non riesce neppure a restare in posizione (quando poi forzo l’inserimento, andrà di certo ad accartocciare il bossolo).

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Nel bossolo di destra invece, lo svaso è eccessivo e la palla è caduta dentro il bossolo; è troppo in profondità, non è possibile bloccarla (crimp) in questa posizione, perchè ammesso che il caricamento proceda correttamente, l’eccessiva pressione che si crea all’interno (la palla è praticamente a contatto con la polvere) potrebbe essere pericolosissima. A questo punto devo estrarre la palla (meglio sempre ricorre…

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la munizione al centro è corretta, con la palla alla giusta altezza, con i bordi del bossolo sporgenti (poi ci sarà la crimpatura che li farà aderire bene)

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Questo a lato è un esempio di un bossolo in cui si è forzato l’inserimento della palla, ma con uno svaso insufficiente; la palla non è riuscita ad entrare perfettamente in asse nel bossolo, si è “impuntata” su un lato del bordo, ed ha arricciato il bossolo. A questo punto si deve disassemblare la cartuccia (con il martello cinetico), recuperate la palla, e … si butta il bossolo.

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Inserimento polvere Nella maggior parte delle matrici (in quasi tutte quelle per arma corta), la sommità del die svasatore presenta un grosso dado filettato che può essere utilizzato come invito per versare la polvere, ma anche può essere rimosso per accoppiare un dosatore semi automatico ( auto drum ). Se state ricaricando in modalità “assolutamente manuale”, significa che: andate a misurare ogni dose che dovete …

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Se state utilizzando una qualche forma di agevolazione (diciamo un qualche semi-automatismo), potete ricorrere ad un dosatore volumetrico che sfrutta le predisposizioni di quasi tutti i die svasatori. In pratica, il cilindro conico ( funnel ) che svasa il bossolo e che è cavo (ha un foro passante), sulla sua sommità può accoppiarsi con un dosatore di polvere a cilindretti, a cassettino, a cono sagomato, eccetera. …

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Qui a lato un dosatore volumetrico a cassettino (tipico dei kit della Dillon). Si noti sulla destra il cassettino con lo spazio (regolabile con la vite visibile in testa) per la dose di polvere. Ad ogni ciclo della leva, il cassettino scorre riempendosi di un dato volume di polvere, che poi rilascia nel die sottostante (e da cui cade nel bossolo). Questo kit deve essere montato su un die Dillon che comprende la bo…

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Qui a lato invece un dosatore della Lee, in cui è presente un tubetto che ruotando si carica e rilascia la polvere. La regolazione avviene avvitando o svitando un tappo filettato sul fondo del tubetto. Questo dosatore può essere utilizzato su quasi tutte le presse (non richiede collegamenti o altri accessori). Ne esiste anche una versione “da tavolo”, utile per i caricamenti manuali.

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IMPORTANTE: come già detto nelle pagine dedicate alle polveri, ogni polvere ha un dato rapporto peso/volume . Perciò ad esempio (solo come esempio!) un dato volume della polvere N340 avrà un peso di 7,5 grani; ma lo stesso volume di una polvere diversa (ad esempio la polvere N150) avrà un peso completamente diverso. Ad ogni cambio di polvere, dovete assolutamente ri-regolare il dosatore , aiutandovi con la bilanci…

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IMPORTANTE 2: soprattutto per piccole dosi (ad es. nei piccoli calibri) è importante utilizzare delle polveri “più indicate” all’ottimale riempimento; ovvero polveri con grana più “fine” e dalla superiore scorrevolezza. Ed è opportuno provvedere ad una verifica del peso a campione ogni “tot” pesate. O meglio, i primi 5-10 colpi io li peserei tutti, per essere sicuro della corretta regolazione della dose (piccole v…

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IMPORTANTE 3: un decimo di grano equivale a poco più di 6 millesimi di grammo! Se avete piccole variazioni di +/- un decimo di grano tra le pesate, … è normale. Non andrei a regolare il dosatore continuamente. Come verificate il peso di 6 millesimi di grammo? O state usando una VERA bilancia elettronica di precisione, in grado di garantire la pesata sui millesimi di grammo, perciò un apparato che costa da … un mig…

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IMPORTANTISSIMO: ATTENZIONE: Prima di inserire il proiettile, accertatevi SEMPRE che in ogni bossolo sia presente la corretta DOSE di polvere! Questo è necessario per scongiurare la creazione di pericolose ricariche prive di polvere o con doppia dose di polvere! TENETE A MENTE che spesso i maggiori pericoli provengono non dalla doppia dose, ma dalla scarsa o nulla dose. Infatti può essere che una doppia dose possa…

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3a matrice: seating e crimp die per la ricarica delle munizioni

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Regolazione del 3° die ( seating/crimping die ) Ovvero come affondare il proiettile alla giusta altezza e bloccarlo in posizione (crimp) Qui descrivo le operazioni che portano al completamento della munizione, e che sono spesso alla base delle più accese discussioni tra i ricaricatori ! Dopo aver tolto l’innesco usato, dopo aver riformato il bossolo (riportato alla dimensione originale), dopo avergli re-inserito u…

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La palla la poggiamo a mano sul bordo del bossolo; oppure, se abbiamo uno dei molti accessori semiautomatici collegati alle presse progressive, la palla potrà essere appoggiata automaticamente da qualche dispenser. La svasatura è stata regolata in modo tale che la palla entra appena nel bossolo, e resta ferma in asse e in posizione per poter essere inserita e bloccata. Perciò noi andiamo ad inserire il complesso b…

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Tra i “ricaricatori” può capitare di sentire pareri mooolto discordanti sul “misterioso factory crimp die”. Il fatto è che spesso questo specifico die non è incluso nei set “base” (composti da 3 dies) commercializzati dalle principali aziende produttrici di attrezzature per la ricarica; ed in genere va acquistato a parte. Salvo appunto acquistare il kit completo con già il quarto die, come ad es. disponibile da Le…

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qui sopra le due versioni dei kit dies Lee per calibri per arma corta Questo fa sì che spesso questo 4° die venga considerato un accessorio superfluo, dedicato ai “precisini” della ricarica, e che in effetti non è importante. In realtà, secondo molti (ed anche secondo Ruggero Pettinelli, autore dell’articolo) la sua utilità è notevole e, a seconda del calibro e dell’arma, può rivelarsi fondamentale per una elevata…

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Spero che per quanto scritto qui sopra, e le spiegazioni che seguono, siano abbastanza chiare e semplici in modo che possiate decidere autonomamente come procedere, e come operare in base ai calibri ed ai materiali che avete a disposizione. Terzo die ( seater die & crimping die ) Il terzo die per i calibri da pistola serve ad inserire la palla nel bossolo e, se lo si desidera, ad effettuare un’azione di crimpaggio…

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In pratica il bossolo (che ha la palla appoggiata nell’imboccatura) viene spinto nella matrice; la palla inizia ad affondare nel bossolo spinta dallo spingipalla; e a fine corsa, solamente per gli ultimissimi decimi di millimetro, entrerà in azione anche il bordo di crimpatura che va a deformare il colletto stringendolo alla palla. La palla andrà inserita (affondata) ad una data profondità; e tale profondità dovrà…

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Caso 1 : regoliamo lo seater & crimp die per inserire e anche per crimpare.

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Supponiamo di voler procedere utilizzando il nostro kit di 3 dies; e di voler usare il terzo die per gestire sia l’affondo della palla che la crimpatura del bossolo. Più oltre verso la fine della pagina esamineremo il caso in cui operiamo solo per inserire la palla, senza preoccuparci di crimpare.

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Il metodo più rapido per arrivare ad una prima regolazione di massima della matrice, è come segue:

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iniziamo senza alcun die nella testa della pressa

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prendiamo un bossolo riformato, passato al primo die, ma senza palla, e inseriamolo nello shell holder ( o nello shell plate se usate una multistazione )

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spingiamo il pistone tutto in alto alzando al massimo lo shell holder con il bossolo, fino a fine corsa

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inseriamo il seater & crimp die nella testa della pressa ed iniziamo ad avvitarlo “a mano”

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quando il die si appoggia al bossolo, non sarà più possibile avvitarlo ulteriormente a mano. Significa che il bordo di crimpatura è arrivato ad appoggiarsi al colletto

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a questo punto controllate che la matrice sia ben avvitato (senza forzare eccessivamente, solo “a mano”) e bloccatela provvisoriamente in questa posizione, stringendo a mano il controdado. Eventualmente segnatevi un riferimento, un segno sulla matrice per poi calcoare la ev. rotazione

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ora svitiamo abbondantemente la vite superiore dello spingipalla, per evitare interferenze, fino quasi a sfilare lo spingipalla

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abbassiamo il pistone e sfiliamo il nostro bossolo che prima abbiamo inserito

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inseriamo una palla nel bossolo; se abbiamo regolato bene la svasatura con il secondo die, la palla dovrebbe incastrarsi appena appena, restando in posizione senza spostarsi

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riportiamo bossolo e palla in alto fino ad inserirli nel die, fino a fine corsa

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avvitiamo la regolazione dello spingipalla finchè non si blocca, perchè sarà arrivato ad appoggiarsi al proiettile

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a questo punto abbassiamo il pistone/bossolo e avvitiamo lo spingi palla per un paio di giri (iniziamo con un paio di giri, che dovrebbero corrispondere a ca. 2 o 3 millimiteri)

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rimandiamo su il pistone/bossolo/palla fino a fine corsa

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e quindi estraiamo nuovamente la munizione ri-abbassando il pistone

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prendiamo la munizione e verifichiamo la lunghezza totale (OAL)

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se la palla deve essere inserita ulteriormente, procediamo avvitando mezzo giro (o anche un solo quarto di giro), e riprendiamo dal punto 13.

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Procediamo per passettini successivi fino ad arrivare alla misura finale prevista per la specifica combinazione di calibro/palla. Chiaramente quando ci avviciniamo alla misura finale, meglio procedere per piccolissime regolazioni (un quarto di giro alla volta).

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Una volta trovata la combinazione desiderata, blocchiamo definitivamente il die con il suo controdato o con la ghiera. Per la misura esatta si ricorre sempre ad un calibro (basta un semplicissimo calibro al decimo di mm).

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A questo punto abbiamo una munizione finita, della corretta lunghezza, ma NON crimpata. Per forzare una crimpatura, dobbiamo abbassare tutta la matrice; perchè il bordo di crimpaggio è solidale al corpo della matrice stessa. Dato che, come scritto sopra, nell’avvitare la matrice mi sono fermato quando sono arrivato a contatto con il bossolo, ecco che nel momento in cui voglio usare il die anche per crimpare, dovrò…

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Prima di proseguire con gli altri casi, riprendo quanto già scritto sui diversi tipi di crimpatura (vedi la pagina di presentazione dei dies ). Roll crimp e taper crimp Alcuni dies per calibro da arma corta eseguono una crimpatura di tipo ROLL CRIMP, adatta cioè (nella maggior parte dei casi) per le munizioni da revolver; sono munizioni che per posizionarsi in camera (sul tamburo) usano il fondello del bossolo, va…

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Riporto qui lo schema (già visto) ad esempio dei due tipi di crimpatura. Se volete applicare una crimpatura del bordo di tipo “taper” anche per calibri da revolver, dovete utilizzare un ulteriore die specifico. Spesso disponibile, ma non per tutti i calibri. Per un utilizzo molto amatoriale (come nel mio caso), mi sono sempre rivolto ai prodotti della Lee; che alla data odierna (2024) ha a listino dei “ taper crim…

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Ripeto: le crimpature vanno valutate in base alla munizione e al tipo di arma cui sono destinate. Datro che quasi tutte le cartucce per i revolver sono in genere crimpate in modo “roll crimp” (controllate ad es. anche le cartucce commerciali), questa crimpatura è regolabile con il terzo die; ed è possibile usare una crimpatura “pesante” fino al limite della deformazione del bossolo (ma … fermatevi prima!), fino le…

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Se oltre alla crimpatura il die esegue anche una “ricalibrazione” (perciò con il famigerato IV° die, factory crimp ), per quanto pesante sia stato il lavoro di ricarica questo ulteriore passaggio con il facory crimp dovrebbe riportare le dimensioni e la forma complessiva della munizione alla cameratura standard. IMPORTANTE: controllate bene con un calibro il valore della massima lunghezza della cartuccia (OAL: ove…

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Caso 2 : regoliamo il terzo die solo per inserire la palla. Ovvero, regoliamo la terza matrice solo per l’inserimento della palla. Per l’eventuale crimpatura utilizzeremo un altra matrice. Premetto che vi sono diversi marchi che propongono questa IIIª matrice con le sole regolazioni per l’inserimento, senza alcun bordo di crimpatura. Di fatto obbligando ad un successivo passaggio di blocco palla con altro attrezzo…

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4a matrice: factory crimp die per la ricarica delle munizioni

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Regolazione 4° die ( factory crimp die ) Ovvero come lavorare sul bloccaggio della palla ( crimpatura ) ed eventualmente ricontrollare la dimensione finale Iniziamo a descrivere le operazioni che portano al completamento della munizione (dai che ci siamo!). In pratica, con l’inserimento e con il crimpaggio della palla, come visto al punto precedente, la munizione è finita e pronta per il controllo finale. Nel caso…

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Qui a sinistra, in sezione, è evidenziato l’anello al carburo per la ricalibrazione, alla bocca della matrice. E vediamo come l’anello di crimpaggio in questo caso può essere regolato con la vite superiore (in pratica il pomello superiore abbassa il cono che forza il restringimento del bossolo). Ovvero, primo grande vantaggio , non dobbiamo regolare (alzare o abbassare) tutta la matrice per variare il grado di “cr…

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Iniziamo posizionando una munizione nello shello holder, e la solleviamo inserendola nel die (accertatevi che la vite di regolazione crimp sia quasi del tutto svitata). Quindi avvitiamo la vite di regolazione della crimpatura fino a che non la si sente venire a contatto con la bocca del bossolo. Sfiliamo la cartuccia alzando il braccio della pressa, e quindi andiamo a regolare la crimpatura avvitando la vite di re…

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Alcuni die specifici per la crimpatura sono composti da 4 o più elementi che si stringono attorno al colletto del bossolo; in pratica quando con la pressa premo la munizione nel die, c’è un un profilo leggermente conico che forza la chiusura dei 4 elementi stringendo il colletto. Ad esempio sono di questo tipo alcuni taper crimp della Lee, usati soprattutto per i calibri più grossi come il .45, .454, .455, ma anch…

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IV° DIE (note dal sito LEE) Sebbene la matrice di inserimento palla fornita con il set di matrici applichi anche una crimpatura al bossolo ( seating & crimp die ), l’utilizzo della matrice di crimpatura ( factory crimp ) offre alcuni grandi vantaggi. Uno di questi è che i bossoli vengono ricalibrati tramite l’anello di ridimensionamento in carburo, alla base della matrice. Questo è simile all’anello di dimensionam…

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Approfondimenti sulla ricarica delle munizioni e accorgimenti

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Conclusioni e qualche approfondimento .

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Qui l’elenco dei contenuti di questa pagina … Come i vari componenti influiscono sulla ricarica Quanto crimpare ? Il “ plunk test “ in costruzione in costruzione Un grazie alle sintesi promosse da “ Armi e Tiro “ Ed un grazie ai video di Armi e Tiro (Vi invito a iscrivervi al loro canale YouTube , è anche questo un modo per sostenere l’informazione di qualità per le nostre passioni)

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Come i vari elementi (polvere, palla, canna, ecc.) influiscono sulla ricarica Supponiamo di trattare sempre il medesimo calibro. E di fare riferimento ad una dose di una specifica polvere, come indicata nelle tabelle del produttore. E sperando che vi siano anche le indicazioni su che profilo di palla e su che innesco e su che canna questa dose è stata sperimentata. Ad esempio facendo riferimento alle tabelle Vihta…

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Quanto crimpare?

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Un mini riassunto di … “quanto crimpare una munizione per pistola”. Sempre nel caso di ricarica domestica amtoriale, senza pretese.Come scritto in altre pagine, il livello di serraggio della palla, di crimp , è influenzato da vari fattori: calibro, peso palla, tipo palla, tipo e progressività polvere, stato del bossolo, ecc. E proprio perchè “vario” e senza una regola valida sempre, la crimpatura è un passaggio cr…

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Per le munizioni da pistola (ad eccezione di alcuni calibri magnum), si utilizza quasi sempre un tipo specifico di crimpatura chiamato Taper Crimp (crimpatura leggermente conica, in appoggio, come abbiamo visto nelle pagine dedicate). Il cosiddetto taper crimp non “piega” la bocca del bossolo sulla palla, ma la “stringe” conicamente, rimuovendo la leggera svasatura (o campana) creata in precedenza per inserire la …

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Nel calibro .357 Magnum o nel .44 Magnum (calibri cilindrici per revoler, e particolarmente energici), si ricorre ad un crimp di tipo “Roll” (Arrotondato), che proprio ripiega il bordo del bossolo nella scanalatura della palla ( cannelure ) per resistere al forte rinculo. E se non è presente una scanalatura, comunque il bordo viene risvoltato e pressato nella palla (che in genere è di piombo) per bloccarla saldame…

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Quanto influisce la palla ? (peso e tipo) Iniziamo con il considerare i calibri per semiautomatica. Se usiamo una palla rivestita (FMJ, placcata, ramata) la ritenzione è quasi interamente affidata alla tensione del colletto del bossolo (tensione creata dal ridimensionamento del colletto, grazie al I° die di ricalibratura). Perciò è fondamentale un bossolo in buone condizioni e non troppo stressato, altrimenti il c…

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E la polvere ? In genere la pressione iniziale generata dalla polvere è un fattore molto importante che determinerà la completa combustione e la precisione. Una crimpatura insufficiente può portare a pressioni leggermente più basse e a una combustione meno efficiente. Ciò perchè la palla sarà “libera” di muoversi prima, subito come inizia la combustione, facendo diminuire velocemente la pressione iniziale. D’altro…

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Incide anche il bossolo? Si! Nei bossoli usati molte volte, l’ottone si “stanca” e si indurisce. Perciò perde le (già deboli) caratteristiche elastiche. Bossoli molto usati potrebbero non offrire la stessa tensione uniforme di quelli nuovi o appena ricotti (si usa la ricottura per rigenerare – in parte – le caratteristiche elastiche dell’ottone). Una scarsa elasticità o eccessiva rigidità rende l’operazione di cri…

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Problema principale: l’ eccesso di crimpatura (Taper Crimp). Per la maggior parte delle munizioni per semiautomatiche, l’errore più comune è crimpare troppo. Ciò provoca: Indebolimento dell’ottone: un crimp eccessivo comprime l’ottone in modo innaturale, riducendo la vita del bossolo, diminuendo le caratteristiche elastiche, e potenzialmente causando rotture. Perdita di tensione: contrariamente a quanto si pensa, …

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La regola d’oro: usa il Taper Crimp solo per: Rimuovere la svasatura. Assicurare che il diametro esterno della bocca del bossolo sia conforme per la cameratura. Fornire un leggero supporto alla ritenzione della palla, che deve essere primariamente garantita dalla corretta tensione del colletto (ottenuta tramite la ricalibratura con il I° die). In sintesi: crimpa il minimo indispensabile per far funzionare la cartu…

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Per informazioni su questo “ plunk test “, vedi oltre in questa pagina. Soffermiamoci un attimo anche nei calibri per revolver. Ad es. il .357 Magnum è un calibro energico, e che richiede un Roll Crimp (arrotondato, risvoltato ) altrettanto energico. Il .357Magnum utilizza bossoli con orlo ( rimmed ) e pertanto la munizione si appoggia in battuta (headspace) con il fondello. Non è costretta ad appoggiarsi al bordo…

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Quanto crimpare con questi calibri per revolver? Si crimpa in modo che il bordo del bossolo sia visibilmente piegato ad arco nella cannelure della palla.

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Ovvio che questo crimpaggio deve avvenire dopo che la palla è stata correttamente posizionata e la cartuccia è alla lunghezza totale (OAL) corretta, in modo che la bocca del bossolo sia allineata con la gola, con la cannelure . E’ importante regolare “più che bene” il III° die che inserisce la palla e crimpa la munizione. Ricordate anche quanto scritto prima: poiché il Roll Crimp dipende dalla lunghezza del bossol…

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Plunk test

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Ulteriore approfondimento e …. TRANQUILLIZZIAMO !!

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Intanto diciamo che una volta che avete ben regolato le vostre attrezzature, ed avete verificato che le munizioni sono “perfette” (o quasi), non è che eseguiamo una misurazione del colletto o un plunk test ogni volta che ricarichiamo ogni colpo.

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Se non avete toccato nulla, tutto dovrebbe restare ben regolato; i dies non dovrebbero “ muoversi “. Ma prima di descrivere meglio questo test, è opportuno capire bene come funzionano quasi tutte le munizioni per pistola semiautomatica, affinchè possiate sfruttare “bene” questo passaggio. Diciamo che se capite il perchè succedono certe situazioni , poi avrete le basi per pensare ad una vostra soluzione. Calibri co…

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In pratica il bossolo dovrebbe entrare nella camera di cartuccia ed andare “fino in fondo” andando a fermarsi quando il bordo del bossolo (il bordo del colletto) appoggia sulla fine della camera di cartuccia, che è appositamente lavorata. In realtà una parte di aiuto nell’appoggio la fornisce anche la conicità della camera, ma questo appoggio è molto influenzato dalle tolleranze delle varie camere. Capite che se i…

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Se il colletto è troppo stretto (crimp eccessivo) la munizione potrebbe non andare in battuta e affondare troppo; o meglio, a questo punto solo l’unghia dell’estrattore lo trattiene in posizione; che però … non è nata per questo lavoro. Quando il percussore colpisce l’innesco, se il bossolo si muove o è troppo affondato, potrei avere una mancata accensione. E poi potrei anche avere problemi ad espellere il colpo p…

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Come essere “abbastanza” sicuri che la munizione assemblata funzioni correttamente con la nostra arma ? E senza dover confrontare tabelle e misure e camere di cartuccia …

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Soluzione relativamente semplice, e non molto costosa:

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In commercio ci sono molti cosiddetti “ tamponi ” di prova per i vari calibri.

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Potete acquistare uno di questi tamponi che dovrebbero riprodurre la camera di cartuccia di un dato calibro, esattamente come previsto dalle specifiche. N.B.: ovvio che non è detto che la vostra arma rispetti le specifiche al centesimo.

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Perchè ad esempio se è un’arma raffinata, da tiro, probabilmente la camera sarà un po’ stretta, senza margini, con tolleranze ridottissime.

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Se invece è un’arma adatta ad un utilizzo intensivo, o di derviazone militare, ecco che avrà una camera un po’ abbondante, che consentirà di camerare quasi tutti i tipi di munizione.

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Soluzione “sicura” per la vostra arma (semiautomatica) e a costo zero : il c.d. “ plunk test “. Come funziona? Dovete smontare la canna della vostra pistola, per averla a disposizione sul banco di lavoro. Tenete la canna rivolta verso il basso, e fate cadere nella camera di cartuccia una munizione appena assemblata. La munizione deve cadere senza intoppi e arrestarsi in fondo con un sonoro “PLUNK”. Una sorta di at…

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E ovviamente se rovescio la canna, la munizione deve uscire, cadere liberamente senza esitazioni, senza che debba “ tirarla fuori “.

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E questo test è “sicuro” in quanto lo state eseguendo sulla camera della vostra arma, indipendentemente dalle tolleranze rispetto alle misure standard. Troverete in rete migliaia di video “ plunk test “.

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Oltre al classico rumore, allo sciocco sonoro tipico, immediatamente avete anche visione della correttezza delle quote. La munizione deve arrestarsi in linea con il bordo della canna che si appoggia alla faccia sul carrello. Se la munizione non scende del tutto, o se quando provo ad estrarla non cade liberamente ma devo “tirarla fuori” con forza, significa che la crimpatura non è corretta (troppo scarsa, occorre c…

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in costruzione

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