Titolo della pagina
REGOLAZIONI · R2
Inserire il nuovo innesco
Testo completo per la costruzione della pagina web · immagini e collegamenti indicati come segnaposto
L’innesco è piccolo, ma il suo alloggiamento non è una fase minore. Deve essere del tipo previsto, entrare diritto e fermarsi nella sede in modo uniforme. Un innesco alto può interferire con il funzionamento; uno schiacciato o inserito di traverso segnala che qualcosa non ha seguito il percorso corretto.
Prima di riempire il sistema
Confronta la confezione con la scheda del lotto: tipo, misura e modello devono coincidere con i dati verificati. Sul banco tieni una sola confezione pertinente. Indossa la protezione prevista e rispetta quantità, orientamento e modalità di caricamento indicate dal produttore dell’innescatore.
Controlla le sedi dei bossoli. Sporco, residui, deformazioni o una sede insolitamente lasca o stretta non si correggono aumentando la forza. Se un bossolo si comporta diversamente dagli altri, isolalo.
Pressa, utensile manuale o sistema progressivo
L’innesco può essere inserito sulla pressa, con un utensile manuale o in una stazione progressiva. Il principio resta lo stesso: il componente viene presentato in asse e spinto nella sede con un movimento controllato. Cambiano sensibilità, alimentazione e punti nei quali si può verificare un inceppamento.
Un utensile manuale offre spesso una buona percezione del fondo corsa; il sistema sulla pressa integra il gesto nel ciclo; la progressiva aumenta la produttività ma richiede di sorvegliare tubo, slitta, punzone e residui. Nessun sistema è immune dagli errori.
IMMAGINE 1 — INSERITA Provenienza: Pagina web originaria 14 · file Ricarica_Dimensioni-primer-saami-1-3.png · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Dimensioni-primer-saami-1-3.png Provenienza: Pagina web originaria 12 · file Ricarica_PRIMER_05.png · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_PRIMER_05.png Didascalia proposta: Quota di inserimento dell’innesco e dettaglio della sede durante l’operazione. ALT proposto: Schema dimensionale dell’innesco correttamente seduto e dettaglio del punzone. Nota per il sito: verifica della licenza rinviata, come concordato. |
Imparare la sensazione corretta
Porta il primo innesco nella sede lentamente. Dovresti percepire una resistenza progressiva e poi l’arresto. Non cercare un “colpo” finale violento. Nei primi pezzi fermati e controlla il fondello dopo ogni inserimento; solo quando il comportamento è costante puoi trovare un ritmo.
L’innesco correttamente seduto si trova nella posizione indicata dal produttore, normalmente appena sotto il piano del fondello. Controllalo visivamente e al tatto con cautela. La profondità non va giudicata soltanto confrontando un pezzo: osserva più campioni del lotto.
BOX SICUREZZA — Non forzare |
Un componente sensibile non si persuade con più leva. Se l’innesco non entra diritto o richiede uno sforzo insolito, interrompi, allontana il viso e segui la procedura sicura prevista per scaricare o liberare il sistema.
Quando qualcosa non va
Un innesco alto può dipendere da corsa incompleta, sporco nella sede o regolazione del punzone. Un innesco capovolto suggerisce un problema di orientamento o alimentazione. Un bordo schiacciato indica spesso disallineamento. Una resistenza quasi assente può rivelare una sede usurata o non conforme.
Non tentare di rimettere nel ciclo un bossolo con innesco difettoso come se nulla fosse. Isolalo e applica una procedura riconosciuta, tenendo conto che il componente è attivo. Non improvvisare la rimozione.
Controllo a fine fase
Disponi i bossoli innescati nel loading block e osserva insieme tutti i fondelli. Il confronto rende evidente un innesco sporgente o con orientamento diverso. Conta i pezzi e mantienili separati sia dai bossoli vuoti sia dalle cartucce complete.
BOX CHECKLIST |
- innesco corrispondente alla scheda;
- sede pulita e bossolo identificato;
- componente presentato diritto;
- inserimento progressivo senza sforzi anomali;
- posizione uniforme e non sporgente;
- ogni anomalia isolata e registrata.
LINK E NAVIGAZIONE |
Precedente: R1 — Primo die. Successiva: R3 — Secondo die e svasatura. Richiami: C2 — Inneschi; A7 — Innescatori; K2 — Controlli intermedi.
Dettagli, esempi e osservazioni recuperati dal corpus originario
Questa parte conserva i passaggi più specifici, gli esempi e le osservazioni pratiche che nella prima riorganizzazione rischiavano di risultare troppo compressi. Le indicazioni quantitative, commerciali o riferite a un modello preciso devono essere confrontate con il manuale aggiornato del produttore prima della pubblicazione e prima di qualunque uso operativo.
Dalla pagina originaria 04
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Generalmente questo spazio dovrebbe essere compreso tra 0,05 e 0,15 mm ca. Cioè l’innesco andrebbe “spinto” nel fondello del bossolo, fino a che la sua faccia posteriore affonda di ca. 0,1mm rispetto al fondo del bossolo. Chiaramente un eccessivo “affondo” dell’innesco nel bossolo potrebbe far si che il percussore “arrivi appena” a percuotere l’innesco, con potenziali mancate accensioni. Per altro una eventuale sporgenza (cioè se il fondo dell’innesco “sporge” dal fondo del bossolo) è pericolosissima perchè l’innesco potrebbe essere “acceso” sbattendo alla chiusura del carrello (semiautomatiche); o potrebbe impedire una corretta rotazione del tamburo (revolver); e perchè il percussore potrebbe affondare troppo nell’innesco con potenziale foratura (e conseguente potenziale sfogo di parte della pressione). Per minimizzare i rischi connessi all’errato maneggio degli inneschi (cosa molto pericolosa), è necessario rispettare rigorosamente le seguenti regole di sicurezza: evitate di estrarre (decapsulare) inneschi non bruciati, non sparati, erroneamente inseriti in un bossolo. Dovreste sempre prima spararli e poi estrarli. In rete troverete molti suggerimenti su come espellere inneschi inesplosi; ma … evitate questa operazione. L’innesco comunque non sarà riutilizzabile, e rischiate danni a cose e alla Vostra persona. E per risparmiare qualche centesimo di € ? Ricordate che un innesco ha una carica da non sottovalutare. Esistono ad es. ricariche da allenamento che sfruttano il solo innesco come propellente. non usare mai inneschi di origine ignota non scambiare mai inneschi magnum con inneschi ordinari e viceversa tenere sempre gli inneschi nel loro contenitore fino a quando non li utilizzate non tentare mai di inserire forzatamente gli inneschi nella propria sede. Se sentite una resistenza eccessiva, fermatevi immediatamente e cercate di scoprirne le ragioni tenere sempre gli inneschi in un luogo fresco ed asciutto, evitando sempre le alte temperature non ammassare mai gli inneschi in grosse quantità o stoccare elevate quantità di inneschi nello stesso posto (e comunque mai in volumi piccoli e sigillati come ad esempio piccole casseforti) non tenere mai gli inneschi in prossimità della polvere non toccare mai gli inneschi con la mani contaminate da qualsiasi lubrificante (liquido o solido che sia) Ricordate: gli inneschi sono i prodotti cui prestare maggiori attenzioni. In effetti sono gli unici elementi usati nella ricarica che contengono sostanza effettivamente detonate in ogni condizione. E sono sempre attivi, detonano se colpiti con forza, o se scaldati oltre i 150°. E non basta bagnarli per renderli inoffensivi (come qualcuno afferma): la pasta interna, nella maggior parte di essi, è protetta con speciali vernici impermeabili.
Dalla pagina originaria 14
Come innescare una munizione durante il processo di ricarica
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Inserimento primer Ovvero, come inserire nel bossolo un nuovo innesco pronto all’uso. Prima di inserire la polvere all’interno del bossolo, è … opportuno chiudere il buco sul fondo lasciato dal primer espulso. Ciò significa che dobbiamo inserire un nuovo innesco nella apposita tasca sul fondo del bossolo. Vi sono molti modi per procedere con l’innescamento (bruttissimo termine, ma … difficile evitarlo). Se stai lavorando con una pressa, … ogni pressa ha in genere una soluzione per l’innesco; soluzione più o meno integrata nelle basi, o nel pistone, o in qualche altro modo. Impossibile qui presentarli tutti! Altrimenti si può usare un innescatore manuale, o un innescatore da banco. Qui mi limito a presentare gli innescatori manuali, e poi capito il funzionamento, in base alla pressa che avete scelto troverete il “ come fare ” più indicato per i vostri attrezzi. ATTENZIONE: l’innesco NON deve sporgere dal fondo del bossolo. Anzi, deve essere affondato per ca. 0,15 mm rispetto al fondello del bossolo ! Nell’immagine qui sotto, rispetto alla quota “ Face of case head ” l’innesco deve essere ca. 0,15mm più “sotto”, ovvero andrà leggermente forzato e premuto nella tasca sul fondello.
Innescamento manuale Gli strumenti di inserimento manuale dell’innesco consentono di completare l’operazione senza bisogno di una pressa. E sono anche economici. E presentano anche un altro vantaggio: si riesce a controllare bene la pressione e la profondità dell’innesco. Dopo un centinaio di inserimenti, svilupperete le sensibilità che vi fanno capire subito se i primer sono posizionati correttamente. La maggior parte degli innescatori manuali ha un vassoio abbastanza grande da contenere un centinaio di primer. Tenendo la confezione aperta di primer, si capovolge il vassoio e lo si appoggia sopra la scatola dei primer, quindi si ricapovolgi il tutto. Diciamo che così dovreste avere tutti i primer “caduti” nel piatto, nel vassoio, e non sparsi per il tavolo o per il pavimento …. Se avete fatto tutto correttamente, ora avete 100 nuovi primer nel vassoio. Vassoio che è increspato, rigato, per aiutare ad “agitare” gli inneschi. Perchè agitando delicatamente il vassoio (bastano leggere scosse…), i primer rotolano e … tendono a posizionarsi tutti rivolti verso l’alto; perchè il fondo della coppetta è più pesante. E quindi, quando sono tutti rivolti “dalla stessa parte” (lato aperto verso l’alto) potete mettere il coperchio del vassoio e iniziare ad utilizzarli nel processo di innesco, senza doverli controllare uno a uno. Una volta posizionato lo shell holder corretto nell’innescatore, aggiungete il bossolo sullo shell holder, e stringete la leva per inserire l’innesco in posizione. Con un po’ di pratica imparerete rapidamente come azionare il marchingegno anche per avere sempre la corretta alimentazione degli inneschi. Consiglio: evitate sempre di rivolgere la bocca del bossolo verso la faccia; se per una serie di misteriose coincidenze (non si mai, ma la sicurezza non è mai abbastanza!) l’innesco si accende, almeno non è nella direzione del viso. Anche se di piccole dimensioni, ma … può essere pericoloso!
Innescatore da banco Pensalo come un innescatore manuale, però fissato al piano di lavoro, e con una leva più favorevole; oltre ad un supporto stabile per shell holder e alimentazione inneschi. Il procedimento per utilizzare questo strumento è praticamente lo stesso di quanto visto prima; invece di schiacciare una levetta, si utilizza una leva con un rapporto molto più favorevole. Questi strumenti in genere sono forniti con dei tubi in cui inserire i primer; anzichè i piattelli, i primer sono caricati su tubi di due dimensioni (inneschi small e/o inneschi large) che agevolano la regolare alimentazione dei primer.
Numerosi strumenti di innescamento, come anche quasi tutte le presse di ricarica multistadio o progressive, utilizzano tubi di primer per alimentare in automatico il dispositivo di innesco. Questi tubi sono una eccellente trovata. Quasi tutti hanno un’estremità chiusa da un perno o una coppiglia o una mollettina; e dall’altra presentano una specie di “ugello” di plastica flessibile, che è appena più piccolo di un primer. In questo modo agevolano e velocizzano l’inserimento dei primer nel tubo. Una volta disposti i primer nel piattello, agitati e perciò tutti rivolti nella stessa direzione basta catturare il primer spingendolo nell’ugello di plastica, finchè il tubo è pieno. La punta in plastica ne impedirà la caduta; la clip sull’altra estremità manterrà il tubo chiuso finchè non decido di inserirlo nella pressa o nell’innescatore. Ricordate sempre che i primer sono di due dimensioni (small e large) e pertanto anche i tubi sono di due diametri.
Innescamento con pressa monostadio Molte presse di ricarica monostazione offrono diversi accessori che consentono di inserire un primer sfruttando il movimento del pistone. Devo dire che nelle presse monostazione non è operazione agevole; in moltissimi casi dovrete inserire il primer in un alloggiamento che …. non è accessibilissimo e spesso il primer cade o (‘stò bast….) “si gira“. Diciamo che il tutto funziona, ma meglio prestare un po’ di attenzione. Se per la specifica pressa c’è un kit per collegare un tubo di primer che faciliti l’alimentazione semiautomatica dei primer stessi, … ecco, allora procuratevelo assolutamente. Come visto prima, è sempre necessario passare per il vassoio per orientare i primer “verso l’alto” e quindi inserirli nel tubo. Nella foto qui a lato si vede il supporto per l’inserimento del primer che è montato sul pistone e sporge dallo shell holder.
Per innescare con ottima sensibilità su una pressa monostazione, c’è un buon accessorio, un innescatore della Lee (Ram Prime #90106) che si può montare su tutte le presse mono-stazione di tutti i marchi, e funziona per inneschi Large e Small, e con tutti gli shell holder standard.
Aggiungo qui di seguito uno spezzone di un vecchio video in cui si vede come viene inserito l’innesco con le presse monostazione della Lee (più o meno tutte le monostazione usano questa modalità di inserimento innesco).
VIDEO O LINK DA RECUPERARE — https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Innescare_monostazione_Lee.mp4 |
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Innescamento con una pressa progressiva Non perderò molto tempo a spiegare sul “come” inserire gli inneschi utilizzando una pressa progressiva. Intanto se ne avete comperata una, probabilmente lo sapete già; anche perchè data la spesa, penso vi sarete prima documentati. Ma anche perchè le complicazioni delle varie presse progressive impediscono di fatto una sintesi valida per tutti i modelli. Come già visto sopra, bisognerà sempre passare per “un qualche modo” in cui alimentate il/i tubo/i di alimentazione della pressa (o in alcuni casi ci sono dei piattini specifici). Le presse progressive della Lee in genere si alimentano da un vassoietto simile a quelli degli innescatori manuali, quindi è semplice. Altri tipi di presse utilizzano invece dei tubi per contenere i primer. Ad es. le presse Dillon (vedi foto qui a lato). Ovviamente ci sono anche sistemi automatici motorizzati che riempiono i tubi di primer (es. i kit Double Alpha). Ovvio che questi kit vanno presi in considerazione SOLO se state ricaricando un qualche migliaia di cartucce ! Altrimenti per 100 colpi è più il tempo che perdete a mettere in funzione tutto l’ambaradan che innescarli a mano. Parleremo più approfonditamente delle presse a ricarica progressiva nelle pagine dedicate. NOTA IMPORTANTE: se durante l’inserimento dell’innesco sentite una elevata resistenza, fermatevi subito! Non insistete! Se per qualche motivo l’innesco si è incastrato, o se la tasca dell’innesco è deformata e non accetta il primer, se insistete potreste schiacciare l’innesco stesso. Che è progettato per reagire alla deformazione accendendosi! Con conseguenze … importanti! E se per caso state lavorando con una particolare alimentazione degli inneschi, potrebbe anche esserci l’accensione degli altri inneschi nella linea di alimentazione.
Ora che abbiamo visto come operare con l’innesco, possiamo tornare alla pagina precedente ( le fasi della ricarica ) e vediamo come procedere con le fasi successive .
