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ATTREZZATURA · A6
A6 – Pulizia e lubrificazione dei bossoli
Testo completo per la costruzione della pagina web · immagini e collegamenti indicati come segnaposto
[SEZIONE] Attrezzatura
[SOTTOTITOLO] Il bossolo non deve per forza sembrare un gioiello; deve essere ispezionabile, libero da contaminanti e adatto a passare nelle matrici senza trascinare sporco.
Pulire per lavorare, non soltanto per lucidare
I bossoli sparati portano residui di combustione. Quelli espulsi raccolgono anche terra, sabbia, polvere e umidità. Se la palla era in piombo lubrificato, la bocca può trattenere grasso e particelle.
Inserire tutto questo nel die significa aumentare attrito, rigare superfici e creare impasti con eventuali lubrificanti. La pulizia serve anche a vedere crepe e corrosione che lo sporco nasconde.
La lucentezza assoluta è un obiettivo estetico o specialistico. Un bossolo opaco ma pulito e controllato può essere funzionalmente migliore di uno brillante con graniglia nel foro di vampa.
BOX PERCHÉ – PRIMA ISPEZIONARE, POI PULIRE, POI ISPEZIONARE |
Il primo controllo elimina i difetti evidenti. La pulizia rende visibili altri segni. Il controllo successivo verifica anche che il metodo di pulizia non abbia lasciato residui.
Prima o dopo la decapsulazione
Pulire prima protegge il die ricalibratore dallo sporco esterno. Pulire dopo la rimozione dell’innesco permette di raggiungere sede e foro di vampa. Da qui nascono metodi differenti.
Per un lavoro ordinario può bastare una pulizia esterna prima del primo die e, secondo necessità, una pulizia successiva. Nella precisione si usano spesso due cicli: uno preliminare e uno approfondito dopo la decapsulazione.
Un die universale di sola decapsulazione permette di espellere il primer senza ricalibrare le pareti. È utile per chi vuole lavare bossoli già aperti, ma non elimina la necessità di controllare compatibilità Boxer/Berdan e condizioni del pezzo.
Pulizia manuale
Panno, spazzola non abrasiva e strumenti dedicati possono rimuovere lo sporco esterno e pulire collo o sede. È economica e consente di osservare ogni bossolo, ma richiede tempo.
Solventi e detergenti devono essere compatibili e non lasciare residui. Le ricette domestiche riportate nel vecchio sito verranno mantenute nel registro di verifica, non trasformate automaticamente in raccomandazioni.
Tumbler vibrante o rotante
Il tumbler muove i bossoli insieme a un materiale pulente, spesso graniglia vegetale. Il vibrante agita la massa; il rotante la fa cadere e scorrere. Può pulire e lucidare molti pezzi contemporaneamente.
Bossoli di calibri differenti possono incastrarsi uno dentro l’altro, trattenendo graniglia e impedendo la pulizia. Meglio lavorare lotti compatibili e setacciare accuratamente al termine.
IMMAGINE 1 — INSERITA Provenienza: Pagina web originaria 10 · file Ricarica_Tumbler-00-300×300.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_Tumbler-00-300×300.jpg Provenienza: Pagina web originaria 10 · file Ricarica_tubler-02-300×300.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_tubler-02-300×300.jpg Provenienza: Pagina web originaria 10 · file Ricarica_ultrasonic-cleaner-0-300×300.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_ultrasonic-cleaner-0-300×300.jpg Provenienza: Pagina web originaria 10 · file Ricarica_lavatrice-ad-aghi-elettrica-ruotante-per-bossoli-285×300.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_lavatrice-ad-aghi-elettrica-ruotante-per-bossoli-285×300.jpg Didascalia proposta: Tumbler, separazione della graniglia, ultrasuoni e sistema rotante ad aghi. ALT proposto: Quattro sistemi per pulire e separare i bossoli. Nota per il sito: verifica della licenza rinviata, come concordato. |
Didascalia: «Dopo il ciclo, separare graniglia e bossoli e controllare ogni foro di vampa».
Funzione: mostrare che l’operazione non termina allo spegnimento.
ALT: Tumbler per bossoli con cestello di separazione della graniglia.
Ultrasuoni
La pulitrice a ultrasuoni usa un liquido e può raggiungere interno, sede e zone difficili. Il vantaggio è una pulizia profonda senza materiale secco; lo svantaggio è che ogni bossolo deve essere risciacquato e asciugato completamente.
Acqua demineralizzata, acido citrico, detergenti e tempi vengono discussi in molte ricette. Concentrazioni e compatibilità devono provenire da indicazioni affidabili. Prodotti troppo aggressivi o permanenze eccessive possono alterare la superficie.
Aghi in acciaio
Nel tumbler rotante umido, piccoli perni di acciaio lavorano con acqua e detergente. Possono pulire molto bene anche l’interno. Devono però essere separati con cura: un ago rimasto nel bossolo o nel foro di vampa è un difetto serio.
Il metodo aumenta peso e complessità del ciclo e richiede asciugatura completa. Non è necessario per ogni ricaricatore; è uno strumento per chi desidera quel livello di pulizia e accetta i controlli aggiuntivi.
BOX SICUREZZA – ASCIUTTO E LIBERO |
Prima della ricarica il bossolo deve essere completamente asciutto e libero da graniglia, aghi e residui. Controllare interno, sede dell’innesco e foro di vampa.
Pulizia della sede dell’innesco
Scovolini e utensili dedicati rimuovono residui. Strumenti di uniformazione o rialesatura appartengono invece a lavorazioni specifiche: asportano materiale e non vanno confusi con una semplice spazzolatura.
Nella ricarica ordinaria non è necessario trasformare ogni sede in una lavorazione da gara. Serve soprattutto verificare integrità, pulizia sufficiente e foro libero.
Perché lubrificare
Durante la ricalibratura il bossolo viene forzato in una matrice. L’attrito dipende da forma, materiale, finitura del die e superficie. Nei bossoli bottleneck e nei dies in acciaio la lubrificazione è normalmente necessaria; molti dies al carburo per bossoli quasi lineari permettono di lavorare senza, secondo istruzioni.
Una lubrificazione leggerissima può rendere la leva più fluida e aumentare la sensibilità. Questo era il metodo personale descritto nel vecchio sito. Va presentato come preferenza, non come obbligo quando il produttore indica diversamente.
Quanto è «leggerissima»
Il bossolo non deve grondare né risultare visibilmente unto. Si cerca un film esterno sottile e uniforme, evitando interno, spalla in eccesso, innesco e polvere. Troppo lubrificante può creare ammaccature idrauliche, raccogliere sporco e contaminare componenti.
Esistono pad, spray, cere, paste e prodotti secchi. Si seguono istruzioni e tempi di evaporazione. Le miscele casalinghe a base di lanolina e alcol e l’uso di oli riportati nel vecchio testo verranno conservati fra le affermazioni da verificare.
IMMAGINE 2 — INSERITA Provenienza: Pagina web originaria 03 · file Ricarica_lubrification-pad-ammo.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_lubrification-pad-ammo.jpg Provenienza: Pagina web originaria 10 · file Ricarica_case-lube-kit-300×226.png · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_case-lube-kit-300×226.png Didascalia proposta: Pad e kit per la lubrificazione dei bossoli. ALT proposto: Bossoli fatti scorrere su un pad lubrificante e kit di lubrificazione. Nota per il sito: verifica della licenza rinviata, come concordato. |
Didascalia: «Il bossolo rotola su un velo uniforme: lubrificare il corpo senza riempire bocca e spalla».
Funzione: visualizzare la differenza fra film eccessivo e film appena percettibile.
ALT: Bossoli fatti rotolare su un pad con leggero film lubrificante.
Rimuovere il lubrificante
Dopo la ricalibratura molti prodotti devono essere rimossi secondo le istruzioni, soprattutto prima di polvere e uso. Residui esterni possono raccogliere sporco; residui interni o sulla sede possono contaminare componenti.
La procedura P2 collocherà pulizia e lubrificazione nel ciclo. R1 spiegherà come la sensazione alla leva aiuta a riconoscere un problema.
Da ricordare
- pulire per proteggere attrezzi e rendere visibili i difetti;
- lucido non significa automaticamente pulito e idoneo;
- scegliere consapevolmente se decapsulare prima o dopo;
- ogni metodo introduce controlli specifici;
- asciugare completamente e liberare il foro di vampa;
- la lubrificazione dipende da bossolo e die;
- poco e uniforme è diverso da visibilmente unto;
- ricette domestiche e prodotti non previsti richiedono verifica.
LINK E NAVIGAZIONE |
Pagina precedente: A5 – Dosatori e loading block.
Pagina successiva: A7 – Innescatori e accessori.
Vedi anche: C1 – Bossoli; P2 – Preparazione; R1 – Ricalibratura; K1 – Controlli.
Dettagli, esempi e osservazioni recuperati dal corpus originario
Questa parte conserva i passaggi più specifici, gli esempi e le osservazioni pratiche che nella prima riorganizzazione rischiavano di risultare troppo compressi. Le indicazioni quantitative, commerciali o riferite a un modello preciso devono essere confrontate con il manuale aggiornato del produttore prima della pubblicazione e prima di qualunque uso operativo.
Dalla pagina originaria 03
Preparazione dei bossoli Supponendo, come precedentemente descritto, di aver preventivamente verificato l’assenza di evidenti segni di deterioramento dei bossoli, questi andrebbero adeguatamente puliti prima di procedere con il ciclo di ricarica, e di conseguenza con il loro inserimento nelle matrici ( dies ). Eviterete così di forzare e magari rovinare bossoli, dies e pressa con i residui dello sparo, o con sporcizia raccolta assieme al bossolo; evitando anche che eventuali lubrificazioni residue si “impastino”, danneggiando le attrezzature. Ricordate che quasi nessuna combustione è «totale» in assoluto, né spesso conviene lo sia; perciò residui di combustione saranno sempre presenti. Inoltre se l’arma non è un revolver (i cui bossoli non sono espulsi automaticamente), i bossoli espulsi automaticamente quasi certamente cadranno a terra e si sporcheranno. E se andiamo a decapsulare bossoli molto “sporchi”, molto “anneriti”, potremo trovare dei residui che, specie se vecchi, sono molto resistenti. Non solo: se la cartuccia aveva la palla in piombo “nudo” (non rivestito), nel colletto possono essere presenti tracce del grasso che è spesso usato per lubrificare la palla in piombo; grasso che potrebbe imbrattare i dies o che tratterrà i grani della polvere. Ecco perciò che sarebbe preferibile pulire i bossoli sporchi prima di usarli nel ciclo di ricarica. Io preferisco pulire tutti i bossoli prima di riutilizzarli. Anche più di quanto non dicano i manuali; ma ovviamente possono esserci pareri diversi. Personalmente lo faccio perché trovo molto più semplice (e con risultati molto più efficienti) lavorare con bossoli puliti, soprattutto in fase di ricalibratura e di innescamento. Ovviamente la migliore pulizia si ottiene agendo sul bossolo decapsulato, perciò sul bossolo una volta tolto l’innesco esploso, andando così a pulire anche la sede dell’innesco ed il foro di vampa. Questo però anticipa una fase della ricarica, che non abbiamo ancora affrontato. E soprattutto, per chi usa le presse progressive, per decapsulare un bossolo usato non è semplice ricorrere all’apposita matrice (die) che, nel 90% dei casi è anche quella usata per il resizing.
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
I più pignoli, e comunque quasi sempre chi si cimenta nella preparazione delle munizioni per il tiro di precisione, procedono con due cicli di pulizia diversi: una prima pulizia grossolana, prima dell’uso sul primo die, in modo da eliminare sporcizia e residui “esterni”, e perciò senza compromettere il funzionamento del primo die (decapsulatore/ricalibratore) un secondo ciclo, magari con pulitrice ad ultrasuoni + tumbler, dopo il decapsulamento, pulendo così anche la sede dell’innesco. Nel nostro caso, o almeno in questa prima guida, non cercando per ora la ricarica “di precisione”, possiamo limitarci a pulire “grossolanamente” ed anche solo esternamente i bossoli prima dell’utilizzo sui dies, asportando la maggior parte dei residui di sparo con panni puliti e, opzionalmente, con minime quantità di pulenti o solventi. Aiutandoci, se necessario, con uno spazzolino duro ma non graffiante. Per poi procedere con le fasi di ricarica. Se abbiamo a disposizione un tumbler (un contenitore rotante o vibrante, in cui inserisco i bossoli assieme polveri e graniglie per la pulizia – vedi pagina Accessori e utensili per la ricarica ), o se abbiamo a disposizione pulitrici ad ultrasuoni, possiamo passare ad un breve lavaggio. Nel caso usiate un tumbler, pulite bene i bossoli al termine del ciclo, per eliminare eventuali residui di graniglia. Io procedo in questo modo (e ammetto che non è il più rapido e pratico): dopo il controllo visivo, monto sulla pressa (una monostazione economica presa di quarta mano) un die di sola decapsulazione, generico. Io uso il decapping die della Lee (codice 90292; costa meno di 20 euro). [perdonate se qui anticipo alcune informazioni che sono presentate e approfondite nelle pagine dedicate ai dies] E’ un die “generico”, adatto a tutti i calibri, che non riforma, non “tocca” le pareti del bossolo, ma si limita alla sola espulsione dell’innesco. Potete usarlo anche su bossoli incrostati e molto sporchi. In questo modo posso decapsulare tutti i bossoli raccolti, anche molto sporchi (ripeto: non vengono “toccati” dal die). Poi passo questi bossoli decapsulati alla fase di pulizia (ad es. lavaggio a ultrasuoni); oppure ad un ciclo di pulizia nel tumbler con graniglia vegetale dura (gusci di noce tritati). Al termine provvedo ad una leggerissima lubrificazione (vedi oltre …).
Come scritto, se siate alla ricerca delle massime prestazioni (anche estetiche), dopo la decapsulazione potete procedere con un lavaggio approfondito; ad es. con lavatrice ultrasuoni, o ad aghi; o in combinazione con il tumbler (lucidatore vibrante o rotante). Oppure potete procedere manualmente, pulendo ad es. la sede dell’innesco con l’apposito scovolino, e successivamente ripassare la sede con l’apposito strumento di rialesatura. N.B.: se usate una lavatrice ad ultrasuoni, oggi molto economica, troverete molte “ricette” per i vari prodotti detergenti da aggiungere all’acqua. I migliori risultati si ottengono con l’acqua distillata o demineralizzata; facilmente recuperabile gratuitamente da un deumidificatore. Con l’aggiunta di aceto bianco (che però ha un odore intenso) o con un po’ di acido citrico; o con un po’ di Prill curalavastoviglie (personalmente mi sono trovato bene con il Prill e l’acqua leggermente tiepida). Vi sono anche prodotti più o meno dedicati che però hanno costi spropositati (e, secondo me, non ne vale la pena). Se volete la lucentezza assoluta, anche interna, potete ricorrere al tumbler, alla lavatrice ad aghi, o alla pulizia manuale. Chi prepara i bossoli per il tiro a lunga distanza se li passa e ripassa uno ad uno, selezionandoli anche per pesi e dimensioni. Ricordate che: dopo la lavatrice ad ultrasuoni, asciugate bene i bossoli; non lasciateli umidi per molto tempo o appoggiati su superifici umide, perché si possono ossidare se usate la lavatrice ad aghi, oltre all’asciugatura verificate sempre che non restino aghi incastrati nel foro di vampa se usate il tumbler, controllate che non resti attaccato ai bossoli troppo residuo di polvere o sabbia o graniglia (dipende da cosa usate per pulire i bossoli). E sempre controllate anche che non restino residui incastrati nel foro di vampa.
Lubrificazione Argomento molto dibattuto; vi sono schiere di sostenitori della lubrificazione, come anche schiere di ricaricatori che ritengono inutile questo passaggio. Descrivo qui il mio modo di procedere; ed ovviamente, una volta che avete ben compreso finalità e funzionamento della ricarica, potrete decidere autonomamente quali passi eliminare o quali seguire o quali aggiungere. Al termine, dopo la pulizia (ed eventuale asciugatura nel caso usassi la lavatrice a ultrasuoni), io procedo anche con una leggerissima lubrificazione. E’ vero che i migliori e più diffusi dies non richiedono “obbligatoriamente” lubrificazione del bossolo, perchè hanno la boccola ricalibratrice in carburo di tungsteno (trovate l’indicazione “dies carbide“). Il carburo di tungsteno è un materiale molto “duro” ed antigrippante; perciò si può fare forza (molta) sulla pressa per riformare i bossoli, senza rovinare la matrice. Però … Però, se i bossoli sono puliti e leggerissimamente (poco!) lubrificati, lo scorrimento della pressa è infinitamente superiore, avrete una eccellente sensibilità alla leva, e potrete procedere con maggiore celerità senza forzare tutti i componenti. Ripeto: è enormemente superiore la sensibilità che otterrete durante le operazioni di ricarica; fatto questo che vi consentirà (una volta abituati ai movimenti e forze sulla pressa) di procedere celermente “sentendo” subito se qualcosa non sta funzionando “come si deve“. Provare per credere!
Cosa significa “leggerissima lubrificazione” ? In pratica, sulla superficie esterna del corpo del bossolo (NON all’interno!!!) deve essere presente un … alone di lubrificante. Un qualcosa di talmente leggero da evidenziare appena un’impronta digitale (è questo l’esempio citato da un noto costruttore di armi). Il bossolo non deve ungere, ma al tatto si deve poter sentire una leggerissima … “scivolosità“, untuosità. La lubrificazione può essere effettuata in vari modi, quali: l’uso del tampone (lubrication pad) imbevuto di olio per armi (attenzione: questo banalissimo attrezzo in genere lo fanno pagare un’esagerazione; vedi oltre per autocostruirselo) l’impiego di lubrificanti speciali sotto forma di areosol l’impiego del classico olio motore applicato con la punta delle dita l’impiego di lubrificanti secchi (in questo caso c’è il vantaggio di non dover ripulire eventuali eccessi di lubrificante) l’impiego di lubrificanti in pasta a base di acqua A prescindere dal metodo scelto, è fondamentale che la lubrificazione NON sia mai eccessiva e sia solo all’esterno del bossolo; altrimenti le successive operazioni potrebbero risultare difficoltose, e rischiate di “impastare” attrezzi e materiali. Vi sono decine di suggerimenti e ricette e prodotti anche specifici (e costosi). I migliori prodotti ? Quelli “casalinghi”. Il miglior prodotto in assoluto è formato da una parte di lanolina pura (lubrificante naturale, non tossico) e 5 o 6 parti di alcool isopropilico puro. La lanolina dovreste trovarla in commercio (anche in rete) a prezzi accessibili (cercate quelle che costano meno!) Il tutto ben miscelato, meglio se in un erogatore a pressione (tipo spray). Potete stendere i bossoli su un panno, o meglio su un foglio di gommapiuma espansa; qualche spruzzatina e poi fate scorrere (ruotare) i bossoli in modo da “sporcare” un po’ tutta la circonferenza. Comunque dei residui di lubrificante si distribuiranno nel bossolo, grazie anche all’alcool; che però evapora in breve tempo e lascia solo l’alone di lanolina. C’è chi ricorre al lubrificante secco, a base di grafite.
Io uso una scatola con un foglio di gommapiuma sul fondo. Sporco la gommapiuma (appena, proprio qualche goccia) di olio molto fluido (un olio motore tipo SAE10/15). Poi strizzo la gommapiuma ed ottengo una distribuzione abbastanza uniforme dello strato “untuoso”. Ecco fatto il “ lubrification pad “. (qui a lato un esempio di un lubrification pad, un tampone tipo timbri, sporcato con qualche goccia di lubrificante, e con 4 bossoli che stanno rotolando per sporcarsi). Il risultato deve essere un foglio che appena appena sporca il bossolo; NON ci devono essere residui di olio; anche solo al tatto, devo riconoscere una certa “scorrevolezza” della parete del corpo del bossolo. In pratica 4 gocce sono distribuite su un 100 o 200 bossoli. Con la pratica e con l’esperienza potrete trovare la giusta combinazione per non sporcare troppo (con il rischio di “impastare” pressa, dies, polvere) ed ottenere quella “fluidificazione” delle operazioni che percepirete immediatamente. Credetemi: provate a lavorare con i bossoli puliti e … capirete subito quanto migliora la sensibilità alla leva, come subito vi accorgete di ogni minima irregolarità o impuntamento. N.B.: ovviamente se iniziate la ricarica con bossoli vergini (nuovi), potete passare subito alla fase di innescamento.
Dalla pagina originaria 10
Pulitore bossoli (in vari modi) I bossoli sparati saranno quasi sempre sporchi. Lo sporco “esterno” varia in base al poligono: se è all’aperto, cadendo il bossolo raccoglierà polvere, fango, sabbia … E poi c’è la combustione della polvere: possono esserci residui più o meno marcati, unitamene a polvere incombusta ed ev. tracce dell’ingrassaggio palla. Anche se non è indispensabile che il bossolo sia bello lucido, sarebbe però conveniente rimuovere almeno i residui di polvere e lo sporco raccattato dopo la caduta. Si può spendere poco poco usando prodotti che al 99% hai già in casa. Ovvero un contenitore di plastica, un po’ di acqua tiepida, un po’ di detersivo per piatti e dell’aceto bianco (occhio che l’aceto va ben risciacquato perchè oltre al forte odore, è anche particolarmente aggressivo su alcuni metalli). Non è una pulizia approfondita ma i bossoli saranno abbastanza puliti da poter essere ricaricati senza pensieri. Oppure puoi comperarti un tumbler . Che in pratica è una sorta di … ciotolone di plastica con sotto un motore che lo fa vibrare. Si riempie il bussolotto con del “ materiale per pulizia ” (che è un termine elegante per indicare una graniglia di pannocchie di mais macinate e/o gusci di noce tritati), a volte aggiungendo una qualche goccia di Sidol (economicissimo, ed è sempre una garanzia sui metalli). La vibrazione strofina i bossoli e li pulisce per bene dentro e fuori. E se i bossoli sono già decapsulati, in genere viene pulita anche la tasca dell’innesco. Dopo aver funzionato per un po’ (dipende, … 15 minuti? 30 minuti?), è sufficiente setacciare il contenuto del ciotolone per recuperare i bossoli e riciclare il materiale abrasivo / pulente. Vantaggi: sistema tutto sommato economico (un tumbler costa sui 60-70€), con ottimi risultati. Se i bossoli sono decapsulati, viene pulita bene anche la sede dell’innesco. Svantaggi: viene sempre prodotta una certa quantità di polvere, che resta nell’aria; e soprattutto nella fase di setaccio. Io non lo farei al chiuso. E resta una polverina attaccata anche ai bossoli, che però basterà agitare in un sacchetto di tela per risolvere il problema. O soffiarli con un getto d’aria.
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Alcuni kit offrono tumbler con un accessorio di setacciatura incorporato o con kit a parte. Note importanti: Ho imparato a mie spese che è preferibile usare il tumbler con solo bossoli dello stesso tipo/calibro . Perchè quando si fanno rimescolare ad esempio bossoli .45ACP assieme a bossoli 9 mm, tanti dei bossoli più piccoli rimangono bloccati all’interno di quelli più grandi. Questo comporta intanto una mancata pulizia; ma poi se alcuni frammenti di noce si incastrano tra i bossoli, diventa anche difficile separarli. Perciò, fate “ vibrare ” lotti di bossoli tutti dello stesso calibro. Altra nota: Il materiale che si usa generalmente per queste pulizie può essere: – tutolo di mais (più morbido, si impregna meglio con sidol e altri prodotti, vedi subito quando è ormai da cambiare) – gusci di noce tritati (più duri, vanno macinati molto sottili, durano molto più a lungo) – grani per la lettiera del gatto (come per il mais, ma con una maggiore capacità di legarsi allo sporco). O anche una combinazione di quello che recuperate. Come detto, con l’eventuale aggiunta di un po’ di sidol. Ovvio che se lo comperate come “ graniglia per la pulizia dei bossoli ” lo pagherete un dollacifrone al chilo. Se lo comperate come lettiera del gatto, o come gusci tritati per isolamento in edilizia, te ne danno un secchione da 10kg con pochi euro. Dovete solo perdere del tempo e cercare in internet …. La graniglia sarà da sostituire solo quando è scurissima e non pulisce più. Per farla durare più a lungo, e migliorare la superficie dei bossoli, c’è chi mette dentro il bicchierone del tumbler anche un foglio per asciugatrice: questo foglio contiene lubrificanti, ammorbidenti liquidi, profumi, e sostanze con proprietà antistatiche. E c’è chi ha provato con ricette personalizzate: chi ha usato polvere di pomice (forse un po’ troppo abrasiva); del riso, o della buccia di cocco finemente tritata, e c’è chi è restato sulla sabbia artificiale (è una specie di polvere di plastica molto usata per decorare gli acquari), ecc. Ulteriore nota: questo materiale di pulizia, se non è sottilissimo ( 1 mm ), ha l’insana tendenza ad incastrarsi nel foro di vampa. Se succede, non è grave: essendo materiale relativamente tenero verrà espulso al passaggio sulla matrice di riformatura (che ha lo spillo di decapsulamento). Se però vi procurate della graniglia così sottile da non potersi incastrare nei buchi o nella tasca del primer …. risolvete il problema a monte.
Lavatrice a ultrasuoni ( Ultrasonic Cleaner ) Metodo “umido” rispetto il precedente, per pulire i bossoli. Ormai lavatrici ad ultrasuoni ce ne sono per poche decine di euro anche in alcuni discount. Lo svantaggio di questo metodo di pulizia a umido (rispetto al tumbler “a secco”) è che poi devi lasciare asciugare i bossoli prima di lavorarli. Oppure … li metti nel forno della signora per una mezz’oretta, alla temperatura più bassa possibile. E spera di non venire scoperto !! Un vantaggio della pulizia ad ultrasuoni è che non è necessario separare i bossoli prima della pulizia. Li metti tutti dentro e non importa se i bossoli più piccoli si … trasformano in bossoli più grandi. Usciranno comunque abbastanza puliti e non ci saranno residui granulosi. Anche in questo caso, a parte i (costosi) detergenti specifici per bossoli, il cui costo è eccessivo e non giustificato dal risultato pratico, vi sono molte soluzioni alternative economiche. Ricorda che tutte rendono al meglio se l’acqua è tiepida/calda (sui 50°). Alcuni usano immergere i bossoli in una soluzione di acqua e acido nitrico; risultato eccellente ma a lungo andare l’ottone viene intaccato pesantemente. Altri acidi meno corrosivi sono l’acido citrico o l’acido acetico. L’acido acetico (usatissimo è l’aceto bianco, economico e facile da reperie) aumenterà l’ossidazione superficiale dell’ottone che dopo poco tempo apparirà scuro, ma comunque utilizzabilissimo. Anche il WCNET funziona egregiamente; ed è acido già diluito quanto basta. Altra soluzione: 15ml di aceto bianco e 15ml di Ajax gel su 2 lt di acqua (a 40°-50°). Oppure (io uso spesso questa alchimia): aceto bianco e Prill duogel (o anche il curalavstoviglie). Alla fine è sempre indispensabile sciacquare bene bene bene bene. Per l’asciugatura, se ti senti particolarmente coraggioso, potete usare il forno di casa … a vostro rischio e pericolo (io spero nessuno vi veda) ! Oppure vi inventate un qualche procedimento alternativo: adagiate i bossoli umidi su un cartone sopra i termosifoni, o su un telo assorbente nel pavimento in ingresso, oppure usate il phon dell’ammiraglio di casa, … Ma cmq asciugate i bossoli, così eviterete che si ossidino in superficie.
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Variante: lavatrice ad aghi ( magnetic rotary tumbler ) Metodo sempre “umido”. E’ un bussolotto al cui interno oltre ai bossoli e all’acqua, ci si mettono degli aghi (in realtà sono cilindretti di acciaio del diametro di decimi di mm, e lunghi 3-4mm). In alcuni modelli gira il bussolotto (tipo tumbler); in altri gira una potente calamita esterna sul fondo del contenitore che mette in movimento gli aghi. Alla fine il risultato è che gli aghi sbattono e strisciano sul bossolo togliendo le incrostazioni. Risultato eccellente ma poi occorre sempre sgocciolare (ed asciugare) e separare bene gli aghi; in questo caso, dato che gli aghi sono in acciaio, molto “duri”, nel caso restassero incollati ai bossoli o nel foro di vampa, potrebbero bloccare dies e attrezzi.
Kit lubrificazione ( lube kit ) Si, lo so che tutti dicono che non serve lubrificare perchè tanto abbiamo il die al carburo. Però non tutti i dies hanno l’inserto al carburo di tungsteno. Ma ho anche già esposto nella pagina dedicata ai bossoli perchè sarebbe utile e conveniente lubrificare leggermente i bossoli. Se non avete voglia di prepararvi un tampone di lubrificazione (basta anche solo un foglio di gommapiuma!), potetete procurarvi un tampone di lubrificazione in kit. E’ un tampone per timbri un po’ più grande (secondo me sono tutti troppo piccoli). È una scatola di plastica piatta con all’interno un materiale per l’imbottitura. Inumidite il piano (il pad ) con un lubrificante, e fate rotolare i bossoli sul pad finché non sono unti. Fine.
