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ATTREZZATURA · A3
A3 – Dies, shell holder e shell plate
Testo completo per la costruzione della pagina web · immagini e collegamenti indicati come segnaposto
[SEZIONE] Attrezzatura
[SOTTOTITOLO] Le matrici trasformano il bossolo in fasi differenti; il reggibossolo lo sostiene e permette alla pressa di applicare la forza lungo l’asse corretto.
«Die» al singolare, «dies» al plurale
In italiano possiamo chiamarle matrici, ma sulle confezioni e al poligono sentirete quasi sempre die e dies. Sono cilindri filettati con profili e componenti interni progettati per un calibro e per una funzione.
Non sono stampi che producono in un solo colpo la cartuccia finita. Ogni matrice modifica una parte o esegue un’operazione: ricalibra, espelle l’innesco, espande la bocca, inserisce la palla o crimpa.
IMMAGINE 1 — INSERITA Provenienza: Pagina web originaria 08 · file Ricarica_dies-4.png · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_dies-4.png Provenienza: Pagina web originaria 08 · file Ricarica_dies-set-0-300×237.png · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_dies-set-0-300×237.png Didascalia proposta: Set di matrici da tre e quattro dies. ALT proposto: Due set di dies per la ricarica, uno da quattro pezzi e uno da tre. Nota per il sito: verifica della licenza rinviata, come concordato. |
Didascalia: «Ricalibratura/decapsulazione, espansione, inserimento/crimp e factory crimp».
Funzione: collegare gli attrezzi alle fasi della sequenza.
ALT: Set di quattro dies per arma corta disposto nell’ordine di utilizzo.
Shell holder e shell plate
Lo shell holder è il piccolo elemento montato sul pistone della pressa che trattiene il fondello di un bossolo. La scanalatura entra sotto l’orlo o nella gola del bossolo e consente di spingerlo nella matrice e poi estrarlo.
Lo shell plate svolge la stessa funzione su molte presse multistazione o progressive, ma possiede più sedi disposte attorno al piatto. A ogni avanzamento porta i bossoli alla stazione successiva.
Ogni famiglia di fondello richiede una geometria compatibile. I codici cambiano fra produttori: il numero di uno shell holder Lee non deve coincidere con quello RCBS, Hornady o Lyman. Usate le tabelle del produttore.
BOX SICUREZZA – TRATTENERE NON BASTA |
Un reggibossolo errato può sembrare adatto ma lasciare troppo gioco, non sostenere correttamente il fondello o ostacolare l’estrazione. La compatibilità si verifica sulla documentazione, non scuotendo il bossolo con le dita.
Primo die: ricalibratura e decapsulazione
Il profilo interno riproduce la geometria necessaria per riportare il bossolo verso le dimensioni previste. Spingendo il bossolo nella matrice, le pareti vengono riformate. Un’asta centrale porta lo spillo che attraversa il foro di vampa ed espelle l’innesco usato.
Nei dies per bossoli a bottiglia l’asta può includere un’espansione, spesso chiamata oliva, che ripristina il diametro interno del colletto durante l’estrazione. Questo aggiunge attrito e rende particolarmente importante la lubrificazione prevista dal produttore.
Molti dies per arma corta quasi lineare hanno un anello in carburo di tungsteno. Riduce attrito e può consentire di lavorare senza lubrificazione obbligatoria, secondo le istruzioni. Non tutti i dies sono al carburo e non tutti i bossoli hanno la stessa geometria.
IMMAGINE 2 — INSERITA Provenienza: Pagina web originaria 13 · file Ricarica_primo-die.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_primo-die.jpg Provenienza: Pagina web originaria 13 · file Ricarica_die-1-sizer_exploded-I.jpg · https://www.quiandrea.it/wp-content/uploads/2025/10/Ricarica_die-1-sizer_exploded-I.jpg Didascalia proposta: Primo die ricalibratore e decapsulatore, in sezione e scomposto. ALT proposto: Matrice ricalibratrice con shell holder, spillo decapsulatore e componenti interni. Nota per il sito: verifica della licenza rinviata, come concordato. |
Didascalia: «Corpo ricalibratore, asta e spillo decapsulatore; variante con oliva per bottleneck».
Funzione: far capire quali parti toccano bossolo e innesco.
ALT: Sezione di die ricalibratore con asta decapsulatrice.
Variante: die universale di sola decapsulazione
Ha un’apertura ampia e non ricalibra le pareti. Lo spillo raggiunge l’innesco e lo espelle. È utile quando si vuole decapsulare prima di una pulizia approfondita o trattare bossoli sporchi senza farli scorrere nel die di misura.
Il vecchio sito citava come esempio un modello Lee con codice e prezzo dell’epoca. Il principio resta; codice, disponibilità e costo verranno verificati prima della pubblicazione.
Secondo die: espansione o svasatura
Dopo la ricalibratura la bocca è troppo stretta per accogliere agevolmente la palla. Il die espansore porta un elemento conico o a gradini che allarga la parte superiore quanto basta. In molti sistemi per arma corta il corpo è cavo e può ricevere un imbuto o un dosatore.
La matrice non decide da sola quanto svasare. La profondità dipende dalla sua regolazione. Troppo poco può raschiare la palla o schiacciare il bossolo; troppo aumenta il lavoro dell’ottone e deve essere rimosso più tardi.
Terzo die: inserimento e crimp
Lo spingipalla, seating stem, preme il proiettile fino alla profondità impostata. Il corpo del die può inoltre applicare il crimp negli ultimi tratti della corsa. Due regolazioni convivono quindi nello stesso attrezzo: altezza della matrice e posizione dello spingipalla.
Questa combinazione permette di inserire e crimpare insieme, ma rende la messa a punto meno intuitiva. Molti preferiscono usare il terzo die soltanto per il seating e un quarto die separato per il crimp. Entrambi i metodi sono possibili quando attrezzatura e cartuccia lo prevedono.
Quarto die: taper o factory crimp
Un die separato può applicare il crimp e, in alcuni modelli, controllare nuovamente il profilo esterno tramite un anello. È il famoso factory crimp, sul quale i ricaricatori riescono ad avere opinioni molto più accese di quanto la dimensione dell’oggetto suggerirebbe.
Non è magia e non è sempre necessario. Può rendere più semplice separare seating e crimp; può anche mascherare un problema precedente se viene usato per «far passare comunque» cartucce deformate. R8 ne descrive struttura, vantaggi e limiti.
Roll crimp e taper crimp
Il roll crimp ripiega il bordo verso una gola del proiettile ed è comune in molte cartucce rimmed da revolver. Il taper crimp restringe progressivamente la bocca senza arrotolarla ed è tipico di molte cartucce rimless per semiautomatica.
La scelta deriva dalla geometria e dalla battuta della cartuccia. Un die può eseguire uno dei due profili; non si ottiene l’altro avvitandolo semplicemente di più.
BOX PERCHÉ – TRE O QUATTRO DIES |
Il set da tre combina inserimento e crimp. Il set da quattro separa le operazioni. Il numero di attrezzi non misura la qualità del risultato: conta capire che cosa modifica ogni stazione e controllarlo.
Pulizia, filettatura e anelli di blocco
Residui di ottone, grasso e sporco possono accumularsi nei dies. Puliteli secondo le istruzioni, senza danneggiare superfici o componenti. Controllate che spillo e aste siano diritti e che le parti mobili scorrano.
Gli anelli di blocco conservano la regolazione rispetto alla testa della pressa. Alcuni hanno vite, altri stringono sull’intera circonferenza. Segnare un riferimento può aiutare, ma non sostituisce il controllo quando il die viene rimontato su un’altra pressa o torretta.
Da ricordare
- ogni die esegue una funzione specifica;
- shell holder e shell plate devono corrispondere alla geometria e al produttore;
- primo die ricalibra e normalmente decapsula;
- secondo die prepara la bocca e può ospitare il dosatore;
- terzo die inserisce la palla e può crimpare;
- quarto die separa il crimp e talvolta controlla il profilo esterno;
- carburo, lubrificazione e geometria vanno letti nelle istruzioni;
- un die non corregge automaticamente un errore avvenuto prima.
LINK E NAVIGAZIONE |
Pagina precedente: A2 – Presse.
Pagina successiva: A4 – Calibro e bilance.
Vedi anche: R1 – Primo die; R3 – Secondo die; R7 – Terzo die; R8 – Quarto die; X2 – Quanto crimpare.
Dettagli, esempi e osservazioni recuperati dal corpus originario
Questa parte conserva i passaggi più specifici, gli esempi e le osservazioni pratiche che nella prima riorganizzazione rischiavano di risultare troppo compressi. Le indicazioni quantitative, commerciali o riferite a un modello preciso devono essere confrontate con il manuale aggiornato del produttore prima della pubblicazione e prima di qualunque uso operativo.
Dalla pagina originaria 03
Qui a lato, un die (della Lee) di solo decapsulamento, che non comporta alcun intervento sulle dimensioni del bossolo (non esegue il reforming / resizing). In pratica è un die uguale al classico “primo dies” (vedi prossima pagina) con però il foro di invito del bossolo molto molto largo (accetta tuttii calibri fino al calibro .50), e perciò decapsula (è presente lo spillo per spingere via l’innesco) ma non tocca le pareti del bossolo stesso. Presenterò in modo più approfondito il funzionamento delle matrici (dies) nella prossima pagina.
Dalla pagina originaria 08
Dies e shell holder per la ricarica delle munizioni
Attrezzatura: dies (matrici) e shell holders (reggibossoli) Le matrici per la ricarica, universalmente conosciute come dies (per i non anglofoni, singolare: die ; plurale: dies ; in italiano in genere matrici ), sono semplicemente dei cilindri in acciaio che vengono utilizzati come “stampi” da usare tramite una pressa per la ricarica. Si montano su una pressa (vedi prossime pagine), la quale con un apposito sistema di leveraggi porta la matrice (il die) ad agire con molta molta molta forza su bossoli e palle, che sono fatti di materiali relativamente malleabili (ottone e piombo). Queste matrici sono realizzate in acciaio di elevata durezza; e spesso contengono inserti antigrippanti al carburo di tungsteno (a volte l’indicazione è carbide die ). Ciascun die è deputato ad uno o più compiti: decapsulare (o disinnescare), ricalibrare il bossolo, svasare il colletto, immettere la polvere, inserire la palla, crimpare, ecc. I dies vanno avvitati negli appositi fori predisposti nella testa o nel piatto della pressa e, una volta correttamente regolati (vedi oltre), vanno bloccati con l’apposita ghiera filettata per evitare che perdano la regolazione. Per le presse multi stazione è ovviamente necessario montarli in sequenza; se si dispone di una pressa dotata di “auto-index” (dispositivo che ad ogni azione della leva fa ruotare il piatto o la torretta di un passo, posizionando il successivo bossolo o la successiva matrice) occorre predisporre i dies in modo da prevedere le corrette sequenze. L’interno di ogni die è appositamente sagomato per modellare il bossolo per lo specifico calibro. E’ chiaro che è necessario un set di matrici ( dies set ) per ogni calibro che si desidera ricaricare.
Qui sopra un set di 4 dies della Lee. Da sinistra: matrice di riformatura e decapsulamento ( resizing and decapping die ) matrice di espansione ( mouth expander die ) matrice di inserimento e crimp ( seating and crimping die ) matrice di crimpatura e riformatura ( factory crimp die ). Al centro un bicchierino dosatore per versare la polvere, e (sotto il bicchierino) il reggibossolo ( shell holder ) specifico per il calibro. In sintesi: ⏵ le matrici sono una sorta di stampi che operano sul bossolo per dargli le forme volute ⏵ le matrici vanno montate su una pressa che aiuta ad esercitare l’opportuna pressione per poter plasmare i bossoli in base alle nostre regolazioni ⏵ i bossoli sono tenuti in posizione da apposite basette universalmente chiamate shell holders
NOTA DA VERIFICARE — Il passaggio seguente contiene valori, esempi numerici o indicazioni dipendenti dall’attrezzatura. Verificare la fonte primaria e mantenere il manuale del produttore come riferimento. |
Anticipiamo qui la presentazione dello shell holder, dato che va utilizzato in stretto abbinamento con le matrici. Lo shell holder ( e lo shell plate ) Ogni bossolo (o meglio, ogni calibro) ha un proprio shell-holder, o reggibossolo. N.B.: la parola “ reggibossolo ” è proprio orribile, ma non saprei come altro tradurlo. E’ un fondello di acciaio molto molto resistente, con particolari misure e forme che serve a trattenere il bossolo fermo sul pistone della pressa. Tiene in posizione il bossolo in fase di “spinta” per l’introduzione forzata nelle matrici. Ma soprattutto è in grado di agganciare il bossolo ed “estrarlo” dalla matrice in cui è stato forzato. Le operazioni di estrazione richiedono un particolare sforzo, specialmente quelle di ricalibratura; sono operazioni che possono arrivare a richiedere decine (anche centinaia) di chili di sforzo; pressioni possibili grazie all’amplificazione indotta dalla leva insita nel meccanismo della pressa. Lo shell-holder è indispensabile per estrarre il bossolo dalle matrici una volta che vi è stato introdotto di forza. In alcuni casi è successo che si arrivi a strappare il fondello di un bossolo se questo rimane bloccato all’interno di una matrice (ad es. per il grippaggio del bossolo sul die, a causa di sporco, frammenti, ossidazione, o per eccessiva deformazione). Generalmente lo shell holder presenta al centro un foro passante, utile per l’espulsione dell’innesco spento, o per l’inserimento dell’innesco nuovo. Alcuni shell holder sono adatti a più calibri, essendo i fondelli dei rispettivi bossoli abbastanza simili. Ad esempio lo shell holder #2 della Lee, può essere usato per i calibri .45acp, 8×57, 25/06, ed altri. Il #19 va bene per i calibri 9mm (9×19, 9×21), .38acp, .40S&W, ecc. Generalmente uno shell holder “adatto” viene già incluso nelle confezioni (set) dei rispettivi dies. Sono comunque sempre acquistabili separatamente. Prestate attenzione che la Vostra pressa o il Vostro supporto utilizzo shell holder standard. Purtroppo esistono alcuni produttori (rari ma ci sono) che hanno adottato un proprio standard per lo shell holder ; ciò ovviamente per motivi strettamente commerciali, non certamente tecnici.
qui a lato un esempio di bossoli trattenuti in sede dallo shell holder Lo shell holder in genere va inserito nella propria sede sopra il pistone della pressa, prima di procedere con ogni operazione di ricarica. Andrà ruotato nella posizione che si preferisce in modo da avere lo spazio dell’inserimento orientato nella direzione più comoda per la migliore introduzione dei bossoli.
ATTENZIONE: anticipo un dettaglio che vedremo meglio nelle pagine dedicate alle presse. Nelle presse multistazione, e nelle progressive in genere, dato che possono “trattare” contemporaneamente più di un bossolo alla volta, devo avere la possibilità di montare tre o quattro o più bossoli contemporaneamente. Anzichè utilizzare tre o quattro o più shell holder, si usa un piatto sagomato ( shell plate ) che è lavorato in modo da … essere come tanti shell holder attaccati assieme. In pratica nella sommità del pistone è montato un piatto che presenta sul bordo un certo numero di “incastri” come quelli di un portabossoli ( shell holder ); solo che questi alloggiamenti sono tanti quanti i bossoli che la specifica pressa può trattare per ogni azionamento. Qui a lato un piatto (shell plate) di una Dillon che alloggia cinque bossoli.
Qui a sinistra si vede una pressa multistazione (RCBS) con lo shell plate fissato sopra il pistone, e con già alloggiati 7 bossoli in lavorazione.
Vediamo in dettaglio come sono fatti e come lavorano.
Matrice ricalibratrice (sizing – o resizing – e decapping die) Questo primo die è un cilindro in acciaio durissimo che nel profilo interno ricalca la forma del bossolo di una data munizione; una specie di stampo. Forzando, spingendo con molta forza un bossolo all’interno del die, questo bossolo (che è di ottone, materiale malleabile) viene riformato, viene a ri-prendere la forma che aveva in origine, cosi che possa essere nuovamente utilizzato. Ovviamente occorre una grossa spinta, e questa viene attuata grazie alla pressa che moltiplica la forza applicata ad una leva di azionamento. Le migliori matrici hanno all’interno degli inserti di acciaio al carburo di tungsteno: un materiale duro e resistente ma con proprietà antigrippaggio. In questo modo agevolano lo scorrimento del bossolo durante la riformatura, anche senza necessità di lubrificazione, ed in genere evitando che la pressione e l’aderenza alle pareti blocchi il bossolo dentro la matrice (cosa non rara). Al suo interno questa matrice ha quasi sempre un asta centrale (una sorta di spillo) che “fuoriesce”, sporge inferiormente dalla sagoma. Questo spillo attraverso il foro di vampa presente nel fondo del bossolo permette di spingere fuori l’innesco sparato (attraverso il foro sul fondello arriva a spingere fuori sede l’innesco, che ricordiamo è inserito a pressione).
Per i bossoli “a bottiglia” (in genere quelli delle munizioni per arma lunga), l’asta del decapsulatore ha anche un tratto di diametro maggiore, una sorta di rigonfiamento (detto “oliva”) che serve per allargare il colletto fino ad appoggiarlo alla parete del die. In questo modo il colletto, la cui dimensione è essenziale per poi trattenere correttamente la palla, è ricalibrato non solo come misura esterna , ma anche come cilindricità e misura interna . Cioè, il colletto viene ridimensionato sia esternamente (perciò se è troppo largo lo restringo) che internamente (perciò se è troppo stretto o ha qualche ovalizzazione, viene dilatato al punto giusto).
Qui a lato si nota (a sinistra) l’asta di decapsulazione di un die per arma corta (in questo caso è un calibro .40) e a destra si nota l’asta di decapping per in die per arma lunga (qui il piccolo calibro .223), in cui sporge il rigonfiamento (oliva) per il ridimensionamento interno del colletto.
Prima variante: matrice di solo disinnesco (decapping die) Come scritto, la prima matrice di ridimensionamento rimodella l’intero bossolo e contemporaneamente espelle l’innesco già usato (indicato anche come innesco spento). Questa doppia funzione è presente in pratica su quasi tutti i dies dei calibri più diffusi. Riallacciandomi a quanto già accennato in precedenza, è però possibile separare le due azioni. Sono in commercio delle matrici di SOLO decapsulamento ( decapping die ) universali, ovvero che vanno bene per tutti i calibri, dal più piccolo fino al calibro .50 In pratica questo è un die quasi uguale alla prima matrice di cui sopra, ma in realtà il “buco” interno, il profilo interno che dovrebbe riformare il bossolo è molto molto largo, e perciò non tocca le pareti del bossolo, non ridimensiona alcunchè. In questo modo l’unica azione che esegue sul bossolo è spingere fuori l’innesco spento con lo spillo. Questo decapping die in genere si usa per rimuovere l’innesco dei bossoli prima di pulirli; senza praticamente toccarli. Perciò se sono sporchi o incrostati, non vi è alcuna azione e non si rovina alcuna matrice. A questo punto, una volta tolto l’innesco, è possibile pulire bene i bossoli, anche nella sede dell’innesco e nel foro di vampa dove spesso si accumula qualche residuo di combustione. E’ poi possibile andare ad operare con il tradizionale die di riformatura, che però potrà operare su dei bossoli puliti (e, se avete provveduto, anche lubrificati). Ovviamente a questo punto il primo die eseguirà solamente l’operazione di riformatura (sizing) non essendoci inneschi da espellere (addirittura chi utilizza sistematicamente la matrice di solo disinnesco, a volte toglie l’asta di decapping dalla prima matrice).
Matrice svasatrice ( expanding die ) La prima matrice di ridimensionamento rimodella l’intero bossolo ma … prima o poi dovremo inserire la polvere e, soprattutto, dovremo inserire un nuovo proiettile. E qui entra in gioco l’expanding die. Questo die semplicemente allarga (poco!) l’estremità della bocca del bossolo in modo da permettere al proiettile di entrarvi senza forzare troppo, senza trafilarsi sulle sue pareti. Questa operazione la effettua inserendo nel colletto del bossolo una specie di imbuto conico che, se ben regolato, arriva ad allargare di pochissimo il colletto stesso; quel tanto che basta perchè la palla possa iniziare (solo inizare) ad entrare nel bossolo. E nel contempo, avendo svasato il colletto, è anche agevolato l’inserimento della polvere. Inoltre con particolari presse (progressive), permette l’inserimento automatico della polvere senza sversamenti. Alcuni dies infatti hanno la parte superiore sagomata ad imbuto per consentire di versare la polvere direttamente tramite il die, senza dover estrarre il bossolo (e così evitiamo di spandere polvere). Sono indicati anche come powder throught expanding die. Vi sono poi dei kit dedicati per varie presse, che collegano il die di svaso con il dosatore in modo da svasare e versare la polvere durante l’azionamento, in un unico passaggio.
Qui a destra alcuni esempi degli elementi interni al die svasatore, detti anche funnel . Si nota chiaramente la parte terminale, con il bordo conico in cui si appoggia il bossolo, e che forza l’allargamento in base alle regolazioni che faremo. Chiaramente qui potete inizare a comprendere che vita dura ha il colletto, e perchè è la prima parte del bossolo che cede, che si fessura. Quando viene assemblata la munizione (ricarica o commerciale che sia) il colletto viene ristretto per bloccare la palla; poi allo sparo viene bruscamente dilatato quando la palla lascia il bossolo; poi viene riformato con il primo die; poi viene nuovamente svasato per permettere l’inserimento della palla, e poi viene nuovamente ristretto (a volte proprio ripiegato) attorno alla palla per bloccarla in posizione.
Matrice inserimento palla e crimp (seating/crimping die) Questa terza matrice ha il compito di inserire il proiettile nel bossolo, fino alla giusta misura o meglio alla profondità desiderata; ed eventualmente può anche contemporaneamente restringere il colletto ( crimp ) per bloccare la palla al suo posto in modo che non si muova dalla sua posizione durante il trasporto, o durante il caricamento, o durante lo sparo delle altre munizioni. Il proiettile (la palla) va inserito nel bossolo ad una data e precisa profondità. Ricordate anche quanto detto circa le pressioni: se la palla è troppo affondata nel bossolo, la pressione iniziale sarà elevatissima, forse oltre le tolleranze. E se la palla non sarà abbastanza affondata, potrebbe non entrare nel caricatore, o non essere trattenuta correttamente in posizione e muoversi o sfilarsi. Questa profondità è regolabile tramite lo spingipalla (con la vite di regolazione superiore), e determina la lunghezza finale complessiva ( OAL, OverAll Length , lunghezza totale) della munizione. Abbiamo visto che il bossolo è stato leggermente svasato per agevolare l’introduzione della polvere e della palla; quando la palla è nella giusta posizione, si deve anche ri-restringere (crimpare) il colletto per eliminare l’espansione di cui abbiamo detto prima, ma soprattutto per stringere il proiettile quanto basta per trattenerlo in posizione. Questa combinazione si ottiene grazie ad un “restringimento”, un “bordo di crimpatura” all’interno del die, e che è presente in tutti i dies inseritori e crimpatori; si potrà scegliere il livello di “crimpaggio”, il livello di restringimento da applicare al colletto, regolando l’altezza del die. Alcuni set di matrici per pistola, come i dies set Deluxe della Lee, hanno quattro matrici. Le ultime due (terza e quarta matrice) separano le azioni di posizionamento palla e crimpatura in due dies separati, con maggiori possibilità di regolazione “di fino”. Ri-elenco qui lo sporco lavoro del povero colletto del bossolo; che viene prima riformato, riportato alla dimensione iniziale (primo die); poi viene allargato, stirando il materiale (secondo die, svaso); e poi viene ri-compresso per bloccare la palla (crimp); e quando sparo viene di nuovo allargato molto molto molto bruscamente. Ecco, il colletto può sopportare questo stress un numero finito di volte . E poi cede. In genere si fessura, si “crepa”. Quante ricariche può sopportare un bossolo ? Dipende dal bossolo, dalla qualità, da quanto forte si crimpa, da quanto largo è lo svaso, da quanto larga è la camera di cartuccia. Ovviamente stressando il bossolo il minimo indispensabile (diminuendo le deformazioni, per quanto possibile), allungherò la vita del bossolo stesso. .
Matrice crimpatrice ( taper/factory crimp die ) Questo quarto (e spesso opzionale) die, ha il compito di restringere il colletto per bloccare la palla, e nel contempo di riformare tutta la munizione finita alle dimensioni standard. Questo die, non usato in tutti i calibri, è a volte indicato anche come factory crimp . Il factory crimp essenzialmente è una matrice che ricalibra nuovamente la munizione finita (esattamente come ha fatto anche il primo die); annullando eventuali piccole deformazioni che possono essersi verificate durante la ricarica. E spesso presenta anche gli inserti al carburo di tungsteno per garantire una azione antigrippaggio. Ed in genere prevede la possibilità di aggiungere un serraggio del colletto (crimp) più o meno accentuato, con una regolazione specifica, di fino. Presenta infatti una vite superiore per aumentare l’azione di crimpaggio in modo calibrato, anzichè dover alzare o abbassare l’intero die (con più margini di errore). In questo caso il restringimento del bordo di crimpaggio (anello di crimpaggio) non è ricavato nel corpo della matrice ma è su una boccola scorrevole che può essere più o meno spinta dalla regolazione superiore. Se utilizziamo questo die, in genere eviteremo di regolare il terzo die perchè effettui anche una crimpatura (che invece effettueremo con questo quarto die). Perciò regoliamo il terzo die per il solo inserimento palla e un minimo minimo restringimento del colletto; e poi passiamo la munizione sul factory crimp e completiamo il crimpaggio come desiderato. Aggiungo qui UNA PRECISAZIONE, ripresa dal sito della rivista “Armi e Tiro”, articolo a cura di Ruggero Pettinelli, dell’agosto 2023.
Tra i “ricaricatori” può capitare di sentire pareri mooolto discordanti sul “misterioso factory crimp die”. Il fatto è che spesso questo specifico die non è incluso nei set “base” (composti da 3 dies) commercializzati dalle principali aziende produttrici di attrezzature per la ricarica; ed in genere va acquistato a parte (salvo appunto trovare il kit completo con già il quarto die, come ad es. rendono disponibili alcuni marchi). Questo fa sì che spesso venga considerato un accessorio superfluo, dedicato ai “precisini” della ricarica, e che in effetti non è importante. In realtà, secondo molti (e anche secondo il sottoscritto) la sua utilità è notevole e, a seconda del calibro e dell’arma, può rivelarsi fondamentale per una elevata precisione delle munizioni che vengono ricaricate. Cominciamo con il dire che il factory crimp die … in realtà sono due distinti dies, a seconda che si parli di factory crimp per calibri per pistola o per calibri per carabina. Concentrandoci sul factory crimp per calibri per arma corta, questo è costituito da un cilindro in acciaio con alla base un anello in carburo di tungsteno, e sopra un cappuccio filettato che regola l’altezza di una boccola. Assomiglia molto al die di inserimento palla, ma vi aggiunge alcune funzionalità particolari. Lo scopo di questo die infatti è duplice: da un lato, con l’anello al carburo di tungsteno, ricalibra nuovamente la cartuccia che è stata appena ultimata, eliminando eventuali “pancette” che possano essersi manifestate durante la ricarica (magari per un leggero sovradimensionamento della base della palla, e così via). E’ una specie di primo die (reforming) che agisce però sulla munizione “finita”. Già questo migliora (e di molto) l’affidabilità di alimentazione nelle camere di cartuccia più “strette”, più “a misura”, come possono essere ad es. le camere di tipo match. La boccola superiore (in genere in alluminio) e la sottostante ghiera invece, apportano al bordo del colletto del bossolo un leggero ripiegamento sulla palla, un crimpaggio; non accentuato come il roll crimp dei calibri per revolver, ma comunque visibile a occhio nudo. Questo leggero ripiegamento (che in genere non pregiudica la battuta del bordo bossolo contro lo spigolo della camera di cartuccia) consente di migliorare ulteriormente l’affidabilità di alimentazione, e anche di aumentare la resistenza della palla all’uscita dal bossolo, creando quindi una maggiore pressione iniziale e migliorando, di conseguenza, la combustione della polvere (in particolare se di tipo progressivo). Del tutto differente è il factory crimp per arma lunga, o factory crimp rifle die : in questo caso si tratta sempre di un die al vertice del quale è presente una ganascia a quattro segmenti, che si può serrare in misura maggiore o minore tramite una ghiera godronata. Questo die, destinato principalmente ai calibri a collo di bottiglia (come .308 Winchester, .30-06 eccetera), non esegue alcuna ricalibratura del corpo della cartuccia, ma solo una crimpatura a segmenti sul bordo del colletto del bossolo; questo consente di migliorare il fissaggio della palla al bossolo e, conseguentemente, di migliorare la resistenza iniziale e quindi la combustione. Il factory crimp può essere utile in particolare per rafforzare la tenuta delle palle (come le Hpbt) prive di solco godronato di crimpaggio, evitando in particolare che, per effetto del rinculo e in circostanze limite, le palle possano fuoriuscire (o spostarsi) dalla posizione ottimale nel bossolo.
